Musica
Il rock e l'heavy metal perdono Ross “The Boss” Friedman: addio ad un chitarrista leggendario
Aveva fatto parte dei The Dictators e dei Manowar. Aveva 72 anni
Il musicista statunitense Ross “The Boss” Friedman, chitarrista di riferimento della scena rock e metal internazionale, è morto a New York all’età di 72 anni. La notizia della scomparsa è stata resa nota attraverso un messaggio pubblicato sui suoi canali ufficiali, in cui si riferisce che l’artista si è spento dopo aver combattuto contro la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), malattia neurodegenerativa annunciata pubblicamente solo poche settimane fa.
Nato nel quartiere newyorchese del Bronx il 3 gennaio 1954, Friedman è stato tra i fondatori dei The Dictators, gruppo pionieristico del punk rock americano, e successivamente dei Manowar, band simbolo dell’heavy metal epico. Con il suo stile energico e riconoscibile, ha contribuito in modo determinante alla definizione di entrambi i generi, influenzando generazioni di musicisti.
Nel corso della sua carriera, iniziata negli anni Settanta, Friedman - noto anche con lo pseudonimo di Ross Funicello - ha attraversato diverse esperienze musicali. Dopo gli esordi con i Dictators, militò negli Shakin Street e, proprio durante un tour, conobbe Joey DeMaio, con cui fondò i Manowar. Con la band ha inciso album diventati iconici come "Battle Hymns" (1982), "Hail to England" (1984) e "Kings of Metal" (1988), prima di lasciare il gruppo al termine del tour tra il 1988 e il 1989.
Negli anni successivi tornò a collaborare con i Dictators e prese parte a numerosi progetti, tra cui Manitobàs Wild Kingdom, The Hellacopters e altre formazioni della scena rock internazionale. Parallelamente sviluppò una carriera solista, pubblicando album come "New Metal Leader" e "Hailstorm". Nel 2022 aveva inoltre collaborato con la band italiana Nanowar of Steel, apparendo nel video del brano "Armpits of Immortals".
Lo scorso 9 febbraio Friedman aveva annunciato di essere affetto da Sla, spiegando di aver ricevuto la diagnosi dopo alcuni episodi di debolezza agli arti e lievi ictus. “È difficile sapere cosa mi aspetta, e mi distrugge non poter suonare la chitarra”, aveva dichiarato, sottolineando però il sostegno ricevuto dai fan.
Nel messaggio che ne ha annunciato la scomparsa, la famiglia e lo staff lo ricordano come “un chitarrista leggendario e un padre amato”, evidenziando come la sua musica e il suo spirito abbiano lasciato un segno profondo nel pubblico di tutto il mondo.