Giardino Bellini
Catania, il caso degli "uomini illustri" senza naso: statue distrutte
I busti dei personaggi storici dentro la "Villa" sono stati devastati, in grande numero, dai vandali. Uno spettacolo pessimo per i tanti in coda per accedere al Criptoportico nel corso delle giornate Fai
Le giornate del Fai, il Fondo ambiente italiano, rendono magici i weekend degli italiani permettendogli di visitare luoghi culturali, spesso autentici capolavori come palazzi, ville storiche, santuari, antichi frantoi. Tutti luoghi poco noti o generalmente non accessibili.
In quei fine settimana ci sentiamo tutti un po' più colti, un po' più legati alla nostra nazione e probabilmente predisposti a fare lunghe file per accedere ai siti culturali, sempre in paziente attesa e con il sorriso tra le labbra. Catania, dal canto suo, non avrà ottenuto il titolo di Capitale della Cultura 2028 - un dettaglio che, tra un arancino e un monumento barocco, sembra una vera offesa al proprio ego storico - eppure, proprio per ricordare a tutti che di bellezza il capoluogo etneo ne ha da vendere, quest'anno ha deciso di mostrare la sua “argenteria buona” per l'occasione delle giornate Fai: c'è stata infatti l'apertura straordinaria del Criptoportico dentro il Giardino Bellini.

Turisti in coda nel weekend al Giardino Bellini per le "giornate Fai"
Un labirinto di storia e fascino settecentesco voluto dal principe Ignazio Paternò Castello, un'esperienza imperdibile, che tantissimi visitatori non si sono fatti scappare.
Tutti trepidamente in fila ordinata nell'attesa di scendere nelle viscere della terra per ammirare… beh, non si sa bene cosa, ma sicuramente qualcosa di molto importante e culturale. Perché, si sa: se c'è la fila, è cultura. Ma mentre la coda di curiosi attendeva pazientemente il proprio turno, sopra le loro teste, nel famoso “Viale degli uomini illustri”, si consumava un piccolo dramma silenzioso. I busti dei grandi catanesi, coloro che hanno fatto la storia della città, assistevano alla scena con aria… beh, non proprio sdegnata. Perché, a dire il vero, gran parte di loro non ha più un naso con cui sdegnarsi.
Eh sì, perché il Viale degli illustri - tutti uomini - a Villa Bellini, è più un “Viale dei monchi” che dei Grandi. Busti marmorei che sembrano aver fatto a pugni con la storia, o forse con qualche vandalo un po' troppo zelante. Nasi mancanti, orecchie scheggiate, volti deturpati: un vero e proprio spettacolo dell'orrore artistico. E la cosa più ironica è che questi poveri busti non possono neanche storcere il naso per dimostrare il proprio disappunto. Devono restare lì, immobili e mutilati, a guardare la gente che passa, incurante della loro sofferenza. Che peccato.

Le giornate Fai sono state un'occasione d'oro per celebrare la cultura catanese, e invece ci ritroviamo a fare i conti con l'incuria e il degrado. Forse dovremmo dedicare una giornata Fai anche al restauro di questi poveri busti. Chissà, magari un giorno riusciremo a vederli con un naso tutto intero. E allora, forse, potranno finalmente storcerlo di fronte a tanto abbandono.