GLI APPUNTAMENTI
Tra incappucciati, diavoli e santoni la Pasqua siciliana è un'altra cosa: i riti più suggestivi della Settimana Santa
Dai Misteri di Trapani ai Giudei di San Fratello, dalla Diavolata di Adrano a U Gioia di Scicli: provincia per provincia, tutto quello che c'è da sapere
La Settimana Santa in Sicilia è uno scrigno di sorprese che spesso colpisce al cuore: religiosità popolare, devozione sentita, atmosfera suggestiva e riti che affondano in tradizioni secolari si diffondono in tutte le province. Dai misteri di Trapani alle processioni degli incappucciati a Enna, dalla Diavolata di Adrano al ballo dei diavoli di Prizzi, con i loro mascheroni, fino ai Giudei di San Fratello. Senza dimenticare il fascino dei riti pasquali greco-albanesi a Piana degli Albanesi, Contessa Entellina, Santa Cristina, Mezzojuso e Palazzo Adriano.
Non è folklore: è la sopravvivenza di riti che affondano le radici nel Medioevo e nella dominazione spagnola, nei riti arcaici mediterranei, nelle tradizioni di fertilità primaverile, aggiornati da secoli di devozione popolare e identità locale. La Settimana Santa in Sicilia è, per intensità e varietà, uno dei fenomeni religiosi e culturali più straordinari d'Europa.
Si annodano fasce di tela di lino bianche per "Lu Signuri di li fasci" a Pietraperzia, si preparano grandi archi di pane, frutta, alloro, rosmarino, cereali, datteri e canne a San Biagio Platani, gli "schetti" si sfidano a Terrasini. Cortei di congregazioni e confraternite delle arti e dei mestieri nei loro caratteristici e antichi costumi, con passo cadenzato e banda al seguito, trasportano statue, teche, crocifissi, vare, fercoli, addobbi floreali, giganti di cartapesta, vassoi con strumenti di crocifissione e simboli religiosi di morte e resurrezione.
Vie crucis e rappresentazioni sacre vissute con pathos, con la partecipazione di decine di figuranti e rituali che continuano a parlarci di morte e rinascita, del risveglio della vita, della vittoria del bene sul male. E se il Venerdì Santo piomba città e borghi nel lutto nella giornata più sentita della quaresima, la domenica di Pasqua canti, giunte, incontri e abbracci si inseguono, con bambini in veste di angioletti a celebrare la Resurrezione.
Pasqua è anche festa dolce in cucina: dalle cuddure all'aceddu cu l'ova — biscotti che abbracciano uova sode — dagli agnellini di zucchero e pasta reale ai palummeddi, fino alla cassata, nata come dolce pasquale e diventata uno dei simboli della cucina siciliana.
Venerdì Santo a Caltanissetta
Scalzi e in un silenzio commovente, i fogliamari portano in processione il Cristo nero, "ladanti" di preziosi canti tradizionali che raccontano la vita di Cristo con tono intenso e sofferto, scortati dalla Real Maestranza vestita a lutto, con bandiere nere e lance avvolte in nastri neri. Nella città immobile, illuminata dalle candele, il rito unisce culto, storia e la terra dei raccoglitori di verdure selvatiche. La processione sfila tra la folla salutata da lenzuola ricamate e copriletti antichi penzolanti dai balconi.

Ma sono le struggenti "lamitanze" dei fogliamari — le loro voci antiche e potenti, intercalate dal grido "Viva la misericordia di Dio" — a strappare il cuore e far piombare i fedeli in uno dei riti più autenticamente vissuti della Settimana Santa.
Venerdì Santo a Enna
A Enna la processione del Venerdì Santo è l'apice delle celebrazioni: le quindici confraternite, la sacra immagine di Maria SS. Addolorata e l'urna con il Cristo Morto sono il fulcro della lunghissima sfilata per le vie della città.

La Processione degli Incappucciati attira migliaia di visitatori: sono oltre duemila i confrati che, in rigoroso ordine e in assoluto silenzio, precedono le vare. Ad aprire la sfilata è la Compagnia della Passione, i cui confrati portano su vassoi i 25 simboli del martirio di Cristo.
Venerdì Santo a Pietraperzia: "Lu Signuri di li fasci"
Il Venerdì Santo si tiene la suggestiva processione dell'altissima croce organizzata dalla Confraternita Maria SS. del Soccorso e degli agonizzanti. I fedeli in bianco e azzurro annodano al cerchio circa 150-180 fasce di tela di lino bianche che tengono in equilibrio un'asta di legno di circa 9 metri, creando una ruota di devozione. Ogni fascia porta voti, speranze, grazie ricevute per la guarigione da una malattia o per la nascita di un figlio. La "ladata", tramandata di padre in figlio, crea il pathos della morte di Cristo. Il trasporto del fercolo dell'Addolorata è, tradizionalmente, compito delle donne.
Settimana Santa a Trapani: la Processione dei Misteri
Tra i riti più importanti e partecipati d'Italia, il culmine della Settimana Santa trapanese è la Processione dei Misteri: diciotto gruppi statuari che rievocano episodi della passione di Cristo, seguiti dai simulacri di Gesù nell'urna e dell'Addolorata. Affidati alle Maestranze e portati a spalla, sfilano dalle 14.00 del Venerdì fino al mattino del Sabato.

La processione è caratterizzata da due movimenti tipici: l'Annacata — il dondolio ritmico della vara a tempo di nenie funebri — e 'a Vutata, quando la vara viene girata verso i membri della Maestranza o verso i malati.
I Giudei di San Fratello
A San Fratello il rito è radicalmente diverso. Non c'è lutto, non c'è silenzio, non ci sono figure in nero: c'è il chiasso e il suono delle trombe dei Giudei, che mercoledì, giovedì e venerdì girano per il paese con abiti rossi dalle giubbe decorate — tutte diverse e tramandate in famiglia — un elmetto con una lunga coda di cavallo e mascheroni con la lingua penzolante.

Decine di giovani per tre giorni scuotono catene e suonano trombe per ricreare l'atmosfera di tumulto della condanna di Cristo, facendo da disturbatori della processione del venerdì, mangiando e bevendo di casa in casa in cambio di vino e tipiche frittelle di cardi. Un mondo alla rovescia, originalissimo.
La Giunta a Caltagirone
La domenica di Pasqua, nel centro storico di Caltagirone, in via San Pietro, si svolge la tradizionale rappresentazione de 'a Giunta: una figura gigantesca di San Pietro — circa 3 metri — giunge in Piazza Municipio per annunciare alla Madonna la Resurrezione. L'Addolorata, alla vista del Figlio risorto, lascia cadere il manto nero e rimane vestita di bianco, oro e azzurro.
La Diavolata di Adrano
La sacra rappresentazione settecentesca della Diavolata ("I Diavulazzi 'i Pasqua") rinnova da 250 anni la battaglia tra il bene e il male. Si svolge il giorno di Pasqua — alle 12 e alle 20.30 in piazza Umberto — e racconta la lotta tra diavoli vestiti di rosso, la morte e un angelo rappresentato da un bambino. Segue l'Angelicata, con la quale forma l'opera di Anselmo Laudani La Risurrezione: due angeli offrono doni alla Madonna e al Cristo Risorto, che la proclama Regina del Cielo.

La Via Crucis di Militello Val di Catania
La processione attraversa il paese fino alla statua del Cristo, portata sotto il portico della Chiesa del Calvario, dove i confrati celebrano la cerimonia della Crocifissione. La banda accompagna il mesto corteo con musiche di lutto, fermandosi alle varie stazioni. Tradizionalmente importante è la fermata della Firrera, per il canto del Populameu.
Il Ballo dei Diavoli di Prizzi
Le strade del paese diventano teatro di una rappresentazione che arriva dal Medioevo. Due diavoli mascherati e vestiti di rosso e la morte — in costume giallo ocra con maschera a teschio — girano per le strade fin dalla mattina, facendo scherzi e trattenendo i passanti. Nel pomeriggio, con U Ballo di Diavuli, cercano di impedire l'incontro tra le statue di Cristo e della Madonna, finché non intervengono gli angeli a scortare le statue.
U Gioia di Scicli: la Festa dell'Uomo Vivo
Una delle celebrazioni pasquali più travolgenti della Sicilia, cui Vinicio Capossela ha dedicato una canzone dopo avervi partecipato di persona. La domenica di Pasqua in chiesa tutti urlano "Gioia, gioia, gioia!", la statua esce portata da mille braccia e inizia la sua danza nel quartiere di Santa Maria La Nova. Ondeggia, si ferma, riparte, sembra che stia per cadere. Una corsa instancabile per le vie della cittadina, mentre dai balconi si lanciano petali di fiori.

Non ci sono regole o confraternite: chiunque può partecipare. La festa si conclude a notte fonda, con i portatori stremati che trovano ancora le energie per accompagnare con urla l'ingresso del Gioia in chiesa.
Il Cristo Lungo di Castroreale
A Castroreale, in provincia di Messina, si svolge la processione del Cristo Lungo: un Crocifisso in cartapesta del XVII secolo, montato su un palo di cipresso di circa tredici metri, portato su un pesante fercolo che avanza tra le vie del centro grazie a un sistema di pertiche manovrate da esperti della Maestranza.
I Santoni di Aidone
Imponenti statue in cartapesta che rappresentano i dodici apostoli, i Santoni sono guidati da giovani e storici portatori. Tra i riti più antichi spicca il Mercoledì Santo con "U Signur a Mucciun": in tarda serata, nel silenzio e con le luci spente, il Cristo viene "rubato" dai portatori della confraternita dell'Annunziata e condotto in processione fino alla Chiesa Madre. Dopo la domenica delle Palme, i Santoni percorrono le vie del paese fino al tradizionale incontro in piazza tra il Cristo risorto e la Madonna.
La Madonna Vasa Vasa di Modica
All'esatto scoccare di mezzogiorno, davanti alla Chiesa di Santa Maria di Betlemme, la Madonna scorge il Figlio Risorto: allarga le braccia, il manto nero cade rivelando quello celeste, si inchina tre volte e lo bacia, mentre la folla esplode in un'ovazione.
A Sciaccariata a Ferla
A Ferla, in provincia di Siracusa, il Sabato Santo la Banda del paese già alle prime luci dell'alba gira per il paese, intanto si provvede a sistemare per la sera la Sciaccara (fiaccola ricavata da arbusti secchi). Intorno alle 21 tutte le campane del paese suonano a festa, si sparano dei botti , le Chiese si illuminano e la banda si muove tra le vie principali intonando la marcia più bella. Poi tutto si calma ed ha inizio la processione della "Madonna do scontru" (rivestita di un manto nero), viene portata a spalla per tutto il paese alla ricerca del Figlio risorto "U Gesummaria".

Intorno alle 23 al rientro della processione ha inizio 'A sciaccariata', il Gesù risorto viene portato a spalla dai giovani del paese in una corsa gioiosa e fanno da cornice una miriade di fiaccole (sciaccare) accese.
Gli Archi di San Biagio Platani
A San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, gli Archi di Pasqua sono il frutto di una straordinaria competizione artigianale: per settimane le confraternite costruiscono archi, cupole e campanili su strutture di canne, decorandoli con pane, agrumi e alloro lungo il corso principale.

Il culmine è il giorno di Pasqua, quando l'incontro tra Cristo e Madonna si svolge in un "salotto" a cielo aperto di grande impatto scenografico.
La Pashkët Bizantina di Piana degli Albanesi
A pochi chilometri da Palermo, Piana degli Albanesi — il più grande comune di lingua albanese in Sicilia, fondato da profughi fuggiti dai Balcani dopo la caduta di Costantinopoli — conserva da oltre cinquecento anni lingua, costumi e rito liturgico della sua terra d'origine. La liturgia è officiata in greco e in albanese, i canti seguono l'antico canone orientale. Il calendario inizia con i lazeri, canti tradizionali che rievocano la resurrezione di Lazzaro. La domenica delle Palme è caratterizzata dalla cavalcata del vescovo su un asino; il Sabato Santo dai battesimi per immersione. La domenica di Pasqua è il momento più pittoresco: le donne sfilano in abiti tradizionali del Quattrocento albanese, con gonne ricamate in filo d'oro, copricapi elaborati e la tipica cintura raffigurante San Giorgio. Analoghe celebrazioni bizantine si tengono a Contessa Entellina, Mezzojuso e Palazzo Adriano.
Calendario essenziale
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| Giorno | Dove | Evento |
|---|---|---|
| Domenica delle Palme | Caltanissetta | Processione del Cristo su barca fiorita; Buseto Palizzolo: Via Crucis vivente con 200+ figuranti (ore 17:00) |
| Lunedì–Mercoledì Santo | Enna | Le "Ure" – processioni a turno di 16 confraternite al Duomo |
| Martedì Santo | Trapani | Processione della "Madonna dei Massari" |
| Mercoledì Santo – mattina | Caltanissetta | Real Maestranza: processione delle corporazioni artigiane (dal 1551) |
| Mercoledì Santo – sera | Trapani | Processione della "Madre Pietà del Popolo" |
| Giovedì Santo | Caltanissetta | Processione delle 16 Vare; Spartenza notturna in Piazza Garibaldi |
| Giovedì Santo | Tutta la Sicilia | Visita ai Sepolcri nelle chiese; Messa in Coena Domini e lavanda dei piedi |
| Venerdì Santo – ore 14:00 | Trapani | Inizio Processione dei Misteri (dura fino al Sabato) |
| Venerdì Santo – ore 19:00 | Enna | Grande Processione delle Confraternite (2.500 confratelli); benedizione con la Spina Santa |
| Sabato Santo | Trapani | Rientro dei Misteri nella chiesa del Purgatorio (~ore 14:00) |
| Sabato Santo | Ferla (SR) | Sciaccariata: processione notturna del Cristo Risorto tra le fiaccole |
| Domenica di Pasqua – ore 12:00 | Modica | Madonna Vasa Vasa: il Bacio di Mezzogiorno davanti a S. Maria di Betlemme |
| Domenica di Pasqua | Enna | 'A Paci in Piazza Mazzini: incontro tra Cristo Risorto e Madonna |
| Domenica di Pasqua | Prizzi (PA) | Ballo dei Diavoli: sacra rappresentazione medievale |
| Domenica di Pasqua | Scicli (RG) | U Gioia: corsa del Cristo Risorto tra musiche e mortaretti |
| Domenica di Pasqua | Caltagirone | A Junta: incontro tra Cristo e Madonna mediato da San Pietro (ore 16:00) |
| Settimana Santa | Piana degli Albanesi | Riti greco-bizantini in greco e albanese; Pasqua in costumi tradizionali |