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Al Salone di Torino

Roberto Baggio e la "la luce nell'oscurità": «Ero ossessionato dal pallone». E parla anche del rigore sbagliato nel '94

Dalla passione per il calcio al buddhismo: nel presentare il suo libro parla della finale mondiale a Pasadena, degli infortuni che lo hanno forgiato e dell'importanza di non perdere fiducia

14 Maggio 2026, 19:32

19:40

Roberto Baggio e la "la luce nell'oscurità": «Ero ossessionato dal pallone». E parla anche del rigore sbagliato nel '94

«Per me esisteva solo il pallone, mangiavo con il pallone in mano e mio padre mi sgridava, avevo paura che qualcuno me lo rubasse. Era una malattia. Volevo giocare a calcio 24 ore al giorno, dormire per me era tempo perso». Lo ha detto Roberto Baggio al Salone del Libro di Torino dove ha presentato il suo libro "La luce nell’oscurità", scritto con Valentina Baggio e Matteo Marani (edito da Rizzoli illustrati). Al suo arrivo nella Sala Oro è accolto come una vera star. «Anche in casa giocavo nel corridoio con la pallina da tennis. Non riuscivo a stare fermo», ha detto Baggio.

«Mi ero infortunato gravemente e ogni giorno in cui mi allenavo e giocavo mi dicevo "sei stato fortunato anche oggi", per cui mi sono alimentato di questa cosa. Gli infortuni e le sofferenze ti fanno crescere. Io sapevo oggi gioco, ma domani?. Questo pensiero mi ha accompagnato per tutta la carriera, ogni giorno era un giorno regalato». Baggio è tornato anche sul rigore sbagliato a Pasadena, a Usa '94, che è diventato il momento simbolo della sua carriera. «Quando vado a letto se prendo sonno subito non ci penso, ma se non ci riesco il pensiero torna a quel giorno. E mi dico 'pensa se fosse finita diversamente quanto sarebbe stato bellò'».

Al centro delle sue parole c'erano la gratitudine, l’umiltà e il buddhismo, abbracciato il primo gennaio 1988 e definito «la mia luce nell’oscurità». «La vita a volte mi ha tolto qualcosa, ma poi ho capito che mi aveva protetto», ha raccontato, invitando tutti a non perdere mai la fiducia in se stessi e a mettere «davanti la nostra umanità».