i preparativi
Aurora Ramazzotti verso il sì in Sicilia: il vero nodo è la sistemazione degli invitati
Tra castello e un weekend che promette di trasformarsi in racconto di famiglia, le nozze con Goffredo Cerza prendono forma
Ultimi preparativi per Aurora Ramazzotti che sposerà tra qualche giorno Goffredo Cerza. Nei giorni dei preparativi finali, la futura sposa ha raccontato sui social di essere alle prese con quella che molti wedding planner considerano la fase più complessa dell’intera organizzazione: la composizione dei tavoli. Un momento durante il quale i futuri sposi dovranno sistemare gli ospiti.
Il matrimonio in Sicilia e la data
Le nozze tra Aurora Ramazzotti e Goffredo Cerza si terranno in Sicilia, e saranno accompagnate da più giorni di festeggiamenti. Il matrimonio avverrà il 4 luglio 2026 e sono previste tre giornate di festa. Non un semplice ricevimento, ma un vero wedding weekend, formula ormai sempre più amata anche in Italia perché permette di dilatare tempi, incontri e momenti di condivisione. Nel caso di Aurora e Goffredo, tutto lascia intendere un format costruito per tenere insieme intimità familiare, atmosfera festiva e grande attenzione all’esperienza degli ospiti.
La location: un castello nel Siracusano tra agrumeti, corte neogotica e vista sull’Etna
Il luogo scelto racconta molto dello stile desiderato dalla coppia. Secondo le informazioni circolate nelle ultime settimane, la cornice delle nozze sarà il Castello Xirumi Serravalle, a Lentini, in provincia di Siracusa. La struttura è un edificio del XVI secolo, proprietà dei Baroni Grimaldi di Serravalle, inserito in una tenuta di circa 200 ettari tra limoneti e aranceti nella Sicilia orientale. Il castello conserva la planimetria di una masseria fortificata, con corte centrale, frantoio, palmento e ambienti storici restaurati; si trova inoltre a circa 20 minuti dall’aeroporto di Catania.
Da una parte c’è l’immaginario della Sicilia estiva, con la luce calda, la vegetazione mediterranea, gli agrumeti e il ritmo più lento delle giornate. Dall’altra c’è il fascino scenografico di una dimora storica che evita l’ostentazione da resort anonimo e restituisce invece un’idea di bellezza radicata, concreta, quasi narrativa.
In altre parole, non solo una location bella da fotografare, ma un posto capace di sostenere il formato di un evento lungo più giorni. E in effetti uno dei punti più interessanti emersi è proprio questo: gli sposi avrebbero scelto una formula “residenziale”, con la struttura coinvolta a pieno nella gestione dell’esperienza degli invitati e nella tutela della privacy. Un matrimonio “blindato” e di una possibile prenotazione dell’intera tenuta, comprese le suite più esclusive, per garantire discrezione a ospiti e familiari.
