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la storia

Ecco Airam: da Catania torna a stupire il pubblico con il nuovo EP "Rosso"

Un reading concert con proiezioni che, tra chitarra, contrabbasso e flauto, esplora il lutto prenatale, la codipendenza affettiva e la ricerca dell'identità di una gemella sopravvissuta

21 Maggio 2026, 21:45

21:50

Airam, da Catania torna a stupire il pubblico con il nuovo EP "Rosso"

Al Fil rouge project Galleria d’arte in via Firenze n di Catania organizzazione Maison art - il salone di Simona, il prossimo 22 maggio alle ore 21 la cantautrice catanese Maria Tomaselli in arte Airam presenterà l’ EP Rosso composto, scritto e arrangiato da lei stessa attraverso un reading concert strumentale con proiezioni di immagini. Airam, autentica rivelazione nel 2023 col suo album di esordio “Zone marginali” e coautrice con Franco Lazzaro delle musiche del musical di successo “La città delle Amazzoni”, suonerà alla chitarra e reciterà i suoi bellissimi versi di “Rosso”, accompagnata da Patrizia Privitera al contrabbasso, Simone Gullotta flauto traverso. Sarà una recitazione dei brani, in vista della presentazione cantata prevista per il prossimo 19 giugno.

Anticipiamo i titoli dei brani che vanno attenzionati e ascoltati con il cuore: “Intro musicale”, “Rosso”, “Ombre lunari”, “Chi siamo”, “Senza troppe parole”, “Ancora e sempre”.

Quali sono i contenuti dell’EP Rosso?

Rosso racconta la storia della separazione di due fratelli gemelli ancora in fase di gestazione nelle primissime settimane di vita, in una stanza insieme dentro al grembo materno. In quella dimensione prenatale uno dei due bambini riuscirà a sopravvivere e continuare la crescita; l'altro deve seguire un percorso di morte ancora prima di nascere... La separazione dei due gemelli creerà alla bambina che rimane in vita forti conseguenze: codipendenza, sensi di colpa, disidentificazione; condizionandone i primi anni di vita ma anche una grande parte della sua esistenza.

Una volta scoperto chi è davvero dovrà riuscire a riprendersi la sua identità quindi la sua vita; lasciando per sempre quella del fratello morto che, per senso di colpa essendo lei sopravvissuta o per confusione viveva, ma con una realtà che ormai si è configurata in un lungo arco di decenni e che non può essere più cancellata per certi versi. La bambina ormai donna dovrà rialzarsi e ricominciare la sua vita dando degna sepoltura al fratello, dovrà dargli un nome e scrivere comporre un’opera per lui per onorarlo. Intanto anela ad essere intera, indipendente e con un angolo di felicità come tanti uomini su questa terra.”

Come nasce l’idea di questo EP? C’è qualcosa di autobiografico nella bambina diventata donna a cui faceva cenno?

“Si nasce dalla necessità di raccontare questa storia per me viscerale, essenziale, sacra che mi è stata indicata come mia personale in una seduta terapeutica di costellazione familiare, anche se non posso e non potrò mai averne certezza scientifica, ma solo echi viscerali profondi e acuti che hanno risuonato in gran parte della mia esistenza. Due film vorrei citare a riguardo: La doppia vita di Veronica (1991, Kieslowski) e più recente Hamnet (Chloè Zhao).

Alle volte capita di sentire istintivamente di avere un legame particolare con qualcosa: un film, una foto, una musica o con qualcuno, legami speciali; ecco credo fortemente che ci sia sempre una ragione a tutto questo, che niente avviene per caso. Alle volte forse devi inciampare sul tuo karma antico per vederlo affrontarlo e attraversarlo magari indirettamente con pretesti, con un’amicizia oppure un amore rifiutato o impossibile a cui devi rinunciare, devi esperire un lutto, una separazione, un forte dolore che ti riporterà alla vera causa all’origine.

La vita sa essere sorprendente in questo senso. Detto questo la possibilità di aver perduto precocemente in fase prenatale un fratello gemello non è qualcosa che si può provare scientificamente ma solo sentire. Non è stato facile… all’inizio ho rifiutato con la ragione questa possibilità indicatami, ma col tempo molte cose mi sono tornate e ripeto l’amore non si fa con la mente ma solo col cuore.”

Questa sua esperienza prenatale del legame gemellare sentita e vissuta ha segnato la sua vita?

“La condivisione dello spazio nel grembo crea un legame unico che spesso si traduce in una vicinanza simbiotica anche dopo la nascita, dove gli embrioni si sentono al sicuro insieme. Se non sviluppano la propria identità una volta nati possono cadere nella codipendenza. Se uno dei due non nasce l'altro si sentirà solo e a metà per sempre, cercherà l'altra metà mancante ovunque... come una maledizione per poter sopravvivere... non si sentirà mai intero e vagherà presso cimiteri innevati come un drogato, un dipendente, un dannato, esiliato per sempre ai confini di questa realtà terrena. Come mutare tale condizione… come oltrepassare il muro come giungere a casa… la sua vita sarà imparare a sopravvivere, lottando con tutte le sue forze, alla ricerca di sé stessa, della sua vita e del suo giorno di splendore e libertà.”

La composizione in Rosso attraversa un lutto antico e sacro di un legame viscerale inseparabile come quello gemellare che però deve spezzarsi e dividersi per adempiere a differenti compiti.

“È un amore infinito che nessun tempo può mai cancellare, ampio, inenarrabile, e al contempo un dolore che è una voragine profonda, acuta, una piega nel tempo e nello spazio di una ferita che non è possibile rimarginare in una sola vita forse nemmeno in un secolo di vite; una ferita che a tratti durante l’esistenza si riapre, si allarga, si scuce, si strappa e sanguina nuovamente con un sangue però più maturo, un rosso più vivo, più intenso. La forte presenza dentro e allo stesso tempo la forte assenza fuori dell’altra metà crea vertigini sempre nuove, la perdita d'identità, instabilità, la ricerca continua mai appagata, codipendenza ed equilibri precari in un corpo privato della sua metà ancora prima di venire al mondo.”

Quali messaggi vuoi diffondere in Rosso?

“L'EP vuole essere una corrispondenza amorosa astrale con chi non è più qui su questa terra ed è per tutti, per tutta l’umanità: per chi ha avuto lutti importanti di esseri a cui era molto legato; per chi si è dovuto necessariamente separare pur amando tantissimo; per chi si è dovuto allontanare per sempre perché non c’erano vie di mezzo o perché non era possibile; per chi deve lasciare il passato e ombre ancora presenti che ostacolano la vita stessa e anela ad abbracciare la propria vita, ricominciando da solo tutto da capo. Dunque è per chi vuole superare fantasmi.

Siamo tutti fatti di sangue, tutti umani e tutti con un karma familiare alle spalle, pesi che dobbiamo lasciare o alleggerire per poter essere felici o più felici dando valore e senso alla nostra esistenza.”

Anticipiamo i titoli dei brani? Come mai hai pensato di formare un trio per questo EP?

“Rosso racconta una storia. Tutte le tracce si riferiscono a questa storia indicandone sensazioni e stati differenti relativi alla perdita e sono brani da ascoltare con attenzione: “Intro musicale”, “Rosso”, “Ombre lunari”, “Chi siamo”, “Senza troppe parole”, “Ancora e sempre”. Ho pensato a un trio, me compresa, perché Rosso ha un linguaggio testuale e musicale evocativo e onirico. E quindi il flauto traverso e il contrabbasso, strumenti delicati e quasi umani, mi sono sembrati gli strumenti più giusti e adatti con la chitarra a dare certi input per poterlo raccontare. Una dimensione evanescente senza tempo e spazio… descrivere il grembo materno e una presenza che non si fa mai assenza che si confonde con te stesso creando confusione e smarrimento a tratti. Rosso non va ascoltato con la ragione, ma sentito col cuore altrimenti rischia di non essere compreso e nemmeno assimilato.”