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10 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:01
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Il festival

Lady Roberta Kent: tra ironia e senso del Burlesque

Roberta Pennisi è ideatrice della rassegna siciliana giunta alla sesta edizione: «Siamo inclusivi oltre ogni stereotipo»

10 Aprile 2026, 13:43

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Lady Roberta Kent: tra ironia e senso del Burlesque

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«Ciao a tutti, sono Roberta Pennisi in arte Lady Roberta Kent e ho un nome d'arte perché mi occupo di spettacolo ed in modo più specifico di burlesque». Inizia così il racconto dell'anima e creatrice del Sicily Burlesque Festival, giunto quest'anno alla sua sesta edizione.

La manifestazione è in programma oggi al Teatro Garibaldi di Piazza Armerina e domani, sempre alle 21, ci sarà il grande Galà di chiusura, al Teatro Metropolitan di Catania. L’obiettivo è ambizioso: far conoscere la vera essenza di una disciplina spesso fraintesa. Lo spiega bene la stessa Roberta, performer dal 1994 e catturata dal genere nel 2012: «Ho iniziato dalle discoteche, ma poco a poco non mi bastavano più. Volevo il palcoscenico, e ho cominciato a dedicarmi a tantissime discipline anche alla danza acrobatica aerea. Poi la folgorazione», a cui sono seguiti 14 anni di attività. «Quando io dico che mi occupo di burlesque tutti dicono “bello”, ma in realtà quasi nessuno sa di che cosa si tratti. E non è neanche facile spiegarlo perché il burlesque è veramente un mondo fantastico attraverso il quale si possono esprimere molteplici forme d'arte». Lo descrive come un immenso contenitore teatrale che abbraccia arti circensi, danza, canto e recitazione, dove il corpo diventa lo strumento privilegiato di espressione. E Roberta Kent sfata subito un (falso) mito: «Non restiamo nude, ma seminude. Non è uno spogliarello e mi piace dire che c'è una differenza di una consonante: sessualità con sensualità. Nello striptease c'è sessualità, noi invece giochiamo molto con la sensualità e l'ironia. Quindi una “s” può fare la differenza».

Il festival porta in scena trentaquattro performer da quattordici nazioni, con ospiti internazionali di spicco come il neozelandese Chris Oh e la canadese Violette Coquette. Organizzare una kermesse di tale portata richiede enormi sforzi produttivi. «Non tutte le performer diventano produttrici. La mia è stata proprio un'esigenza spontanea, ma forse anche un'indole», confessa Roberta, riflettendo sulle difficoltà del dietro le quinte. «Ci vuole tanta pazienza, tanta tenacia e tanta determinazione, perché comunque sono una donna che organizza in un mondo di uomini, però sono qui e non ho la minima intenzione di andarmene». La sfida in terra siciliana si è rivelata vincente: il pubblico ha risposto con immensa curiosità, affascinato e divertito da un'arte che scardina i pregiudizi.

Uno dei pilastri fondanti del festival del burlesque stesso è l'inclusività assoluta. «Il mondo del burlesque è un mondo molto inclusivo», sottolinea con orgoglio Lady Roberta Kent. «Noi eravamo già gender fluid prima ancora che si parlasse di gender fluid, non abbiamo mai fatto una catalogazione di uomo, donna o omosessuale. Tu nel burlesque puoi essere quello che vuoi». Sul palco non esistono quindi barriere di genere, orientamento o conformazione fisica, abbracciando ogni tipologia di corpo e abilità, come dimostra la presenza nel cast di un artista sulla sedia a rotelle. «Sta venendo dal Belgio con il suo furgoncino perché non voleva prendere l'aereo», racconta Roberta, a testimonianza di quella profonda connessione umana e artistica che gli addetti ai lavori amano chiamare «Burly Family».

Un impegno di altissimo livello che quest'anno porterà l'ideatrice del festival a raggiungere un traguardo storico mondiale: a fine maggio, Roberta Kent sarà l'unica artista europea a partecipare, nella categoria «Best debut», alla prestigiosa Burlesque Hall Of Fame di Las Vegas, portando l'eccellenza e la passione siciliana sul palcoscenico più importante del mondo.