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Tragedie greche

Trionfo per “Antigone”: repliche verso il sold out e il regista Carsen premiato «per la trilogia-capolavoro»

Il regista trionfa a Siracusa: ha saputo tessere i tre drammi sofoclei dedicati a Edipo in un’opera unitaria di rara potenza visiva e intellettuale

10 Maggio 2026, 10:38

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Trionfo per “Antigone”: repliche verso il sold out e il regista Carsen premiato «per la trilogia-capolavoro»

Lunghi, interminabili applausi per l’“Antigone” diretta da Robert Carsen, le cui repliche sono già quasi tutte sold aut. Ovazione da parte del pubblico che ha restituito al regista le fatiche e le gioie di questi anni. E a Carsen a fine spettacolo «su proposta del sovrintendente Daniele Pitteri e approvato all’unanimità dal Cda, la Fondazione», dice Francesco Italia, presidente dell’ Istituto Nazionale del Dramma Antico - ha assegnato il prestigioso Eschilo d’Oro «Per questa trilogia-capolavoro, che onora la tradizione tragica rinnovandone la forza catartica» si legge nella motivazione. E ancora: «Per la straordinaria capacità di coniugare un rigoroso rispetto del testo classico con una visione scenica audace, originale e di respiro universale. Con il suo debutto al Teatro Greco di Siracusa, con “Edipo re” e successivamente con “Edipo a Colono” e “Antigone”, Robert Carsen ha saputo tessere i tre drammi sofoclei dedicati a Edipo in un’opera unitaria di rara potenza visiva e intellettuale. Attraverso una regia fedele all’anima del mito ma capace di parlare al presente, ha trasformato la scena antica in uno spazio di riflessione stupefacente e contemporaneo». Il regista, emozionato, ha condiviso il premio con tutto il suo gruppo di lavoro: «Il teatro non si fa senza il pubblico - ha detto - non si fa senza la mia squadra». E giù ancora lunghi applausi. Dagli spalti uno spettatore si alza e urla: «Avete riscattato “Alcesti”. Grazie».

Con la tragedia di Sofocle, tradotta egregiamente da Francesco Morosi, e interpretata da una convincente Camilla Semino Favro, seconda tragedia in cartellone della nuova stagione Inda al Teatro Greco di Siracusa, il regista canadese completa la sua personale trilogia iniziata nel 2022 con “Edipo re” e lo scorso anno con “Edipo a Colono”.

Il regista riporta al centro della scena il nodo tragico per eccellenza: il conflitto insanabile tra il potere e la coscienza. Tebe piange i suoi morti. Sono quaranta le salme che i militari portano in scena in un tempo scandito dai tamburi. Eteocle viene sepolto. A rendergli onore è lo stesso Creonte, Paolo Mazzarelli, fiero e impettito in un abito nero, che si è autoproclamato sovrano, insieme alla moglie Euridice, una altera ed elegante Ilaria Genatiempo, che ricorda Melania Trump, con loro il figlio Emone. Carsen propone ancora una volta la scala monolitica, segnata dai proiettili della guerra civile, una scena lineare, geometrica, firmata da Radu Boruzescu. Il coro è una folla che si dispera, urla, piange accanto ai propri cari.

È Tebe ma potrebbe essere qualsiasi parte del mondo in cui c’è l’orrore della guerra e in cui si riflettono tutte le inquietudini di questo nostro mondo dove prevale la violenza del potere, la prepotenza di chi smarrisce il senso del limite. Robert Carsen mette in scena il conflitto con mitragliatrici, spari e soldati caduti in battaglia. «Dimentichiamo l’orrore di questa guerra» ripete il coro più volte. Ma è una società militarizzata, dove Creonte si confronta tanto con Antigone che con il figlio Emone (Gabriele Rametta) come se fossero chiusi in un carcere di massima sicurezza.

Carsen conclude il suo personale viaggio a Tebe e le due tragedie diventano speculari. Antigone è nuda in cima alla scala proprio come fu il padre. Tiresia, l’attore Graziano Germano Piazza, è applaudito a scena aperta.

Ciò che colpisce ancora oggi, a distanza di secoli, è la vertiginosa attualità del testo di Sofocle. Antigone non appartiene al passato perché chissà quante Antigone ci sono in giro per il mondo, che si ribellano al potere, disposte anche a morire per i propri ideali. In questo corto circuito tra antico e contemporaneo sta tutta la grandezza di Antigone e della visione di Robert Carsen.