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Lutto

Gino Paoli, addio a chi ha raccontato in musica l’amore, la malinconia e le sfumature della vita quotidiana

Il cantautore genovese lascia pezzi come "Sapore di sale" o "La gatta" che fanno parte della storia della canzone italiana

24 Marzo 2026, 22:55

23:00

Gino Paoli, addio a chi ha raccontato in musica l’amore, la malinconia e le sfumature della vita quotidiana

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La sua voce, i suoi testi e la straordinaria capacità di trasformare l’ordinario in poesia resteranno per sempre un punto di riferimento per chi ama la canzone d’autore. Gino Paoli, scomparso all’età di 91 anni nella sua casa di Genova dopo un breve ricovero in una clinica privata, ha saputo raccontare con rara sensibilità l’amore, la malinconia e le sfumature della vita quotidiana. Il cantautore lascia in eredità un patrimonio musicale fatto di autentiche perle: brani di grande popolarità come 'Il cielo in una stanzà, 'La gattà, 'Che cosa c'è', 'Senza finè, 'Sapore di salè, 'Una lunga storia d’amorè e 'Quattro amici al bar'. Ogni canzone è un frammento di vita, un piccolo capolavoro di poesia urbana, capace di raccontare storie con leggerezza e profondità insieme, toccando il cuore di generazioni intere. Quella di Paoli è stata una vita intensa, segnata da successi straordinari, amori tormentati, crisi personali (compreso un tentato suicidio) e un impegno che ha travalicato i confini della musica fino alla politica, come deputato eletto come indipendente nelle liste del Partito comunista italiano.

LE ORIGINI

Nato a Monfalcone (Gorizia) il 23 settembre 1934, da una famiglia di origini toscane e giuliano-dalmate, Gino Paoli si trasferisce da neonato a Genova, città a cui resterà sempre profondamente legato. La sua carriera inizia negli anni Cinquanta, nel fermento della nascente 'scuola genovesè, con amici e colleghi destinati a diventare leggende della musica italiana: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi e poco dopo Fabrizio De André. Con il gruppo I Diavoli del Rock si esibisce nei pomeriggi studenteschi e nei locali della Liguria, iniziando a sperimentare melodie, armonie e testi intrisi di sentimento.
Il primo approdo discografico avviene nel 1959 con la casa Ricordi, che pubblica i suoi primi 45 giri: 'La tua manò, 'Non occupatemi il telefonò, 'Senza parolè, 'Sassì. Brani che inizialmente passano inosservati, ma che getteranno le basi di quello che sarà il repertorio immortale di Paoli.

IL SUCCESSO

Il vero exploit arriva nel 1960 grazie a Mina e al brano 'Il cielo in una stanzà, su suggerimento di Mogol, che scala le classifiche e consacra Paoli come cantautore di fama nazionale. Il successo non si ferma: 'La gattà, inizialmente ignorata, diventa un classico grazie al passaparola, e Paoli entra nell’Olimpo della canzone italiana.

Negli anni successivi, la sua penna dà vita a brani intramontabili: 'Sapore di salè, arrangiato da Ennio Morricone e con il contributo di Gato Barbieri al sassofono, diventa un simbolo della musica italiana anni Sessanta; 'Che cosa c'è', Senza fine, scritta per Ornella Vanoni, diventano inni alla delicatezza dei sentimenti e alla capacità di raccontare l’animo umano con semplicità e profondità. Paoli partecipa a cinque edizioni del Festival di Sanremo, componendo anche colonne sonore per film, da 'Prima della rivoluzionè di Bernardo Bertolucci a numerose pellicole televisive e cinematografiche, sempre con arrangiamenti sofisticati e innovativi.

LA CRISI E IL TENTATO SUICIDIO

Non sono mancati periodi bui. Nel 1963, sopraffatto da crisi personali e sentimentali, Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo al cuore. L'ogiva, fortunatamente, non perfora il miocardio ma resta incapsulata nel torace per tutta la vita, un monito silenzioso e doloroso della fragilità umana dietro il volto del cantautore. L’alcol e, in seguito, la droga, accompagnano alcuni anni di profonda crisi, che tuttavia non spegne la sua creatività.

Dopo un periodo di minore visibilità negli anni Settanta, segnato da album di minor successo e partecipazioni a festival senza fortuna, Paoli torna alla ribalta negli anni Ottanta con 'Una lunga storia d’amorè (1984), colonna sonora del film 'Una donna allo specchiò con Stefania Sandrelli. La canzone segna la rinascita artistica e lo porta a un tour trionfale con Ornella Vanoni, documentato nel doppio album live 'Insiemè. Nel 1989, su invito personale del patron Adriano Aragozzini partecipa al Festival di Sanremo con 'Questa volta nò.

LA RINASCITA

Negli anni Novanta, Paoli conferma la sua capacità di reinventarsi: il 1991 è l’anno del suo grande successo con Matto come un gatto, album il cui brano trainante Quattro amici al bar vince il Festivalbar, riporta Paoli in testa alle classifiche e diventa un successo generazionale, mentre brani come Senza contorno e La bella e la bestia mostrano un artista sempre attento alle sonorità contemporanee senza perdere la sua identità poetica. Collabora con Zucchero, scrive canzoni per Ron, Peppino di Capri, Giorgia, e continua a reinterpretare classici internazionali di Charles Aznavour, Jacques Brel e Léo Ferré, dimostrando una versatilità rara. Il 2002 è l’anno del ritorno a Sanremo con Un altro amore, che si classifica terzo e vince il premio della critica.

Gino Paoli non è stato solo interprete: ha scoperto e lanciato artisti come Lucio Dalla e Fabrizio De André, ha tradotto e adattato brani francesi, portando al pubblico italiano capolavori come Ne me quitte pas (Non andare via) e Avec le temps (Col tempo). Il suo incontro con il jazz, già negli anni Sessanta, si consolida negli anni Duemila grazie a collaborazioni con Danilo Rea, Enrico Rava e altri grandi nomi italiani. Nascono così album come Due come noi che... (2012), Napoli con amore (2013) e 3 (2017), in cui la fusione tra canzone e jazz diventa sublime, dimostrando la sua capacità di reinventarsi pur rimanendo fedele al suo stile.

LA VITA PRIVATA

La vita privata di Paoli è altrettanto intensa e complessa. Dalla prima moglie, Anna Fabbri, nasce il figlio Giovanni, morto per un infarto all’età di 60 anni il 7 marzo 2025. Parallelamente, negli anni Sessanta, si intreccia la celebre e controversa relazione con l'attrice Stefania Sandrelli, ancora minorenne, dalla quale nasce Amanda Sandrelli, che seguirà le orme materne diventando attrice.

La storia con Ornella Vanoni, iniziata anch’essa negli anni Sessanta, sarà lunga, tormentata, ma anche fonte di ispirazione per alcune delle più belle canzoni d’amore della storia italiana: "Senza fine", 'Anche se, "Me in tutto il mondo".

Con Ornella Vanoni, morta a 91 anni lo scorso 21 novembre, è poi tornato a collaborare professionalmente negli anni Ottanta e Duemila, ottenendo successo con la tournée dal titolo allusivo 'Ti ricordi? No, non mi ricordò. Dal 1991 era sposato con Paola Penzo, autrice di alcuni suoi brani, con la quale ha avuto tre figli: Nicolò (1980), Tommaso (1992) e Francesco (2000).