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25 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:00
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Spettacoli

Torna il Vittoria film peace fest

"Questo appuntamento nasce per dare voce a chi spesso non ne ha"

25 Aprile 2026, 18:21

18:30

Torna il Vittoria film peace fest

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Dopo l’anteprima di dicembre, che aveva già catalizzato l’attenzione nazionale sul cinema come luogo di dialogo, memoria e diritti, il Vittoria Peace Film Fest torna con un’edizione che mette al centro persone, comunità e narrazioni capaci di costruire pace.

Curata dai direttori artistici Luca e Giuseppe Gambina e guidata dal presidente Pasquale Scimeca con il presidente onorario Nello Correale, la rassegna riafferma la propria missione civile.

«Il festival nasce per dare voce a chi spesso non ne ha, e per ricordare che la pace è un lavoro quotidiano» commentano Luca e Giuseppe Gambina.

La giornata inaugurale di lunedì 27 aprile si apre alle 16.00 con la sigla e, a seguire, lo spot “Benvenuti a Vittoria e Scoglitti” realizzato dalla Pro Loco. Il pomeriggio prosegue con un modulo di formazione scuola-lavoro (tutor l’attrice Liliana Stimolo): un laboratorio tenuto dal critico cinematografico Danilo Amione e seguito da alcune classi dell’Istituto “G. Mazzini”, che introduce alle professioni del cinema e dei media come strumenti di cittadinanza digitale.

Attrici, critici e giovani studiosi mostrano come leggere un film e trasformare lo sguardo in competenza.

A seguire, la sezione “Corto che passione FICE” propone un percorso tra culture, sfide quotidiane e identità: dall’Astronauta di Giorgio Giampà alla Varsavia inquieta di “Ciao, Varsavia”, passando per ritratti da Gaza e storie familiari che interrogano il presente. Gli studenti, chiamati a votare il miglior cortometraggio, diventano giuria, osservatori e narratori.

Alle 18.45 la giornata si chiude con un momento di forte impegno civile: “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, documentario che ripercorre la vicenda del ricercatore italiano attraverso testimonianze e materiali d’archivio, ricordando che la ricerca della verità è un impegno collettivo.

«Il cinema non cambia il mondo, ma cambia lo sguardo di chi lo abita, e questo è già un atto politico» sottolinea Pasquale Scimeca.

«E un festival come questo dimostra che la cultura può essere un ponte, non un confine» aggiunge Nello Correale.

Agenda dei giorni successivi:

Martedì 28 aprile: alle 8.30 “DJ Ahmet”, musical pastorale dalla Macedonia del Nord sul conflitto tra tradizione e modernità; alle 11.00 “Happy Holidays”; alle 16.30 “Il lupo sul tamburo”, viaggio musicale nel mondo dei cantori kazaki.

Mercoledì 29 aprile: alle 8.45 “Happy Holidays”, dedicato alle relazioni tra ebrei e palestinesi; alle 11.00 il documentario “Crocifisso” di Pasquale Scimeca; alle 12.30 proiezione UNICEF dedicata all’infanzia fragile.

Giovedì 30 aprile: alle 8.30 “The Teacher” di Farah Nabulsi; alle 11.15 “Elena nel ghetto”; in Sala 2, alle 8.30, “Tutto quello che resta”; alle 11.30 la lettura contemporanea della “Cavalleria Rusticana” di Scimeca (sarà presente il regista). Le premiazioni finali sono previste alle 13.00.

Una manifestazione che fa del cinema un linguaggio comune per generare cultura, consapevolezza e, soprattutto, pace.