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Palermo, fucina segreta del noir europeo: dal giallo muto al krimi tedesco, non solo set ma “piccola Hollywood”

Un libro su come il capoluogo siciliano contribuì a forgiare il genere poliziesco della Germania

19 Giugno 2026, 10:12

10:20

Palermo, fucina segreta del noir europeo: dal giallo muto al krimi tedesco, non solo set ma “piccola Hollywood”

Può Palermo aiutare a comprendere le origini del noir europeo? La domanda, a prima vista sorprendente, trova una risposta documentata e affascinante nelle pagine di "Cinema krimi tedesco. Da Edgar Wallace al dottor Mabuse (1959-1972)", il nuovo volume dello storico e critico del cinema Antonio La Torre Giordano (nella foto in alto) pubblicato da Edizioni Falsopiano.

Per gli appassionati del genere, il termine krimi richiama immediatamente quel particolare filone cinematografico tedesco che, tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Settanta, conquistò il pubblico con assassini mascherati, nebbie londinesi ricostruite negli studi tedeschi, investigatori ostinati e atmosfere sospese tra poliziesco e gotico. Un cinema popolare, seriale e amatissimo in Germania, ma ancora poco esplorato dalla critica italiana.

La novità del lavoro di La Torre Giordano consiste però nello spostare lo sguardo ben oltre la Germania Ovest del dopoguerra. Il krimi, sostiene l'autore, non nasce nel vuoto. È il risultato di una lunga circolazione di modelli narrativi, suggestioni visive e immaginari che attraversano l'Europa e che, in modo inatteso, fanno tappa anche in Sicilia.

«Palermo non fu soltanto un set cinematografico - osserva La Torre Giordano - ma un autentico centro produttivo del giallo muto». Una tesi che si fonda su anni di ricerche nelle cineteche europee e sul recupero di pellicole considerate perdute. Già negli anni Dieci del Novecento, infatti, il capoluogo siciliano si rivelò un laboratorio creativo d'avanguardia grazie all'attività del regista e produttore Raffaello Lucarelli.

Formatosi sui set francesi della Pathé e della Gaumont, dove avevano preso forma i celebri serial di Fantômas e Nick Carter, Lucarelli importò a Palermo un linguaggio cinematografico costruito su mistero, crimine e suspense. Film come "Liquor somniferus" e "Il silenzio del cuore" del 1914, o il successivo "Le confessioni di una donna" del 1928 (nelle tre foto sopra il titolo, alcune scene) testimoniano una precoce assimilazione italiana di quelle formule narrative che avrebbero poi alimentato il noir continentale. A fare da sfondo furono alcuni dei luoghi più iconici della città: da via Libertà a piazza Politeama, dall'area del porto al chiostro dei Benedettini, fino a Villa Igiea e alla piazza del Duomo di Monreale. In quelle opere pionieristiche si possono riconoscere elementi destinati a riemergere decenni dopo: il gusto per l'enigma, la centralità dell'indagine, le identità nascoste, il fascino ambiguo del male. Motivi che attraversano il noir francese e approdano infine al krimi tedesco.

Nel libro, La Torre Giordano inserisce così il cinema criminale tedesco all'interno di una genealogia europea più ampia. Gli adattamenti dei romanzi di Edgar Wallace, interpretati da volti divenuti iconici come Joachim Fuchsberger, Eddi Arent, Karin Dor e Klaus Kinski, rappresentano soltanto l'ultimo anello di una catena culturale molto più lunga.

Particolarmente significativa è la figura del Dottor Mabuse, presenza centrale nell'immaginario criminale tedesco. Nato nel cinema espressionista, il personaggio continua a incarnare il volto mutevole del potere occulto e manipolatorio. Anche la Sicilia entra presto in contatto con questo universo cinematografico. Tra i dati recuperati dalla ricerca emerge che uno dei primi krimi distribuiti a Palermo fu "La maschera che uccide", proiettato al Cinema Olimpia il 19 ottobre 1960. Un dettaglio apparentemente marginale che racconta invece la rapidità con cui questi immaginari europei circolavano anche nelle sale dell'isola.

Il risultato è una rilettura originale della storia del cinema. Palermo, spesso definita capitale culturale del Mediterraneo, emerge anche come uno dei luoghi in cui il linguaggio del giallo e del mistero trovò alcune delle sue prime e più interessanti sperimentazioni.