letteratura
Addio a Marijane Satrapi, è riuscita a trasformare la sua infanzia iraniana in una favola universale
Morta di tristezza meno di un anno dopo la perdita dell'«amore della sua vita». Nel fumetto Persepolis, la storia di se stessa e del suo paese travolto dalla rivoluzione islamica
Se n'è andata a soli 56 anni, un anno dopo il "marito e amore della sua vita Mattias Ripa": la morte di Marjane Satrapi, "immensa artista che - ricorda Emmanuel Macron - aveva trasformato la sua infanzia iraniana in una favola universale" ha scosso il mondo della cultura, del cinema, della politica e dei tanti che si sono appassionati alla sua vicenda e a quella drammatica del suo paese, Iran.
Mirabilmente, lei ha insegnato, nel fumetto Persepolis, la storia di se stessa e del suo paese travolto dalla rivoluzione islamica e dall'avvento di Khomeini al potere. Un disegno originale ed emozionante, che lei trasformò anche in un film di animazione dallo stesso titolo.
Franco-iraniana, autrice nel 2007 della saga che diede popolarità planetaria alla vicenda del suo paese, ha ceduto alla "tristezza" per la morte di Mattias Ripa, produttore, attore e sceneggiatore scomparso l'8 aprile 2025. Con lui viveva in Francia, paese dove aveva scelto di vivere e che l'aveva naturalizzata nel 2006 dopo averla accolta nel 2004.
E dove la Marjane artista trovò la sua consacrazione grazie all'opera più celebre universalmente, l'autobiografia dove disegnava se stessa ragazzina nell'Iran in pugno ai mullah e alla repressione del popolo iracheno. L'Europa, Parigi, nel racconto della Satrapi, che si autorappresenta con il suo tratto semplice, in bianco e nero, diventano il punto di fuga dalla dittatura e dalla repressione, ma al tempo stesso rappresentano tutto il dolore dell'esilio.
Figlia di una famiglia di intellettuali iraniani, lasciò il suo paese e ne raccontò il dramma mentre - in Francia - si diplomava alla Scuola superiore delle arti decorative di Strasburgo. Nel 2003 pubblicò il suo primo album, "Broderies", tante storie, aneddoti e ricordi di donne iraniane; due anni dopo, un'altra sua opera ambientata in Iran, "Poulet aux prunes", si aggiudicò il Premio per il miglior Album al Festival del fumetto di Angoulême.
"Grande tristezza. Perdiamo oggi un artista geniale, libera e creativa", ha commentato il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire. Per il presidente dell'Assemblée Nationale, Yaël Braun-Pivet, la Satrapi aveva "fatto della sua opera un atto di libertà. Con Persepolis, aveva dato un volto e una voce alla rivoluzione iraniana, innalzando la battaglia per la libertà e la dignità delle donne. La Francia perde un'artista immensa". "Era un'artista straordinaria" - fa eco Thierry Frémaux, delegato generale del Festival di Cannes - "e una donna incantevole che incarnava la gioia della creazione e la tristezza dell'esilio". Dall'Italia, il ricordo di Roberto Saviano: "Tu l'Iran l'hai liberato disegnandolo ma non si torna indietro mai dai libri che illuminano".
Marjane Satrapi aveva rifiutato la Legion d'Onore nel gennaio 2025 a causa dei suoi "principi" e del suo "legame" con la "patria di nascita": "Non posso ignorare ciò che percepisco come un atteggiamento ipocrita della Francia nei confronti dell'Iran - spiegò nel pieno di una nuova ondata di repressione nel suo paese - tanti giovani iraniani desiderosi di libertà, dei dissidenti, degli artisti, si rifiutano il visto. Il mio rifiuto della Legion d'onore non è assolutamente un'azione o un pensiero contro la Francia. Anzi, è proprio il contrario, amo profondamente questo paese, che è il mio paese".
Amava la Francia, amava l'Iran, amava "l'amore della sua vita", al quale è riuscita a sopravvivere soltanto un anno. Sul suo account Instagram, restava la traccia del dolore inconsolabile per la morte del marito: "I Lost the love of my life", ho perduto l'amore della mia vita.