Attualità
Modica e la Sicilia archeologica vista dal cielo nell'appuntamento promosso dall'Unitre
L'iniziativa alla presenza della vedova del compianto assessore regionale Sebastiano Tusa
Alla presenza di Valeria Li Vigni, vedova del compianto assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa, si è svolto a Modica, nei locali della Fondazione Grimaldi, l’incontro “Sicilia archeologica vista dal cielo”, promosso dalla sede locale dell’Unitre e dal Rotary Club di Modica con il patrocinio della stessa Fondazione.
A aprire i lavori sono stati Salvatore Campanella ed Enzo Cavallo, che hanno portato i saluti della Fondazione Grimaldi e dell’Unitre.
A seguire, Uccio Barone, intervenuto per il Rotary, ha introdotto il tema ricordando la figura di Sebastiano Tusa e mostrando una fotografia di un precedente incontro, tenutosi nella medesima sede, alla presenza dello studioso.
È quindi intervenuta Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, che ha messo in luce la straordinaria ricchezza del patrimonio archeologico siciliano, illustrata nel volume che raccoglie fotografie originali, in gran parte inedite, scattate dall’alto da Luigi Nifosì.
Un artista-fotografo, ha sottolineato, ma prima di tutto uno studioso rigoroso. Gli scatti, realizzati durante numerosi sopralluoghi per il controllo del territorio, sono stati organizzati in una guida unica, frutto dell’attività avviata da Tusa e completata, dopo la sua scomparsa, dalla Fondazione a lui intitolata: cinque anni di lavoro interdisciplinare che ne hanno ampliato i contenuti e centrato gli obiettivi, valorizzando paesaggi naturalistici di grande pregio e offrendo, nell’insieme, un’immagine inedita della Sicilia.
Luigi Nifosì ha poi ricordato il carattere inclusivo di Sebastiano Tusa, capace — “alla pari del pittore Piero Guccione” — di far appassionare chiunque all’archeologia. Profondo conoscitore del vasto patrimonio isolano, Tusa seguiva da vicino studiosi e responsabili dei vari uffici.
Nifosì si è soffermato sulle esperienze maturate durante le riprese aeree e sulla preparazione della guida, che accompagna ogni immagine con puntuali note territoriali e archeologiche, mentre le fotografie scorrevano sullo schermo della sala.
In chiusura degli interventi tecnici, l’archeologo Simone Scerra, funzionario della Soprintendenza di Ragusa e direttore di numerosi scavi nella provincia iblea, ha evidenziato il valore del volume: un’opera densa di contenuti, strumento prezioso per scoprire la civiltà siciliana tra natura e storia, un libro che “invita a fare un giro in Sicilia”.
Un testo nel quale Tusa si è espresso con assoluta libertà di pensiero, senza aderire a scuole interpretative spesso contrapposte, confermando l’abitudine a precorrere i tempi e a sorprendere i colleghi.
A conclusione dell’appuntamento, Valeria Li Vigni ha ricordato la significativa ricorrenza del 10 marzo, giornata annualmente dedicata a Sebastiano Tusa e ai Beni culturali: in tale occasione è previsto l’ingresso gratuito in tutti i siti archeologici della Sicilia.