English Version Translated by Ai
1 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:29
×

al cinema

"Che Dio perdona a tutti": i dolci, la religione, Bergoglio e la Palermo di Pif. «Se la città è cambiata, è grazie ai palermitani»

Da domani al cinema il nuovo film del regista siciliano. Nel cast anche Giusy Buscemi. C'è anche l'incontro di Pif in Vaticano con papa Francesco

01 Aprile 2026, 11:34

11:40

"Che Dio perdona a tutti": i dolci, la religione, Bergoglio e la Palermo di Pif. «Se la città è cambiata, è grazie ai palermitani»

Seguici su

Sorprendente, divertente, persino un po’ emozionante la nuova creatura di Pif da domani nelle sale. Solo Pierfrancesco Diliberto con la sua “innocente” semplicità poteva regalarci un film che fa dei pasticcini una metafora. Ed è tale l’importanza dei dolci che per festeggiare l’anteprima l’autore ha fatto portare a Roma della ricotta siciliana per farne dei cannoli.

…che Dio perdona a tutti” è ispirato all’omonimo romanzo dell’autore. Ambientazione la Palermo d’oggi con set anche a Carini e Torretta. Protagonista Arturo (lo stesso Pif), brillante agente immobiliare (Francesco Scianna è il suo capo e amico) non felice nella vita sentimentale. Si rifà con i dolci. L’incontro con l’anima gemella avviene a causa di un’immobile in vendita da adibire a pasticceria da parte di Flora (una Giusy Buscemi felicemente nel ruolo).

È amore travolgente ma qualcosa divide i due: la fede che lei ha e lui no. Per non perdere Flora, Arturo si avvicina alla religione, suo mentore il Papa, nel cui personaggio si cela Bergoglio che Pif conobbe di persona e al quale dice di essersi sentito vicino. Durante un loro incontro in Vaticano, fu girato un filmato che è inserito nel finale del film. «Il romanzo è autobiografico (dal punto di vista della passione per i dolci e la crisi della fede). Mi sono chiesto da adulto quanto siano credenti quelli che praticano la religione. Così diventai agnostico», confessa.

La fede e i dolci. E qui entra in campo lei, Giusy Buscemi. Che tipo di credente è nel film?

«Flora crede di avere certezze proprie, ma queste non si sposano con la vita vera. Pratica ma in maniera tradizionale: la parrocchia, il catechismo, la Via Crucis. Arturo fa cadere il velo dell’incoerenza».

Arturo (alterego di Pif) e Flora li avevamo conosciuti come personaggi ne “La mafia uccide solo d'estate” (2013), commedia drammatica che narra la crescita di un ragazzino nella Palermo delle stragi anni '70-'90. E Arturo compariva anche nel film “In guerra per amore”. “… che Dio perdona a tutti” è un inno alla Palermo di Pierfrancesco attraverso humour, cibo, drammi e personaggi della borghesia e non solo. C’è anche la Palermo degli emarginati rappresentata da un uomo di colore che Arturo eleggerà amico. Ma la religione è tema centrale col personaggio del papa interpretato dal bravo attore spagnolo Carlos Hipòlito, debuttante in Italia.

Pif, cosa l’ha guidata nella scelta dell’interprete di un Papa che incarna i principi di Bergoglio e ha persino una notevole somiglianza espressiva con Papa Francesco?

«Avevo a suo tempo incontrato Papa Francesco perché mi attirava, come attirava anche non credenti. Era fuori dagli schemi. L’attore non parla italiano, ma nel film è stato bravissimo e si è preso molti applausi già sul set».

Uno dei motivi conduttori sono gli sciù (pasticcini napoletani in uso anche a Palermo), passando per cannoli e cassatelle. Un tasso iperglicemico da far vedere le stelle. E infatti in quei momenti paragonabili agli effetti di una droga, appare il Papa. Sembra che la passione di Arturo per i dolci tradisca il bisogno di lasciarsi andare in qualcosa che lo trascenda.

Giusy Belfiore, qual è il suo rapporto col cibo?

«Quando Pif mi ha proposto questo ruolo ho detto sì che mi piacevano i dolci. Nella realtà preferisco il gusto salato. Ma mi piace la relazione tra dolci e festività. Ogni dolce ha una sua storia e appartiene a un rituale».

Pif, ancora una volta racconta se stesso e si racconta nella sua città. Potrebbe fare un film del genere altrove?

«Palermo è fondamentale, la città in cui sono cresciuto. Città estrema. Piacevole ma anche dura. Ma è cambiata rispetto a una volta e sono stati i palermitani a cambiarla. Non è più la città della mafia, anche se mafia ce n’è ancora. Ma non solo quella».

Nel cast anche Barbara Giordano, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore. Piccole partecipazioni di Filippo Luna, Aurora Quattrocchi e tanti altri.

Il film (Produzione Ours Film e Piperfilm con Netflix e Ministero della cultura) esce domani 2 aprile in 500 sale con Piperfilm. Pif e la Buscemi incontreranno il pubblico il 6 a Palermo (Aurora ore 16,30 - Ariston 17,30 – Metropolitan 18,30 – King 19,30 - Tiffany 20,30), il 7 a Menfi Teatro civico 16,30- Sciacca cinema Badia 18 – Agrigento al Ciak 19,30 - Castrofilippo Palnet 20,30), l’8 ad Acireale e Catania (Margherita ore 18 - Eplanet Ariston 20,20 e Cinema Planet 20,50).