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9 aprile 2026 - Aggiornato alle 17:14
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cinema

Il Festival di Cannes come il Mondiale: l'Italia non c'è

Svelato un cartellone brillante e spiazzante, segnato da grandi ritorni e da una netta virata verso il cinema europeo e asiatico

09 Aprile 2026, 17:14

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Il Festival di Cannes come il Mondiale: l'Italia non c'è

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Alla 79ª edizione del Festival di Cannes, in programma dal 12 al 23 maggio 2026, il cinema italiano manca proprio nel luogo più cruciale: la corsa alla Palma d’Oro.

La conferenza stampa del 9 aprile ha svelato un cartellone brillante e spiazzante, segnato da grandi ritorni e da una netta virata verso il cinema europeo e asiatico.

Per l’Italia, da sempre pilastro dell’immaginario della Croisette, l’esclusione dal Concorso non è soltanto una questione numerica, ma un segnale culturale profondo. A Cannes, infatti, la competizione principale non è semplice vetrina: è un potente moltiplicatore di vendite, distribuzione e attenzione critica internazionale; restarne fuori significa perdere centralità nel dibattito globale.

Parlare però di assenza totale sarebbe impreciso. L’Italia c’è, ma di riflesso: da forza trainante si trasforma in paesaggio e infrastruttura. La traccia tricolore più evidente è Roma Elastica, nuovo film del regista francese Bertrand Mandico. Coproduzione franco-italiana (sostenuta, tra gli altri, da Redibis Film e Dugong Films), è stata girata negli studi di Cinecittà e nel Lazio. Il cast mescola star internazionali e volti storici del nostro cinema — da Marion Cotillard e Noémie Merlant a Isabella Ferrari, Ornella Muti e Franco Nero — in un omaggio alla memoria visiva italiana e alla Roma degli anni Ottanta.

Questa dinamica si inserisce in una selezione ufficiale guidata da Thierry Frémaux che punta con decisione sul prestigio autoriale. Il Concorso, valutato da una giuria presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook, vedrà sfidarsi 21 film. Tra i titoli spicca l’atteso ritorno di Pedro Almodóvar con Amarga Navidad (Bitter Christmas), affiancato dai nuovi lavori di firme centrali del discorso cinematografico come Paweł Pawlikowski e Ryusuke Hamaguchi. Un’edizione, dunque, che ridefinisce le gerarchie, ridimensionando il peso dei tradizionali blocchi produttivi a favore di una geografia globale più plurale.

Cambia volto anche il rapporto con l’industria hollywoodiana, meno dominante e più saggistico. È stata smentita la voce di una totale assenza statunitense in gara: Ira Sachs concorrerà per la Palma d’Oro con The Man I Love, racconto sulla crisi dell’Aids nella New York degli anni Ottanta interpretato da Rami Malek. Le vere star americane, tuttavia, arrivano in vesti inedite. Fuori concorso, fa rumore l’esordio alla regia di John Travolta con Propeller One-Way Night Coach, presentato in Cannes Premiere e tratto da un suo romanzo del 1997. Nei Special Screenings, infine, due colossi come Steven Soderbergh e Ron Howard si misurano con il documentario: il primo presenta John Lennon: The Last Interview, il secondo Avedon, dedicato al celebre fotografo.

Cannes 2026 sceglie di non lasciarsi colonizzare dai grandi blockbuster, relegando la celebrazione del mito spettacolare alle Palme d’oro onorarie, assegnate quest’anno a Peter Jackson e Barbra Streisand. Una decisione netta, che separa l’omaggio dalla competizione e ribadisce la vocazione di un festival intenzionato a legittimare il cinema, prima di tutto, come evento culturale e gesto artistico.