Musica
Fabrizio Moro trionfa a Canzonissima 2026 con "Il mio canto libero"
La finalissima di Rai1 condotta da Milly Carlucci premia un'interpretazione libera e commossa, con i ringraziamenti del cantautore
Il mio canto libero, celebre hit del 1972 di Lucio Battisti, scritta a quattro mani con Mogol, è la Canzonissima 2026: a interpretarla, con la consueta intensità, è stato Fabrizio Moro, che si è imposto così nella finale dello show condotto da Milly Carlucci su Rai1, seguita in media da 2 milioni 155mila spettatori pari al 18.3% di share.
Il reboot dello storico varietà, che tra il 1956 e il 1976 ha visto alternarsi alla conduzione da Nino Manfredi a Mike Bongiorno, da Raimondo Vianello a Pippo Baudo, è stato una scommessa vinta per la Rai. La stessa Carlucci, in apertura di puntata, ha annunciato infatti che il programma è stato confermato per il 2027: «Devo ringraziare la Direzione Prime Time della Rai che in settimana ci ha comunicato la grande soddisfazione dell’azienda per questo programma, per i risultati che abbiamo raggiunto, e quindi ci ha commissionato la trasmissione dell’anno prossimo».
La nuova Canzonissima ha messo al centro non la gara tra gli artisti - che alcuni hanno rimpianto - ma la sfida tra i brani. Tra i partecipanti, Riccardo Cocciante (che con Margherita è risultato ieri il vincitore di puntata), Arisa, Elio e le Storie Tese, Elettra Lamborghini, Enrico Ruggeri, Fausto Leali, Irene Grandi, i Jalisse (che hanno riproposto dopo trent'anni su Rai1 Fiumi di Parole), Leo Gassmann, Malika Ayane, Michele Bravi, Paolo Jannacci, Vittorio Grigolo. In giuria Simona Izzo, Giacomo Maiolini, Claudio Cecchetto, Caterina Balivo, Francesca Fialdini, Riccardo Rossi e Pierluigi Pardo.
«Stanotte si è conclusa questa bellissima esperienza di Canzonissima e ha vinto 'Il mio canto libero.' L'ultima parola di questa stupenda canzone, non credo sia un caso … è il nome di mio figlio. Voglio dedicare questa vittoria a tutti i ragazzi che non riescono a trovarla questa LIBERTÀ, in un mondo e in una società che li rende 'prigionieri'», ha scritto Fabrizio Moro sui social.
«Prigionieri di un futuro sempre incerto e di un epoca dettata dalla frustrazione sociale, dalle guerre, dalla superficialità dell’apparire, dalla velocità con cui si consuma tutto, dai social network, dall’assenza di una “politica sana” e soprattutto dall’assenza di parentesi di tempo introspettive. Prigionieri di tante altre catene che non sto qui ad elencare, perché non mi basterebbero i caratteri a disposizione. Cari ragazzi … in questa vita, fidatevi, non vi regalerà mai niente nessuno e dovrete sempre lottare a pugni chiusi, per conquistare la vostra libertà». E ancora, il cantautore romano: «Tiratevi su le maniche, armatevi di coraggio e svegliatevi la mattina cercando di partorire idee, ogni giorno. Sognate. 'Il mio canto libero' ha vinto in una gara, dove oggettivamente c'erano canzoni (secondo me) più belle ma il suo significato OGGI è tutto quello di cui abbiamo bisogno».
Lunedì 27 aprile esce in digitale il suo nuovo album, Non Ho Paura Di Niente, decimo lavoro in studio per l’artista romano, che contiene anche l'inedito Niente da Perdere, in radio dal 1° maggio. Prodotte da Katoo, le canzoni contenute nel disco si caratterizzano per testi introspettivi e attuali, in cui la dimensione intima si intreccia con una visione collettiva. Moro si prepara intanto al ritorno sul palco con Non Ho Paura Di Niente Live 2026, il tour che inizierà con un’anteprima il 2 maggio al Palazzo dello Sport di Roma e proseguirà poi da ottobre nei principali club italiani.