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tradizioni

Il riscatto di Nardu: la Pastorale di Santa Elisabetta diventa Eredità Immateriale della Sicilia

La decisione tutela il valore antropologico della rappresentazione del 6 gennaio e la inserisce nei circuiti di promozione turistica

10 Maggio 2026, 16:32

16:40

Il riscatto di Nardu: la Pastorale di Santa Elisabetta diventa Eredità Immateriale della Sicilia

C’è un’anima antica che pulsa nel cuore della provincia di Agrigento, un rito che ogni 6 gennaio trasforma le strade di Santa Elisabetta in un palcoscenico a cielo aperto dove sacro e profano, fame e devozione, si fondono in una danza millenaria. Quell’anima oggi ha ricevuto il sigillo più alto: la “Pastorale di Nardu” è stata ufficialmente iscritta nel Registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis).

Il riconoscimento, istituito dalla Regione Siciliana, non è solo una medaglia al valore storico, ma un atto di protezione per una delle rappresentazioni dell'Epifania più autentiche e antropologicamente dense dell’Isola. L’iscrizione al Reis, arrivata su istanza del sindaco Liborio Gaziano, trasforma questa tradizione locale in un patrimonio d'eccellenza regionale, garantendone la tutela istituzionale e la promozione nei grandi circuiti culturali.

La Pastorale, che racconta le vicende di Nardu — pastore goffo e affamato, simbolo di una ruralità arcaica e poetica — uscirà dai confini comunali per entrare nei cataloghi della memoria collettiva siciliana. "Questo traguardo – ha commentato con orgoglio il primo cittadino – è il frutto di un lavoro corale". Gaziano ha rivolto un plauso particolare alla Soprintendenza di Agrigento, all’assessorato regionale dei Beni culturali, ma soprattutto al parroco don Giuseppe D’Oriente e al comitato pastorale, custodi instancabili di un fuoco che arde da generazioni.

Far parte del Reis significa molto più di una semplice iscrizione: significa garantire che Nardu continui a correre tra la gente, assicurando la trasmissione del rito ai più giovani e aprendo le porte a finanziamenti e progettualità dedicate. La Pastorale di Santa Elisabetta smette così di essere "solo" una festa di paese per diventare un pilastro dell'identità siciliana, un tesoro da proteggere e consegnare al futuro.