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25 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:00
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Spettacoli

Maurizio Mastrini "il fenomeno" svela la sua anima a Ragusa

Sabato il concerto che dà vita al nuovo viaggio tra musica, identità e libertà

25 Marzo 2026, 20:45

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Maurizio Mastrini "il fenomeno" svela la sua anima a Ragusa

Maurizio Mastrini in concerto sabato a Ragusa

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Sabato 28, a Ragusa, va in scena uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi del nuovo corso artistico di Maurizio Mastrini: un concerto in anteprima destinato a lasciare il segno, promosso dall’Associazione Melodica all’Auditorium del Centro Commerciale Culturale, sotto la direzione artistica di Diana Nocchiero.

La serata rappresenta una tappa simbolica del Capelli International Tour 2026–2028, itinerario che porterà il pianista umbro in tutti i continenti: dall’Europa all’Asia, dalle Americhe all’Oceania, fino a mete sorprendenti e cariche di significato.

Reduce dal successo planetario del Ghost International Tour 2024–2025, con 160 date sold out nelle capitali più iconiche del mondo, Mastrini torna sulla scena nel modo più autentico: mettendo a nudo la propria anima. Nasce così “Capelli”, il nuovo lavoro discografico dell’artista, un’opera intensa e viscerale, che travalica la musica per farsi racconto, confessione e viaggio identitario.

Mastrini è molto più di un pianista-compositore: è un visionario capace di oltrepassare le convenzioni, un autore dal linguaggio libero e istintivo, definito da critica e addetti ai lavori “il fenomeno”. Un appellativo guadagnato non soltanto per i numeri, ma per la costante spinta a esplorare territori sonori inediti. Ai suoi recital non è raro assistere a performance sempre diverse, vederlo suonare con pennelli, elastici o bacchette, nell’ostinata volontà di sfruttare ogni potenzialità del pianoforte.

Con 14 album all’attivo, circa mille concerti esauriti nell’ultimo decennio e oltre un milione di spettatori, Mastrini è tra i pianisti italiani più ascoltati al mondo: su Spotify conta più di 48 milioni di stream. Eppure, dietro le cifre c’è un percorso controcorrente, costruito in totale autonomia. “La mia ricchezza è la mia libertà.”

“Faccio i miei tour viaggiando in una 500, volo low cost, non ho manager che decidono per me. Se devo sbagliare, voglio che sia una mia scelta.” È da questa indipendenza assoluta che germoglia “Capelli”, un disco intriso di autenticità.

In dodici tracce realizzate con l’Orchestra Sinfonica della Felicità, l’autore attraversa paesaggi sonori che fondono minimalismo contemporaneo, rimandi sudamericani e radici jazz. Ogni brano è un frammento biografico, un’emozione tradotta in musica.

Soprannominato “il pianista che suona al contrario”, Mastrini sovverte le regole: inizia dall’ultima nota, pizzica le corde, percuote lo strumento, lo reinventa. “Quando nella mappa della mia vita ho dovuto scegliere il percorso, ho preso quello panoramico. Più lungo, più difficile… ma senza pedaggi.” Una dichiarazione che oggi diventa manifesto.

“I capelli sono stati, e sono ancora oggi, il mio rifugio dal mondo.” Un simbolo nato da una timidezza profonda, da un senso di inadeguatezza che lo accompagna sin da ragazzo, quando dal suo piccolo borgo umbro è approdato sui palchi più prestigiosi — dalla Carnegie Hall di New York all’Arena di Tokyo. Da quel “nascondersi” nasce oggi, in controcanto, un’opera che è una rivelazione totale.

Il brano “Capelli” costituisce il cuore pulsante del disco: un’autobiografia musicale intensa, ironica, viscerale. “El Toque” rende omaggio a Diego Armando Maradona, nel segno di un talento condiviso: il tocco — sul pallone e sulla tastiera — e un curioso parallelismo astrale, entrambi Scorpione ascendente Scorpione. “Paris c’est l’amour” e “Monsieur Satie” evocano eleganza e memoria; “El Cubano” celebra la libertà di vivere; “No Smoking” richiama l’atmosfera dei jazz club americani. “Stop” rompe gli schemi con energia travolgente, mentre “Aria” e “Lacrima” accompagnano l’ascoltatore in una dimensione più intima e raccolta. Chiude “Tango Clandestino”, omaggio sentito a Papa Francesco.

Tra le righe — e nelle pause — si coglie il nucleo più profondo del progetto: “La mia anima vuole la libertà, la mia arte si nutre della bellezza che trovo nelle persone. Non cerco scorciatoie. Io oggi sono esattamente quello che sono, non quello che vorrei essere.” Una visione che si fa musica, scelte, coerenza. “Non ho milioni di follower, non ho dischi d’oro. Ma non so nemmeno cosa sia l’invidia.” Forse è proprio questa libertà, rara e autentica, il successo più grande. “Capelli” non è soltanto un album. È una presa di posizione. È il coraggio di restare se stessi.