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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:34
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televisione

Sal Da Vinci ruggisce a Belve: "La mia musica non è camorra"

Il vincitore di Sanremo 2026 replica duramente alle accuse di Aldo Cazzullo e difende il suo pubblico: "Offesi da etichette ingiuste". Poi la dolcissima dedica alla moglie Paola

28 Aprile 2026, 18:07

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Sal Da Vinci ruggisce a Belve: "La mia musica non è camorra"

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Alcune frasi televisive si dissolvono nell’istante in cui vengono pronunciate, altre restano sospese e toccano i nervi scoperti di un intero Paese. È quanto accaduto con il botta e risposta che ha visto protagonista Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026, nella seguitissima puntata di Belve andata in onda su Rai 2 martedì 28 aprile 2026.

Di fronte a Francesca Fagnani, il cantante napoletano non si è limitato a controbattere alle contestazioni: ha rivendicato con fierezza l’identità della sua musica e la dignità della sua platea, aprendo una riflessione sul confine tra critica artistica e pregiudizio culturale.

Al centro del confronto, il trionfo a Sanremo con il brano Per sempre sì, che ha innescato accese discussioni, anche in vista dell’Eurovision Song Contest di Vienna del 16 maggio 2026.

La scintilla è partita quando il giornalista Aldo Cazzullo ha liquidato la canzone come possibile “colonna sonora di un matrimonio della camorra”. La replica dell’artista è stata pacata ma irremovibile: “Non esistono le canzoni della camorra”. Etichettare un brano in quel modo, ha aggiunto, significa innanzitutto “offendere” chi lo ha sostenuto. “È come dare dell’imbecille a chi mi ha votato”, ha chiosato, trasformando l’autodifesa in una questione di linguaggio pubblico e rispetto verso l’ascoltatore.

I dati contribuiscono a spazzare via l’idea di un successo episodico. Secondo quanto diffuso dalla Rai, Sal Da Vinci è rimasto in testa alla classifica complessiva per tutta la settimana sanremese, chiudendo con il 22,1725% davanti al 21,8842% di Sayf. Un consenso ampio e costante che si innesta su cinquant’anni di carriera, celebrati a settembre 2026 all’Arena Flegrea di Napoli, con oltre 450 milioni di streaming per la hit Rossetto e caffè e più di un milione di spettatori a teatro.

A Belve è venuto a galla anche il versante più personale dell’interprete. Per sempre sì non è un brano qualunque, ma una dichiarazione d’amore alla moglie, Paola Pugliese, al suo fianco dall’adolescenza e sposata nel 1992. Alla provocazione di Fagnani su eventuali “divagazioni” o relazioni aperte, il cantante ha risposto con ironia: “Lei non mi ha mai detto niente e quindi neanche io le ho detto nulla”, confermando un legame indissolubile che dura da 34 anni.

La consorte, ha ricordato, è stata il suo baricentro, anche nei periodi di maggiore difficoltà economica.

In vista dell’Eurovision, il passaggio televisivo ha chiarito che Sal Da Vinci non intende ripudiare la propria anima popolare per risultare più “accettabile” nei salotti mediatici. Ha scelto di non rinnegare il melodico e il sentimentalismo, reclamando considerazione per quell’Italia che desidera riconoscersi nella sua voce.