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Uomini e Donne, la scelta di Ciro: un finale meno favola e più vicino alla realtà

Il suo discorso non è stato costruito sull’illusione di un “per sempre” già scritto, ma su una formula più prudente e, per certi versi, più adulta: non so cosa succederà

26 Maggio 2026, 16:48

16:50

Uomini e Donne, la scelta di Ciro Solimeno: perché il sì di Elisa Leonardi chiude un percorso fragile, teso e sorprendentemente vero

Nel finale di stagione del dating show di Canale 5, tra esitazioni, ritorni e un sentimento nato più nel conflitto che nell’euforia, il trono di Ciro trova la sua risposta. Ma il punto non è solo chi ha scelto: è come ci è arrivato.

C’è un momento, nei finali di Uomini e Donne, in cui il rito televisivo sembra sempre uguale a se stesso: l’attesa, gli sguardi, il discorso, i petali, il bacio. Eppure non tutti i finali si assomigliano davvero. Quello andato in onda oggi su Canale 5 aveva una qualità diversa: meno trionfale, più nervosa; meno costruita sull’idea della favola, più vicina al linguaggio accidentato delle relazioni contemporanee. Al centro, Ciro Solimeno, tronista arrivato alla fine del suo percorso con il peso delle incertezze addosso e con due strade ancora aperte: Elisa Leonardi e Martina Calabrò. La sua decisione è stata chiara: scegliere Elisa, dichiarandole di provare sentimenti reali e decidendo di uscire con lei dal programma.

La scena conclusiva è quella che il pubblico conosce bene: il discorso, l’abbraccio, il bacio sotto i petali rossi. Ma ridurre tutto a quell’immagine sarebbe un errore. Per capire davvero il significato di questa scelta bisogna guardare al percorso che l’ha preceduta: un tragitto fatto di tensioni, dubbi, allontanamenti, confronti rimasti aperti troppo a lungo e una sensazione costante di equilibrio precario. È proprio in questo scarto — tra il formato codificato del programma e la sostanza più incerta dei sentimenti — che la scelta di Ciro acquista interesse narrativo.

Il momento della scelta: poche parole, ma definitive

Secondo quanto mostrato nella puntata odierna, Ciro Solimeno ha prima comunicato a Martina Calabrò che non sarebbe stata lei la persona con cui continuare fuori dallo studio. Poi ha accolto Elisa Leonardi, affidando alla dichiarazione finale un messaggio semplice ma incisivo: non la promessa di un amore perfetto, bensì il riconoscimento di un sentimento già presente, pur dentro tutte le complicazioni possibili. Un passaggio importante, perché sposta il baricentro del racconto dal romanticismo di circostanza alla consapevolezza che una storia, fuori dal programma, dovrà misurarsi con orgoglio, distanza e incompatibilità eventuali.

È qui che la scelta di Ciro si distingue da molte altre. Il suo discorso non è stato costruito sull’illusione di un “per sempre” già scritto, ma su una formula più prudente e, per certi versi, più adulta: non so cosa succederà, ma so cosa provo oggi. In televisione, soprattutto in un contesto come quello del trono classico, è una sfumatura rilevante. Significa riconoscere che il sentimento esiste, ma che la relazione resta tutta da verificare. Per il pubblico, abituato a finali spesso compressi nella retorica del lieto fine, questa ambivalenza è forse il dettaglio più interessante della puntata.

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Un percorso più tormentato che lineare

La decisione di puntare su Elisa Leonardi non è arrivata al termine di un cammino lineare. Anzi. Il rapporto tra i due è stato descritto da più fonti come uno dei più altalenanti dell’edizione: momenti di vicinanza, frenate improvvise, accuse reciproche, dubbi sulla sincerità e una dinamica spesso segnata dal non detto. A un certo punto, Elisa aveva persino lasciato lo studio, ferita dalle perplessità espresse da Ciro, che aveva lasciato intendere di non sentirla fino in fondo coinvolta. Quel gesto sembrava poter chiudere la conoscenza; invece è diventato il punto di svolta. Dopo una settimana, la corteggiatrice è tornata in trasmissione, inizialmente dicendo di voler solo salutare Maria De Filippi e la redazione, salvo poi accettare un nuovo confronto con il tronista. Col senno di poi, è stato quello il passaggio che ha rimesso la storia in carreggiata.

La scelta finale, dunque, non premia una relazione “facile”, ma una connessione che ha resistito all’attrito. È una differenza sostanziale. Elisa non è stata la corteggiatrice del percorso senza ombre; è stata, piuttosto, quella con cui il legame ha continuato a riaprirsi anche quando sembrava esaurito. In termini televisivi, questo produce tensione. In termini sentimentali, può significare due cose opposte: una maggiore autenticità oppure una maggiore fragilità. Ed è forse proprio questa ambivalenza a rendere la coppia appena nata tra le più osservate del finale di stagione.

Il ruolo di Martina Calabrò e la forza della “non scelta”

In ogni scelta c’è anche una storia interrotta, e qui porta il nome di Martina Calabrò. La puntata del 26 maggio ha mostrato chiaramente che il suo ruolo non era marginale: era l’altra possibilità concreta, la presenza che fino all’ultimo ha rappresentato una vera alternativa. Il fatto che Witty TV abbia dedicato contenuti specifici sia alle emozioni di Elisa e Martina prima della decisione, sia alla reazione di Martina dopo il verdetto, dice molto sulla centralità della sua posizione nel racconto costruito dal programma.

Da questo punto di vista, la “non scelta” di Martina pesa quasi quanto il sì finale di Elisa. Non solo perché segna l’esclusione di una corteggiatrice arrivata all’ultimo passo, ma perché contribuisce a definire per contrasto il profilo della decisione di Ciro. Scegliere Elisa ha significato preferire un rapporto più instabile ma evidentemente più incisivo sul piano emotivo. In altre parole: non la via più rassicurante, ma quella che gli appariva più vera. Anche questa è una lettura che emerge con forza dal modo in cui si è sviluppato il trono nelle settimane precedenti.

Il peso del passato di Ciro dentro il programma

Per comprendere la traiettoria del tronista campano bisogna ricordare da dove arriva. Ciro Solimeno, indicato da diverse fonti come originario di Pompei, è approdato al trono dopo essere stato a sua volta una figura già nota al pubblico del programma. Il suo nome era infatti legato alla precedente esperienza con Martina De Ioannon, una storia conclusa e rimasta a lungo nel sottotesto del suo percorso successivo. Questa biografia televisiva conta, eccome: chi arriva sul trono dopo essere stato parte di un racconto sentimentale già consumato in studio porta con sé memorie, confronti impliciti, aspettative del pubblico e anche il rischio di sembrare sempre in dialogo con il proprio passato.

Non è un elemento secondario. Il trono di Ciro è stato spesso letto anche attraverso questa lente: quella di un protagonista che cercava un nuovo inizio, ma senza essersi mai del tutto liberato delle ombre precedenti. In questo senso, la scelta di Elisa ha anche il valore simbolico di un tentativo di discontinuità. Non certifica automaticamente una rinascita, ma segna almeno la volontà di uscire dalla zona grigia del confronto col passato. E in un programma che vive di archi narrativi, ritorni e contraccolpi emotivi, questo conta quanto il risultato finale.

La regia del finale e il peso del marchio Witty TV

Il racconto della scelta non si è esaurito nella puntata lineare trasmessa in televisione. Come spesso accade nel sistema costruito attorno ai programmi di Maria De Filippi, la narrazione si è distribuita su più livelli: anticipazioni, clip, interviste prima della scelta, reazioni dopo il verdetto, contenuti digitali firmati Witty TV. Il portale ufficiale ha pubblicato materiali dedicati a Ciro prima della decisione, alle emozioni di Elisa e Martina, alle esterne finali e al dopo scelta, confermando come oggi il racconto sentimentale del programma sia pienamente transmediale: non si consuma solo nello studio, ma si prolunga online, dove viene smontato e ricomposto in frammenti emotivi ad alta intensità.

Questo aspetto merita attenzione perché spiega anche il rapporto strettissimo tra il pubblico e il trono classico. La scelta di Ciro non è stata solo un evento televisivo del pomeriggio di Canale 5; è stata un piccolo ecosistema di contenuti, teaser, attese e conferme. Il dating show ideato e condotto da Maria De Filippi, in onda dal 1996 e divenuto uno dei marchi più riconoscibili della programmazione Mediaset, continua a funzionare anche per questa capacità di moltiplicare il coinvolgimento, trasformando un momento di pochi minuti in un racconto che dura giorni.

Una scelta che arriva in un’edizione poco fortunata per le coppie

C’è poi un contesto più largo da considerare. Secondo quanto riportato da DavideMaggio, la stagione 2025/2026 del trono classico è stata caratterizzata da una tenuta molto debole delle coppie formatesi in studio, con diverse relazioni già finite nel giro di poco tempo. Questo dato non toglie nulla al valore del momento vissuto da Ciro ed Elisa, ma ne cambia inevitabilmente la lettura. Per il pubblico, oggi, un sì finale non basta più come garanzia narrativa: è semmai l’inizio di una verifica, non la sua conclusione.

Ecco perché l’interesse attorno alla nuova coppia nasce anche da una domanda ulteriore: riusciranno a trasformare un’intensità televisiva in un rapporto sostenibile fuori dallo studio? La prudenza è obbligata. Le dinamiche del programma e quelle della vita reale raramente coincidono perfettamente. Però proprio il modo in cui Ciro ha formulato la sua scelta — senza promettere certezze assolute — sembra già incorporare questa consapevolezza. In un’edizione dove molti finali si sono rapidamente sgonfiati, il realismo può diventare paradossalmente un punto di forza.

Perché ha vinto Elisa

Se si osserva il trono nel suo insieme, la risposta più convincente non sta nella spettacolarità del finale ma nella continuità emotiva. Elisa Leonardi, descritta da alcune fonti come siciliana, è rimasta per tutto il percorso la figura capace di provocare in Ciro le reazioni più forti: dubbi, attrazione, irritazione, bisogno di chiarimento, paura di perdere il contatto. Non è necessariamente il segno di una relazione semplice, ma è spesso il segno di una relazione che incide. E in un contesto come Uomini e Donne, dove la scelta finale si gioca sulla percezione dell’autenticità più che sulla compatibilità già dimostrata, questo fattore pesa moltissimo.

A rendere Elisa decisiva è stato probabilmente anche il suo ritorno. Lasciare lo studio e poi rientrare, dopo aver fissato un limite, l’ha sottratta alla posizione della corteggiatrice semplicemente disponibile. Ha mostrato vulnerabilità, ma anche autonomia. Per un tronista spesso intrappolato nei propri dubbi, quel gesto può aver rappresentato la prova che il rapporto non era solo frutto della dinamica televisiva, bensì qualcosa capace di produrre conseguenze reali. Naturalmente non si può trasformare questa interpretazione in certezza psicologica, ma il racconto emerso in puntata e nelle ricostruzioni successive va in questa direzione.

Cosa resta dopo il bacio

Resta, anzitutto, una coppia appena nata. Ciro Solimeno ed Elisa Leonardi escono da Uomini e Donne con la legittimazione simbolica del programma e con l’attenzione di un pubblico che da oggi in poi osserverà ogni sviluppo esterno allo studio. Restano però anche alcune domande aperte: quanto peserà la distanza evocata dallo stesso Ciro? Quanto inciderà il carattere, l’orgoglio, la pressione costruita attorno a loro nelle ultime settimane? E soprattutto: la relazione saprà vivere lontano dal montaggio, dalle esterne e dalla drammaturgia del format?

Per ora, la sola risposta verificabile è quella andata in onda il 26 maggio 2026: Ciro ha scelto Elisa, Elisa ha risposto sì, e il loro percorso nel programma si è chiuso con un bacio sotto i petali. È la cronaca dei fatti, ma anche qualcosa di più. Perché in questo finale si è vista una versione meno consolatoria e forse più credibile dell’amore televisivo: non la certezza, ma il tentativo; non la formula impeccabile, ma il rischio di provarci davvero. Ed è proprio questo, forse, che ha reso la scelta di Ciro una delle più interessanti del finale di stagione.