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Dal Politeama al Castello Ursino, dal Cretto di Burri e Monreale: 57 progetti per rifare il look ai luoghi simbolo della Sicilia
La Regione siciliana, grazie a 183 milioni di fondi Fsc, finanzia un corposo pacchetto di interventi. Inizio lavori tra 2026 e 2026. Ecco dove
Dal restauro della volta del Teatro Politeama di Palermo alla riqualificazione del Castello Ursino a Catania, passando per interventi al Duomo di Monreale e a quello di Cefalù, ma anche il Castello Svevo di Augusta, il Cretto di Burri e l'ex stabilimento Florio di Favignana. Solo per fare alcuni esempi. È corposo il pacchetto di progetti finanziato con 183 milioni di euro dal Dipartimento dei Beni culturali della Regione siciliana, grazie ai finanziamenti del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027.
In totale si parla di 57 interventi dedicati a restauro, riqualificazione, rifunzionalizzazione e valorizzazione di alcuni tra i luoghi simbolo del patrimonio monumentale regionale. Ecco la distribuzione sui territori: 20 nella Città metropolitana di Palermo (40 milioni 340mila euro), 8 in quella di Messina (34 milioni 550mila euro), 7 a Catania (25 milioni 997mila euro), 5 nel Libero consorzio di Agrigento (22 milioni 968mila euro), 3 in quello di Caltanissetta (11 milioni 250mila euro), 1 a Enna (7 milioni 514mila euro), 4 a Ragusa (17 milioni 675mila euro), 4 a Siracusa (11 milioni 282mila euro) e 5 a Trapani (11 milioni 158mila euro). La maggior parte delle operazioni è già in fase di progettazione, affidamento dei servizi tecnici o redazione dei progetti esecutivi; le prime gare per l’avvio dei lavori sono previste tra il 2026 e il 2027.
«Si tratta di un programma di investimenti senza precedenti – ha dichiarato il presidente della Regione, Renato Schifani – che conferma la centralità della cultura nelle politiche di sviluppo del nostro governo. La Sicilia potrà contare su risorse significative per recuperare beni di straordinario valore storico e identitario, restituendoli pienamente alla fruizione pubblica e trasformandoli in motori di crescita culturale, sociale ed economica».
Per l'assessore ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato «stiamo imprimendo un’accelerazione concreta alla spesa e alla realizzazione delle opere, perché il patrimonio culturale non è soltanto memoria del passato, ma una leva decisiva per il futuro della Sicilia».
Tra gli interventi di maggiore rilievo figurano:
Nella città di Palermo quello destinato al Teatro Politeama per il restauro della volta e delle decorazioni della sala degli spettacoli, del foyer, della sala rossa e della sala gialla, oltre alla manutenzione straordinaria delle coperture, degli impianti antincendio e all’efficientamento energetico; numerosi gli interventi che interessano i siti Unesco del percorso arabo-normanno e i principali complessi monumentali del territorio, tra cui la tutela e la valorizzazione del castello dell’Uscibene, la musealizzazione della Cuba, i lavori alla Cattedrale di Palermo, il restauro degli apparati decorativi del Duomo di Monreale, la riqualificazione del Duomo di Cefalù, il restauro del colonnato del Chiostro dei Benedettini di Monreale. Importanti investimenti riguarderanno, inoltre, il patrimonio architettonico e museale cittadino: Villa Raffo, Casina Cinese, Palazzo Ajutamicristo; Villino Ida Basile; Villino Florio all’Olivuzza, Casa Savona, i Bagni Cobianchi. A questi si aggiunge la Torre del Marchese di Finale di Pollina.
TRAPANI