politiche culturali
Sciacca lancia la sfida: una coalizione di territori per diventare Capitale del Libro 2027
Presentato il dossier al Mic: entro giugno 2026 la short list delle 10 finaliste
Non è solo una candidatura, è una vera e propria rotta della sapienza quella tracciata da Sciacca. La città termale ha ufficialmente depositato al Ministero della Cultura il dossier per il titolo di Capitale italiana del libro 2027, e lo ha fatto con la forza di chi sa che l’unione fa la cultura. Sotto lo slogan evocativo "SCIACCA 2027: ANDARE OLTRE", il comune agrigentino si pone alla guida di un’aggregazione strategica che coinvolge realtà diverse ma contigue: Bisacquino, Bivona, Caltabellotta, Licata e Montevago.
La sfida è di quelle ambiziose. Sciacca dovrà vedersela con altre 30 realtà nazionali (per un totale di 31 candidature), tra cui spiccano agguerrite compagini siciliane come Monreale, Caltagirone e Avola. Ma il progetto saccense brilla per la sua natura corale: una rete che unisce il mare alle zone interne, la storia millenaria dei castelli alle ferite del Belìce, trasformando il libro in un ponte di resilienza e innovazione.
Il percorso è già tracciato. Entro il 30 giugno 2026, la giuria di esperti indipendenti selezionerà le 10 finaliste che potranno illustrare i propri progetti in un'audizione pubblica. Il verdetto finale arriverà entro il 31 luglio 2026, quando il Ministro Alessandro Giuli proclamerà la vincitrice. In palio, oltre al prestigio di succedere a città come Genova e Pistoia, c’è un contributo di 500 mila euro per tradurre in realtà le rotte della sapienza. Per Sciacca e i suoi partner, "andare oltre" non è solo un titolo, ma la promessa di una rinascita che passa attraverso le pagine di un futuro tutto da scrivere.