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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 00:45
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Cultura

Ragusa, il centro studi Feliciano Rossitto ricorda l'archeologa Paola Pelagatti

Lunedì un momento commemorativo in onore della grande studiosa scomparsa di recente

28 Aprile 2026, 00:02

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Addio a Paola Pelagatti, l'archeologa che ha raccontato la Sicilia antica. Aveva 99 anni

L'archeologa Paola Pelagatti

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Lunedì 4 maggio 2026, alle 18.30, il Centro studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa ospiterà una serata dedicata al ricordo della professoressa Paola Pelagatti, figura di riferimento dell’archeologia italiana. L’iniziativa, che si terrà nella sede di via Ettore Majorana, proporrà un ritratto umano e scientifico dell’illustre studiosa attraverso gli interventi di Giorgio Chessari, presidente del Centro studi, e di Giovanni Di Stefano, già direttore del Parco archeologico di Camarina, direttore della Missione Italiana a Cartagine-Anfiteatro e docente universitario.

Ai saluti istituzionali prenderanno parte Alina Catrinoiu, Saro Distefano, Alfonso Lo Cascio ed Enzo Piazzese. L’appuntamento è promosso dal Centro studi Rossitto in collaborazione con Le Fate, Abulafia Editore, BCsicilia e Archeoclub d’Italia – sede di Ragusa.

Il territorio ibleo conserva un legame profondo con Paola Pelagatti, che ha dedicato decenni di studio e ricerca ai siti archeologici della Sicilia sud-orientale. Tra le sue numerose pubblicazioni spicca il volume Da Camarina a Caucana (Gangemi Editore, 2017), un’opera monumentale di quasi seicento pagine che il Centro studi Rossitto contribuì a portare in stampa e che rappresenta una vera e propria enciclopedia dell’archeologia iblea.

Archeologa, docente, accademica dei Lincei, la studiosa bolognese ha intrecciato la propria vita professionale con la provincia di Ragusa sin dagli anni Sessanta. Nel febbraio 2017 la città le conferì la cittadinanza onoraria, riconoscendo il valore del suo impegno per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico locale. «Paola Pelagatti ha dedicato buona parte della sua vita allo studio e alla protezione dei beni archeologici della Sicilia sud-orientale» ricorda Giorgio Chessari, sottolineando il segno profondo lasciato dalla studiosa, scomparsa di recente.

La serata del 4 maggio sarà dunque un’occasione per rendere omaggio alla sua eredità scientifica e al rapporto speciale che la legava alla comunità iblea.