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Film

La strage di Pizzolungo in tv: "Un futuro aprile" per memoria e riscatto

In onda giovedì 21 maggio alle 21:30 su Rai Uno e RaiPlay, racconta anche il legame tra la sopravvissuta Margherita Asta e il giudice Carlo Palermo

20 Maggio 2026, 16:33

16:40

La strage di Pizzolungo in tv: "Un futuro aprile" per memoria e riscatto

Andrà in onda il 21 maggio, in prima serata alle 21:30 su Rai Uno e in streaming su RaiPlay, "Un futuro aprile", film televisivo diretto da Graziano Diana e coprodotto da Rai Fiction ed Elysia Film.

L’opera ripercorre una delle più cruente stragi di mafia avvenute in Italia: l’attentato del 2 aprile 1985 a Pizzolungo, nel territorio di Erice. L’autobomba, collocata per eliminare il giudice Carlo Palermo, causò invece la morte di Barbara Rizzo e dei suoi due figli gemelli, Giuseppe e Salvatore Asta, di sei anni.

Nel cast figura l’attore di origine madonita Bruno Di Chiara, nei panni dell’antagonista Tano Di Marco: un personaggio che incarna il male ma lascia intravedere anche una traccia di pietà, contraddistinto da una ferocia immobile e da un’inerzia ieratica. È il “male quotidiano” che presidia il territorio all’ombra delle complicità, e che percepisce nella dignità e nella ricerca della verità una minaccia diretta alla propria egemonia.

Di Chiara recita accanto a Francesco Montanari, che interpreta il giudice Carlo Palermo, e a Ludovica Ciaschetti nel ruolo di Margherita Asta. Completano il cast Peppino Mazzotta (Nunzio Asta, padre di Margherita), Anna Ferruzzo (la zia Vita), Denise Sardisco (Antonina) e Federica De Cola, che dà il volto a Barbara Rizzo.

Allievo di Emma Dante, Bruno Di Chiara vanta una solida carriera tra teatro, fiction televisive e cinema.

Il film è liberamente ispirato al libro Sola con te in un futuro aprile, di Margherita Asta e Michela Gargiulo (Fandango Libri).

Margherita, figlia maggiore di Barbara Rizzo e Nunzio Asta, si salvò per una casualità: quel giorno non era in auto con la madre e i fratellini.

Al centro del racconto si colloca l’incontro, profondamente umano e a lungo atteso, tra il magistrato e la bambina sopravvissuta, "costrette all’impossibile scelta tra il dolore del ricordo e il balsamo dell’oblio." È una storia di sofferenza e rinascita che lega indissolubilmente Margherita Asta e il giudice Carlo Palermo. Soggetto e sceneggiatura portano la firma di Graziano Diana, Stefano Marcocci e Domenico Tomassetti, con la collaborazione di Fabrizio Coniglio.