Attualità
La Pasqua negli Iblei, ecco quali sono i riti religiosi più attesi
Dalla madonna vasa-vasa a Modica all'incontro per la "Paci" a Comiso
Domani negli Iblei non sarà una domenica qualunque. Sarà la Domenica di Pasqua, e l’aria già vibra di un’attesa antica, di quelle che si tramandano di generazione in generazione e che ogni anno tornano a riempire piazze, vicoli e cuori.
A Comiso, la città si prepara a uno dei momenti più identitari della propria storia: A Paci. Dal 1635 questo rito attraversa i secoli come un filo luminoso, capace di unire passato e presente. L’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna dell’Annunziata non è solo una rappresentazione: è un abbraccio che la comunità vive come proprio, un’esplosione di emozione che culmina quando l’angelo intona il Regina Coeli. In quell’istante, la piazza sembra trattenere il respiro, come se tutto il paese si stringesse attorno a un’unica, immensa gioia.
A Modica, la Pasqua ha il volto dolce e commovente della Madonna Vasa Vasa. Alle 12, in piazza Monumento, il “bacio” tra Maria e Gesù Risorto trasforma la città in un teatro di emozioni collettive. È un gesto semplice, eppure capace di far tremare la voce a chi lo osserva da una vita. La sera, la processione che da dieci anni accompagna la festa aggiunge un ulteriore strato di suggestione, mentre la Messa presieduta dal vescovo Rumeo richiama fedeli da tutto il territorio.
Scicli, invece, si prepara a una notte che non somiglia a nessun’altra. La festa del Cristo Risorto esplode allo scoccare della mezzanotte del Sabato Santo e trascina la città in un vortice di luce, musica e devozione che si spegne solo all’alba del lunedì. È una festa che non si guarda soltanto: si vive, si attraversa, si respira. E ogni anno richiama migliaia di persone da tutta la Sicilia e oltre, attirate da un’energia che non ha eguali.
A Vittoria, dopo il pathos del Dramma Sacro del Venerdì Santo, domani torna la Resurrectio, un recital che racconta la Pasqua con parole semplici e profonde. È un momento che appartiene alla città, un rito che parla di rinascita e di speranza, e che ogni anno riesce a coinvolgere l’intera comunità.
A Ispica, a mezzogiorno, la Pasqua esplode nel rito di ‘U Ncuontru. Il Cristo Risorto e la Madonna Addolorata si cercano, si avvicinano, si incontrano tra fuochi pirotecnici, voli di colombe e una pioggia di bigliettini colorati. È un momento che scioglie ogni distanza: la piazza diventa un’unica voce, un unico battito.
La Pasqua negli Iblei non è solo un insieme di riti: è un patrimonio culturale, spirituale, identitario. Con la Pasqua si apre ufficialmente la stagione primavera–estate, un periodo che porta vita, turismo, movimento, e che conferma il ragusano come una delle mete più amate del Sud Est siciliano.
Domani, tra incontri, baci, voli di colombe e notti che diventano festa, gli Iblei torneranno a raccontare la loro anima più autentica: quella che sa unire fede, storia e bellezza in un’unica, irripetibile emozione.