Salute
"Qualcosa di lilla", la sfida di Nicole alla bulimia nervosa arriva in tv
Secondo i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità, in Italia, tra le ragazze tra i 15 e i 25 anni, la bulimia è la seconda causa di morte
Con 'Qualcosa di lilla', di Isabella Leoni, film tv in onda in prima serata giovedì 2 aprile su Rai1, la tv del servizio pubblico batte un colpo su una questione di grande attualità:
Secondo i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità, in Italia, tra le ragazze tra i 15 e i 25 anni, la bulimia è la seconda causa di morte e la famiglia spesso neppure se ne accorge, perché la persona bulimica tende a isolarsi, a non farsi scoprire, è una malattia silente, difficile all'inizio da individuare.
Il film è stato presentato nella sede Rai di Via Alessandro Severo a Roma dagli attori protagonisti, Federica Pala, Alessandro Tersigni, Raffaella Rea e Margherita Buoncristiani, insieme alla regista e alla sceneggiatrice Maruska Albertazzi.
"Non è la storia di una ragazza che guarisce, ma di una ragazza che compie un primo passo verso il cambiamento, scegliendo di voler guarire. Parlare dei disturbi alimentari è fondamentale, tanti ragazzi ne sono affetti", sottolinea Isabella Leoni, svelando che una delle colonne sonore è di Fulminacci.
Il film tv è una coproduzione Rai Fiction, Masterfive Cinematografica in associazione con Armosia Italia.
La storia della quindicenne Nicole, interpretata da Federica Pala, è quella comune a molti adolescenti: il dolore per i genitori separati, una passione per la matematica, la ricerca del peso giusto che non arriva mai. Nicole vive con la mamma Veronica (Raffaella Rea) che fa la personal trainer e con cui ha un rapporto conflittuale. La donna la vorrebbe più matura; ha un rapporto speciale col papà poliziotto, Cristiano (Alessandro Tersigni) che vede ogni fine settimana.
Tersigni fa notare: "Il mio personaggio è un poliziotto che capisce di aver commesso l'errore di dimostrare amicizia alla figlia. Prova a colmare una mancanza, dovuta al divorzio, diventando un amico, ma questo gli impedisce di vedere veramente com'è Nicole. Io - rivela - ho due figli non ancora adolescenti, ma credo modestamente che i genitori devono fare i genitori non giocare a fare gli amici".
Federica Pala è Nicole: "È una ragazza come tutte, che però ha un disagio che inizialmente non percepisce come tale, ma di cui non parla a nessuno, se non a Luce. Solamente grazie a quest'ultima acquisirà la consapevolezza di avere una malattia. Il film va visto, perché include con grande realismo molteplici punti di vista, e si rivolge sia ai giovani che agli adulti che magari ignorano, non percepiscono, non per loro colpa, certi campanelli d'allarme".
Margherita Buoncristiani, invece, è Luce: "Il mio personaggio ha la stessa malattia di Nicole, con la quale stringe un forte legame, ma in uno stato avanzato. Ha una malattia invisibile, che c'è ma non si vede. Luce, alla fine, non riuscirà a superare la sua battaglia. Io non conoscevo bene questa condizione, prima di lavorare sul set ho parlato molto con la regista".
La vita di Nicole (Pala), infatti, cambia quando in classe arriva Luce (Buoncristiani) che porta con sé tutto il disagio delle adolescenti di oggi e la trascina in un in una sorta di "sorellanza" di fragilità in un mondo fatto di eccessi, dove ogni cosa è spinta al massimo. Luce soffre di bulimia da quando era piccola, sembra che la malattia faccia parte di lei. Così Nicole scivola nella malattia come si scivola nell'età adulta, senza accorgersene. Ma soprattutto senza che se ne accorgano gli altri.
Raffaella Rea è Veronica, la mamma della protagonista: "Il mio personaggio è una personal trainer che è attenta all'alimentazione e al peso del corpo, forse da lì nascono i problemi della figlia. Anche io sono una mamma, appena Maruska mi ha parlato della sceneggiatura ho avuto subito l'istinto di fare domande anche se non sono ancora adolescenti per prepararmi".
Maruska Albertazzi ha dedicato il libro Qualcosa di Lilla (Solferino) a Giulia, Lea, Lorenzo, Noemi, Alessia, e tutti gli altri volati via aspettando una cura. "Sono Giulia Tavilla, figlia di Stefano, insieme al quale abbiamo fatto tante manifestazioni. È morta a 17 anni mentre era in lista d'attesa. Poi c'è Lea, anche lei morta di bulimia, già uscita da un percorso di cura, ma il suo cuore non ha retto e si è spenta per un infarto. Noemi, un'artista di 24 anni, era malata da tanto, aveva avuto problemi nel cercare la cura giusta. Ha vissuto un'epopea fra ricoveri e mancanza di presidi sul territorio. Purtroppo si è tolta la vita".