la pubblicazione
Quel filo che unisce Dumas a Palermo, ripubblicato un volume dello scrittore francese sul legame tra la Sicilia e Parigi
Con “Belle di notte” la casa editrice "Il Palindromo" continua a seguire il collegamento che per l’autore univa il capoluogo siciliano e la capitale francese
«La Sicilia è, è stata e sempre sarà come un’altra Francia». Parola di Alexandre Dumas, che non ha mai nascosto il suo amore per l’isola e in particolar modo per Palermo. Che torna prepotentemente in scena con un libro inedito in Italia. La casa editrice palermitana Il Palindromo, dopo aver pubblicato un romanzo rimasto nell'oblio per centocinquanta anni, “Il Conte di Mazara - una storia siciliana”, ha infatti messo a segno un altro colpo. Ha visto infatti la luce in queste settimane “Belle di notte - Indagine sulla prostituzione a Parigi”, che ripropone indirettamente un suggestivo paragone tra Palermo e la capitale francese.
«Nella seconda metà dell'Ottocento le due città sono unite da alcuni cambiamenti urbanistici significativi, con Parigi che vive la rivoluzione di modernizzazione haussmanniana - spiega Francesco Armato, uno dei due editori del Palindromo insieme a Nicola Leo - Entrambe le città hanno degli anfratti in cui mistero e superstizione trovano terreno fertile».
Il legame tra Dumas e Palermo è ampiamente documentato, a partire dal 1835, quando, accusato di essere un cospiratore della Giovane Italia, lo scrittore approda in Sicilia a bordo di una barca a vela. Così come è rimasta storica la notte tra il 28 e il 29 maggio del 1860, quando Dumas approdò a bordo di una goletta per incontrare Garibaldi, a cui lo legava una forte amicizia sostenuta anche da elargizioni per l’approvvigionamento militare. Da questi viaggi era nato nel 1838 “Pascal Bruno”, ispirato alla storia dell’omonimo bandito e ambientato tra Palermo e Barcellona Pozzo di Gotto, e appunto, il “ripescato” Conte di Mazara, ambientato proprio sullo sfondo di una Sicilia appena annessa al Regno d’Italia.
La storia, che alterna registro tragico e comico nell’inconfondibile stile di Dumas condita da credenze popolari, folklore e ricette culinarie dell’epoca, segue le rocambolesche circostanze che hanno condotto il visconte Alphonse de Quinzac nel capoluogo siciliano in seguito all’incontro con il conte di Mazara. Tra i due, si sviluppa un’amicizia improbabile che li porta a vivere diverse avventure.
«La Palermo del romanzo è quella di una aristocrazia, quella del Conte, già decaduta - prosegue Nicola Leo - ovviamente Dumas utilizza molto la fantasia, ma il palazzo del Conte è stato individuato come il rudere di fronte a Piazza Pretoria». Un'analisi sociologica spietata della Palermo dell’epoca, dove classi sociali opposte si ritrovano accomunate dalla medesima lotta contro la miseria spirituale e materiale, e dalle credenze di superstizione popolare. Come la maldicenza che il conte fosse uno jettatore. In questa società senza speranza spiccano le figure di Pauline e Flora, contessina di Mazara, donne che rifiutano il ruolo di subalterne e la cui sete di vita s’impone come punto di rottura in uno schema già stabilito.
E se Pauline e Flora del “Conte di Mazara” erano in qualche modo delle ribelli ante-litteram, in “Belle di notte” il ritratto delle lorette parigine è impietoso e spassoso: anche qui però, la mappa delle prostitute francesi diventa un'accurata inchiesta socio-antropologica della Parigi del tempo. Dalla penna di Dumas, i vicoli di Palermo e Parigi sono accomunati da una certezza: la bellezza può annidarsi nell’oscurità più fitta, proprio come in un tulipano nero, titolo di un suo celebre romanzo.