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«Mi hanno proposto Domenica In»: Bisio ride, Venier ride. Ma la questione è seria
La Rai prepara la successione più difficile della tv generalista: come cambia il contenitore domenicale
Certe frasi in televisione arrivano leggere e restano appese in aria più del previsto. È successo a Domenica In, quando Claudio Bisio ha raccontato in diretta di aver ricevuto una proposta per prendere il posto di Mara Venier. Lei ha risposto da Mara Venier: una risata piena, l'ironia come mestiere, e quella puntualizzazione che vale quasi un manifesto — non ha un ufficio stampa, fa tutto da sola.
Il siparietto è durato pochi minuti. La domanda che ha riaperto è molto più vecchia.
La Rai e la successione più difficile della tv generalista
Il punto non è se Bisio fosse serio o dentro un gioco calibrato. Il punto è che il nome di Domenica In si trascina da stagioni una domanda irrisolta: che cosa succederà quando Venier deciderà davvero di fermarsi?
La risposta, in parte, è già nei fatti. La stagione 2025-2026 — quella del cinquantesimo anniversario — ha visto la conduttrice confermata alla guida per la diciassettesima volta, ma affiancata da Tommaso Cerno, Teo Mammucari ed Enzo Miccio. Una formula più corale, voluta anche dal direttore dell'Intrattenimento Day Time Angelo Mellone. Venier stessa, al Festival della Tv di Dogliani nel maggio 2025, aveva detto che il programma andava «completamente rivisto» e che ci sarebbe stata «accanto ad altri». Non un capriccio: una necessità strutturale, dopo sette edizioni costruite quasi interamente sulla sua persona.
La Rai, in altre parole, sta già preparando la transizione. Non una sostituzione secca, ma un laboratorio in diretta — quasi una prova generale di ciò che il programma potrebbe diventare quando la padrona di casa farà un passo indietro.
Perché il nome di Bisio funziona, almeno sulla carta
Nel panorama dei conduttori italiani, Bisio ha caratteristiche rare: credibilità trasversale, capacità di stare in scena senza sovraccaricarne il peso, un rapporto consolidato con la tv popolare senza averlo consumato del tutto. Non sarebbe una sostituzione automatica — Domenica In non è Zelig, e il pubblico di Rai 1 la domenica non coincide con quello del varietà comico. Ma potrebbe rappresentare una soluzione di continuità nella discontinuità: non l'imitazione di Venier, che sarebbe un errore, ma un cambio di tono capace di conservarne il calore.
Se la proposta sia stata concreta, un sondaggio informale o una battuta lasciata cadere con intelligenza, non è dato sapere. Nel lessico della televisione italiana, però, anche le battute testano il terreno.
La risata di Venier come risposta politica
La risata di Mara Venier è forse l'aspetto più interessante della storia. È una risata doppia: umana e strategica. Rispondere con leggerezza significa non concedere dramma a una questione che dramma potrebbe diventarlo. E subito dopo, la sottolineatura sul fare tutto da sola rimette la palla su un altro piano — quello della concretezza, della fatica, del lavoro reale dietro il personaggio.
Domenica In, sembra dire Venier, non è una poltrona da ereditare. È una macchina pesante da governare, che si regge su relazioni, intuizione, esposizione personale. Il vero tema, quando arriverà il momento, non sarà chi prenderà il suo posto. Sarà quale idea di domenica televisiva verrà dopo di lei.
Per adesso il presente ha ancora il suo volto. Ma la televisione parla del domani proprio quando sembra scherzare.