Il grande schermo sullo Stretto
Il Cinema torna a casa, riparte la storica rassegna
Messina rinasce come culla della settima arte: la rassegna diretta da Francesco Cannavà torna all'ex Fiera (26 luglio‑1 agosto) con film d'autore, corti italiani, focus su Palestina e Iran e un omaggio a Rossellini
La città torna a guardare attraverso la lente della cinepresa: «È da lì che guarderemo al mondo», spiega Francesco Cannavà (nella foto in alto). Regista e produttore messinese, Cannavà è il direttore artistico della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina. Anno 2026. Da segnare nel taccuino, e nell'orologio della Storia. Perché la città dello Stretto torna a segnare il tempo del grande Cinema. Questa è l'ambizione: «Sono maturi i tempi perché la città si riappropri della sua storia», continua Cannavà. In pochi sanno, infatti, che il Film Festival - come si chiama adesso - di Taormina, è in realtà iniziato a Messina.
È qui che nacque nel 1955, proprio in riva allo Stretto, all'ex Irrera a Mare, dove sfilò il jet set di Hollywood, da Elizabeth Taylor a Rock Hudson. E solo dopo 4 anni fu trasferita a Taormina (che si è presentata quest'anno come la 72esima edizione del Taormina Film Fest, cioè facendo partire il conteggio da quando in realtà era solo nel capoluogo). E si riparte da zero con una grande ambizione: il Cinema d'autore. Non una sfilata di celebrità. Ma l'aspirazione di scoprire nuovi talenti. L'occasione è data anche dalla riapertura dell'ormai ex Fiera, sarà proprio lì, ovvero dov’è nata, che ripartirà la rassegna. Dal 26 luglio all'1 agosto. Sono sette sere, in cui verranno proiettati cortometraggi e lungometraggi in concorso. Selezionati pensando a un Cinema che sia «finestra sul mondo».
Ma non solo, non poteva mancare vista la location «il legame col mare». I lungometraggi sono stati selezionati tra prime e seconde opere visionate dal direttore artistico in alcuni dei più importanti festival europei, da Cannes al Rome Independent Film Festival, al Nueva Ola, la prima rassegna dedicata al cinema spagnolo e latinoamericano in Italia. E si tratta di film provenienti da tutto il mondo. Sono 5 film in concorso, che verranno proiettati uno ogni sera, e giudicati - per quest'anno - da un comitato scientifico, presieduto dal critico cinematografico Franco Cicero, che al suo fianco avrà Nino Genovese, storico del Cinema, Federico Vitella, ordinario di Cinema all'università di Messina, mentre per la Musica ci sarà la compositrice e pianista, Cettina Donato, e come esperto di Teatro, Dario Tomasello.
C'è un altro concorso previsto, ovvero quello dei Corti italiani, che saranno proiettati prima dei film, e premiati da una giuria composta da una delegazione di studenti del Dams di Messina. Sarà questa stessa giuria a selezionare la “menzione speciale” tra i film in concorso. Una sera sarà, invece, dedicata alla proiezione di “Rossellini, più di una vita”, il documentario che ha trionfato ai David di Donatello. Saranno presenti anche i registii Raffaele Brunetti e Ilaria De Laurentiis.
Un modo per ritornare simbolicamente a quel luogo che ha visto nascere la storia d'amore tra Roberto Rossellini e Ingrid Bergman. Un inizio turbolento, visto le storie d'amore già in corso dei due, che ebbe come sfondo Stromboli, ma anche Messina: fu qui, infatti, che Rossellini e Bergman, dovettero sbarcare, costretti ad un incontro chiarificatore col marito di lei, all'albergo Reale (che poi fu abbattuto per costruire l'attuale Royal). E l’ultima sera sarà dedicata alla premiazione.
La rassegna avrà anche due focus, uno il genocidio in Palestina con la visione di cortometraggi girati in Palestina, da autrici e autori palestinesi «così da avere un racconto direttamente dall'interno – racconta il direttore artistico – ed è stato possibile grazie al festival di cinema itinerante Nasra Palestine Short Film Festival». Un secondo focus sarà invece l'Iran e la questione iraniana: «Inviteremo a intervenire la comunità di studenti iraniani a Messina».
Sette giorni, dunque, molto intensi, tutti nella scenografia del nuovo parco in Fiera, lì cioè dove nacque la Rassegna nel 1955: «È stato possibile grazie alla sinergia di più realtà, per questo devo ringraziare, e ci tengo davvero, Fondazione Messina per la Cultura, il sindaco Federico Basile, e il presidente dell'Autorità portuale, Francesco Rizzo. Finalmente sono maturi i tempi per riappropriarci della storia cinematografica di questa città, una storia che è stata un orgoglio della comunità messinese del passato», continua Cannavà. Che rivolge un invito generalizzato alla città: «Il nostro invito è a tutti gli operatori: a fare squadra e rete con la Rassegna, perché i tempi sono maturi per dimostrare che la comunità messinese può essere protagonista della film industry in autonomia, con la volontà di costruire e collaborare con tutte le realtà regionali e nazionali».