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Da spalla comica a registi: come i Minions hanno riscritto la storia di Hollywood
Il nuovo capitolo "Minions & Monsters" in uscita a luglio eleva il caos giallo a una raffinata dichiarazione d'amore per i classici del cinema muto
C'era stato un tempo in cui i Minions erano soltanto gli scagnozzi pasticcioni e incomprensibili di un aspirante supercattivo. Oggi quelle stesse creature gialle incarnano uno dei marchi più poderosi nella storia dell'animazione, capace di superare 5,6 miliardi di dollari di incasso globale per Illumination e Universal Pictures.
Ma il vero prodigio di questo fenomeno non risiede solo nei numeri, bensì nella sua sorprendente evoluzione narrativa ed estetica. L'apice di questa metamorfosi approderà in sala il 1° luglio 2026 con Minions & Monsters, nuovo capitolo che, nato come spin-off di Cattivissimo me, si configura come una dichiarazione d'amore alla storia del grande schermo.
A firmarlo è Pierre Coffin, l'artefice che ha contribuito a definire l'identità della saga dirigendo i precedenti episodi e continuando a prestare la voce all'intero esercito giallo: per lui sarà il debutto come regista unico di un lungometraggio del franchise.
Il segreto della longevità dei Minions risiede nella loro natura comica intrinseca. Portatori di un umorismo caotico, slapstick e fondato su un linguaggio nonsense, sono i perfetti eredi moderni delle star del cinema muto.
Non a caso, Minions & Monsters li proietta nella Hollywood degli anni Venti, epoca d'oro in cui si consolidava il sistema degli studios e si affrontava il delicato passaggio dal muto al sonoro. La trama — i Minions conquistano Hollywood, poi perdono tutto e finiscono per scatenare involontariamente mostri nel mondo — diventa il grimaldello per un'operazione metacinematografica.
Il film non si limita a replicare la formula collaudata della serie, ma la arricchisce con omaggi a Charlie Chaplin, Buster Keaton e Harold Lloyd, così come a classici monumentali quali Citizen Kane e Casablanca. Se i più piccoli continueranno a ridere per le gag fisiche e le rovinose distruzioni comiche, gli adulti troveranno una lettura stratificata e colta.
A legittimare questa ambiziosa “lettera d'amore al cinema” è intervenuto uno dei massimi architetti dell'immaginario contemporaneo: George Lucas. Il creatore di Star Wars, che si è dichiarato grande estimatore dei Minions e dei film Illumination, ha inciso a Parigi un clamoroso cameo vocale in cui interpreta una versione animata di sé stesso, affiancato da un cast di prim'ordine che annovera Christoph Waltz, Jeff Bridges e Jesse Eisenberg.
I Minions confermano così di non essere un prodotto usa e getta, ma un fenomeno capace di “profanare” con affetto i miti di Hollywood, rielaborandoli in una forma accessibile a tutti. Tornando alle loro origini pre-linguistiche, fatte di gesto e caos, ricordano che il cinema, prima di tutto, è puro movimento e meraviglia.