Attualità
Ragusa, Flavio Insinna al Duemila per "Gente di facili costumi"
Domani sera mattatore della rappresentazione teatrale che lo vedrà sul palco assieme a Giulia Fiume per interpretare il testo del grande Nino Manfredi
Il sipario del Teatro Duemila di Ragusa sta per calare, ma lo farà con la forza e la poesia di un ultimo gesto scenico destinato a restare impresso nella memoria.
Domani alle 21 la stagione si conclude con “Gente di facili costumi”, tra i testi più intensi e umani di Nino Manfredi, riportato in palcoscenico dall’associazione culturale C&M sotto la direzione artistica di Carlo Nobile.
Non una semplice commedia, bensì un incontro di anime. Una notte, un incidente, due esistenze che si sfiorano e si urtano: Anna, detta “Principessa”, prostituta caotica e piena di sogni, e Ugo, intellettuale solitario e disilluso.
Costretti a condividere lo stesso spazio, si rivelano fragili, arguti, autentici. Tra scambi brillanti e confessioni, il testo di Manfredi diventa un piccolo specchio dell’animo umano, capace di restituire dignità e ricerca di senso in un mondo che spesso le smarrisce.
A dare voce e corpo alla storia saranno Flavio Insinna e Giulia Fiume, diretti da Luca Manfredi, figlio del grande Nino.
Insinna porterà sul palco la sua energia e la naturalezza con cui attraversa dal sorriso alla malinconia; Fiume offrirà un ritratto insieme delicato e potente di una donna in cerca di riscatto. Insieme daranno vita a un dialogo che vibra di ironia e verità, di tenerezza e disincanto.
“Gente di facili costumi” è una commedia che attraversa il tempo senza perdere vigore. Scritta negli anni Ottanta, conserva un’attualità sorprendente nello sguardo rivolto alle ipocrisie sociali e alla complessità dei rapporti. Un teatro che parla di noi, delle nostre contraddizioni, delle solitudini e di quell’ostinata voglia di credere ancora nella bontà e nel rispetto.
Con questo ultimo appuntamento, il Teatro Duemila chiude la stagione all’insegna della qualità e della memoria, celebrando un autore che ha saputo raccontare l’Italia con ironia, umanità e verità.
Non è un addio, ma un arrivederci: un ponte verso nuove storie, nuovi incontri, nuove emozioni da condividere con il pubblico ragusano, pronto ancora una volta a vivere la magia della scena, quella che continua a brillare anche quando il sipario si abbassa.