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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 12:04
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Arte oltre i confini

Il Mediterraneo si fa "Trame": all’Eremo della Quisquina la bellezza che unisce i popoli

La Fondazione Orestiadi presenta una mostra corale per abbattere i pregiudizi. Opere da tutto il mondo per celebrare la Sicilia come cuore dell'accoglienza

27 Aprile 2026, 11:18

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Il Mediterraneo si fa "Trame": all’Eremo della Quisquina la bellezza che unisce i popoli

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In un’epoca segnata da confini che tornano a essere muri e da un Occidente che rischia l’arroccamento culturale, la Sicilia risponde con il linguaggio universale dell’arte. Nel quadro prestigioso di Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, la Fondazione Orestiadi porta una gemma della sua collezione in uno dei luoghi più spirituali e suggestivi dell’isola: l’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina.

Il 30 aprile, alle ore 16.30, si alzerà il sipario su “Trame mediterranee”, una mostra curata da Enzo Fiammetta che raccoglie oggetti e opere del Museo omonimo. Non è solo un’esposizione, ma un manifesto politico e poetico: un invito a rileggere la storia comune di popoli che, bagnati dallo stesso mare, hanno intrecciato destini, saperi e manufatti.

Il progetto affonda le radici nella visione di Ludovico Corrao, l’illuminato artefice della rinascita di Gibellina. "La Sicilia non può essere compresa che nella vita del Mediterraneo", scriveva Corrao, sottolineando come migrazioni, esodi e catastrofi abbiano, paradossalmente, tessuto una matrice culturale comune. Oggi, quel messaggio risuona tra le pietre dell’Eremo, ribadendo la centralità della Sicilia come terra di accoglienza e sintesi tra Africa, Oriente e Occidente.

Il percorso espositivo è un intreccio di voci internazionali. Si va dal toccante “Tappeto mediterraneo” dell’albanese Jonida Xherri, realizzato insieme ai giovani migranti dei centri di accoglienza siciliani, al “Monumento alla città planetaria” del collettivo Stalker. L’esposizione fa dialogare la sensibilità di artisti tunisini come Messaoudi e Madaoui, algerini come Briki e Abbaci e l’irachena Hadeel Azeez, con lo sguardo degli italiani Alfredo Romano, Alfonso Leto, Rossana Taormina e Vito Bongiorno. Persino il confine oltreoceano viene esplorato attraverso il video della statunitense Susan Kleiberg, dedicato alla frontiera col Messico.

La mostra, visitabile fino al 3 giugno, è parte integrante del progetto “Terra di Cieli, Acqua e Pietre”, finanziato dal PNRR (NextGenerationEU) per la rigenerazione dei piccoli siti culturali e l’attrattività dei borghi storici. È la prova che l’arte contemporanea può e deve essere il motore per riscoprire l’identità dei luoghi, trasformando un antico eremo in un osservatorio privilegiato sulla contemporaneità e sulla pace possibile.