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Cultura

Don Quichotte e l'irresistibile farsa di Donizetti: il Teatro Massimo tra danza e comicità

Dal 28 marzo al 4 aprile il Corpo di ballo del Teatro Massimo porta in scena l’energia del capolavoro ispirato a Cervantes

26 Marzo 2026, 09:54

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Don Quichotte e l'irresistibile farsa di Donizetti: il Teatro Massimo tra danza e comicità

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Don Quichotte. Dal 28 marzo al 4 aprile, il Corpo di ballo del Teatro Massimo diretto da Jean-Sébastien Colau torna protagonista con Don Quichotte, balletto ispirato al capolavoro di Cervantes su musiche di Minkus.

Il nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con l’Opéra National de Bordeaux, conferma la vocazione internazionale della Fondazione. A firmarlo è il coreografo José Martinez (direttore del Balletto dell'Opéra di Parigi), che propone una rilettura fedele ed entusiasmante di questo capolavoro capace di unire tradizione e modernità. Don Chisciotte, il buffo cavaliere dalla triste figura, diventa il simbolo della lotta contro l’ignoranza e la grettezza. Sostenuto dalla musica vivace di Minkus, il balletto si distingue per l’energia travolgente, i colori brillanti e la virtuosità tecnica, in particolare nei ruoli dei protagonisti Kitri e Basilio che vedranno alternarsi nelle repliche i tersicorei Martina Pasinotti, Yuriko Nishihara e Giulia Neri; Michele Morelli, Alessandro Cascioli e Alessandro Casà.

Le scene, firmate da Antonella Conte, e i costumi da Mario Celentano trasporteranno il pubblico in una Spagna sognata e vibrante. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale la direttrice Mojca Lavrencic, che vanta la recente vittoria a Parigi del Concorso Internazionale per Direttrici d’Orchestra «La Maestra».

L’irresistibile farsa di Donizetti. Dal 26 aprile al 3 maggio il registro cambia ma la magia resta intatta con Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Gaetano Donizetti. Un’opera che è anche un raffinato gioco di specchi in cui il mondo del palcoscenico si osserva, si deride e mette a nudo le proprie debolezze, rivelando quanto i “tic” degli artisti siano, in fondo, lo specchio deformato ma sincero della vita stessa.

Il nuovo allestimento, curato da Moshe Leiser e Patrice Caurier, tra i registi più influenti della scena internazionale, si avvale di un cast che celebra l’eccellenza dei talenti palermitani. Nicola Alaimo, acclamato sui palcoscenici più prestigiosi, torna nella sua città per misurarsi con l’irresistibile parte en travesti di Mamma Agata: una megera disposta a tutto pur di favorire la carriera della figlia Luigia Scannagalli. Accanto a lui, nei panni della capricciosa primadonna Corilla Scortichini, è il soprano Desirée Rancatore, un’altra stella nata a Palermo che ha conquistato i più importanti teatri del mondo. Sotto la direzione di George Petrou, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo (istruito da Salvatore Punturo), l’azione si dipana tra le caotiche prove dell’opera seria Romolo ed Ersilia, in un crescendo di malintesi, fughe e sostituzioni dell’ultimo minuto.

Donizetti costruisce un congegno comico perfetto che parodia le rigide convenzioni dell’epoca. L’opera ha anche un legame storico con la Sicilia e celebra un anniversario speciale: duecento anni fa, un giovane Donizetti viveva a Palermo come direttore artistico del Real Teatro Carolino. La leggenda vuole che la satira pungente dell’opera, erede della tradizione del «teatro nel teatro», trasse ispirazione proprio da un episodio accaduto in città, quando il baritono Tamburini, per salvare una recita, dovette sostituire la primadonna cantando l’intera parte in falsetto. Un omaggio d’amore e di risate all’incantevole mondo dell’opera.

https://www.teatromassimo.it/event/le-convenienze-e-inconvenienze-teatrali/