I siti
Antico Corso, parte la sfida per fare del quartiere un grande polo culturale
A Catania il Comune insieme alle associazioni per valorizzare il Rifugio antiaereo di Cava Daniele, il Bastione degli infetti, la Tomba romana e non solo
Alle latitudini del quartiere Antico Corso il progetto è davvero ambizioso, si tratta di rendere fruibili e interconnessi i (troppo poco noti) siti della zona: il Rifugio antiaereo di via Daniele, il Bastione degli Infetti e la Tomba romana con la Torre del Vescovo, il Giardino di via Biblioteca e il Monastero dei Benedettini. I primi tre siti, negli anni e finora, avevano vissuto una vita propria dalle loro riscoperte con tentativi più o meno efficaci di valorizzazione da parte di diverse realtà del territorio.
L'occasione, che si aspettava ed è stata colta, è il “Bando storico artistico culturale 2025” promosso da Fondazione con il Sud a cui con il progetto “Rifugio antiaereo via Daniele Catania" hanno partecipato Officine Culturali, Comitato popolare Antico Corso, Arci Comitato territoriale Catania, Centro speleologico etneo (Cse) e l'associazione Le cave di Rosso Malpelo. Il 17 marzo, ovvero un giorno prima della chiusura del bando e con il voto favorevole della giunta guidata da Enrico Trantino, anche il Comune è diventato partner del progetto assolvendo così ad una precisa clausola del bando pena l'esclusione. Ora non resta solo che aspettare l'esito.
Le probabilità di vittoria sono presto calcolate: una su sei. Il bando infatti prevede un fondo complessivo di 4 milioni di euro, le realtà ammesse a partecipare provengono dalle regioni Sicilia, Sardegna, Puglia, Campania, Basilicata e Molise e la somma massima richiedibile è fissata a 750 mila euro per progetto con cofinanziamento dell'80% della cifra richiesta. Il bando di Fondazione con il Sud tuttavia è solo la prima opzione. «Il progetto c'è e abbiamo già un eventuale piano B e C – assicura a “La Sicilia" Francesco Mannino di “Officine Culturali", cooperativa sociale che ha in concessione dal Demanio proprio il Rifugio antiaereo di via Daniele – Tuttavia, al bando con il nostro progetto abbiamo chiesto la cifra massima, 750 mila euro, non un azzardo, ma un impegno e assunzione di responsabilità considerato che circa 150 mila euro del totale dovremmo farcene carico noi partner. La formula del bando è chiara: viene data una opportunità da rendere operativa in tre anni, il primo anno per gli interventi strutturali utili a rendere pienamente fruibili i beni, gli altri due anni per la promozione e gestione, per poi riuscire ad andare avanti in autonomia. Il Comune interverrà a breve sul Bastione, dove è prevista la realizzazione di un accesso da via Plebiscito».
C'è poi la Tomba romana, all'interno di un immobile Iacp, in un garage fino ad allora occupato abusivamente dai bracieri degli “arrusti e mangia”: la scoperta, e i successivi studi, si devono alle archeologhe Francesca Buscemi (Cnr – Ispc) e Michela Ursino della Soprintendenza ai beni culturali di Catania, il tutto verrà a breve pubblicata sul Journal Ancient Topography, rivista di prima fascia del settore. Allo stato attuale alla Tomba si accede solo da una botola. «Tutto ciò dimostra che il fermento culturale a Catania c'è – aggiunge Salvo Castro, presidente del Comitato popolare Antico Corso – finora pare sia mancata la capacità di gestire processi complessi, che devono essere continui». Finora, appunto.