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L'Agrigento che fu negli occhi di un bambino: arriva in libreria "Nostalgia Canaglia"

Un viaggio lungo 420 pagine tra gli anni '60 e '80 con Giovanni Parisi. Oltre 150 personaggi, ironia e ricordi per far rivivere l'anima della città e un'epoca irripetibile

11 Aprile 2026, 00:28

L'Agrigento che fu negli occhi di un bambino: arriva in libreria "Nostalgia Canaglia"

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L’Agrigento degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta torna a vibrare tra le pagine di “Nostalgia Canaglia”, di Giovanni Parisi, poderoso volume di 420 pagine che si profila come un evento culturale di forte intensità emotiva.

Non una semplice raccolta di ricordi, ma un ampio affresco collettivo, nato dal desiderio di un autore settantunenne di sottrarre all’oblio lo spirito di un’epoca irripetibile.

L’opera affonda nelle memorie dell’infanzia e della prima giovinezza, in parte già condivise e apprezzate sui social network.

A guidare il lettore in questo itinerario a ritroso è lo sguardo di un bambino “impudente e curioso”, capace di trasfigurare il più banale episodio quotidiano in un’avventura straordinaria.

Attraverso quegli occhi prendono forma oltre 150 personaggi: uomini e donne spesso assenti dalle narrazioni ufficiali, ma decisivi nel comporre l’identità agrigentina.

Figure vivide che un tempo animavano strade, caffè e case della città, e che qui ritrovano voce e presenza.

Il lettore viene condotto in luoghi simbolo come la parrocchia dell’Immacolata, autentico baricentro di intere generazioni, e immerso nelle atmosfere delle feste popolari, oggi sopravvissute quasi esclusivamente nel ricordo.

“Nostalgia Canaglia” non si limita tuttavia al tenue velo dell’amarcord. La narrazione, che intreccia con misura ironia e tenerezza, illumina anche le zone d’ombra di quei decenni, restituendo con lucidità le difficoltà economiche e le tensioni sociali del tempo.

A impreziosire il percorso emotivo, il libro presenta raffinate illustrazioni originali. Come bozzetti d’epoca, dialogano in armonia con una prosa semplice e avvolgente, offrendo un’esperienza immersiva che l’autore paragona allo sfogliare un prezioso album fotografico capace, pagina dopo pagina, di tornare improvvisamente a vivere.

Questa pubblicazione nasce da un “richiamo profondo, quasi un dovere morale” per reagire a una contemporaneità percepita come più “silenziosa e distante” rispetto alla contagiosa vitalità del passato.

Ne scaturisce un autentico inno alla vita e alla memoria, che conferma il potere delle storie come strumento di condivisione: un libro concepito per rischiarare il presente, unendo inscindibilmente chi ha attraversato quell’epoca a chi la scopre oggi per la prima volta.