il caso
Kanye West "non gradito": il Regno Unito spegne la musica (neonazista) di Ye
Niente visti per l'artista delle svastiche. La mossa dell'Home Office fa saltare le tre notti-evento. L'industria musicale costretta a fare i conti con la propaganda tossica
Una delle maggiori kermesse metropolitane d’Europa non è stata travolta da piogge torrenziali né da un crollo dei biglietti, ma da un veto istituzionale che riaccende l’annoso confronto tra libertà creativa e responsabilità pubblica. Il Regno Unito ha infatti negato l’ingresso a Kanye West, in arte Ye, determinando la cancellazione integrale del Wireless Festival 2026. La scelta, politicamente inequivocabile, poggia sulla decisione dell’Home Office di revocare all’artista l’ETA (Electronic Travel Authorisation), stabilendo che la sua presenza nel Paese “non è compatibile con l’interesse pubblico”.
Con questo atto, il caso Ye è uscito dall’alveo del gossip per assumere i contorni di una questione di ordine pubblico e coesione sociale. A pesare in modo determinante è stata la recente deriva del rapper, segnata da ripetute esternazioni antisemite, elogi a Hitler, uso di simboli nazisti, la diffusione del brano “Heil Hitler” e la vendita di magliette con la svastica. La politica ha reagito con fermezza. Il Primo Ministro Keir Starmer ha definito “profondamente preoccupante” la partecipazione di Ye, allineandosi alle proteste di esponenti parlamentari e di organizzazioni come la Campaign Against Antisemitism e il Board of Deputies of British Jews.
Ma perché cancellare l’intero appuntamento previsto a Finsbury Park? La risposta sta nella struttura stessa dell’edizione 2026, concepita come un “evento-monolite” costruito esclusivamente attorno a Ye, unico headliner per tre serate consecutive. All’esplodere della polemica colossi come Pepsi, Diageo, PayPal e Rockstar Energy si sono sfilati in rapida successione. Venuti meno l’artista cardine e i partner commerciali, l’annullamento è diventato una “conseguenza quasi meccanica”.
Inutile il tentativo di Melvin Benn, managing director di Festival Republic, di salvare il progetto separando la figura dal repertorio, invocando il perdono e richiamando le scuse pubbliche di Ye apparse sul Wall Street Journal nel gennaio 2026, quando il rapper aveva attribuito il proprio comportamento a episodi maniacali. Per istituzioni e sponsor, quelle scuse sono risultate insufficienti. Il palco di un festival non è uno “spazio neutro”, ma una potente forma di riconoscimento e legittimazione. La caduta del Wireless si colloca in una scia internazionale già tracciata dall’Australia, che nel 2025 aveva revocato il visto a Ye.