Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
30 giugno 2026 - Aggiornato alle 13:36
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

concerti

Cocciante: «La musica è la mia vita, mi ha scelto lei»

Il tour arriva stasera per una tappa unica al Teatro greco di Siracusa

30 Giugno 2026, 12:36

12:40

cocciante

Cinquant'anni di canzoni che continuano a emozionare senza perdere forza. Riccardo Cocciante torna dal vivo con una serie di concerti in alcune tra le location più suggestive d'Italia, e stasera farà tappa al Teatro greco di Siracusa, uno dei luoghi simbolo della cultura e dello spettacolo. Un appuntamento speciale in cui il cantautore ripercorrerà il suo repertorio con quello sguardo sempre rivolto al presente che da sempre caratterizza il suo modo di vivere la musica.

Portare sul palco un repertorio che attraversa oltre cinquant'anni di carriera significa confrontarsi continuamente con il tempo. Come vive questa esperienza?

«La dimensione live è un modo di raccontarmi. Ci sono brani che hanno cinquant'anni e metterli accanto a canzoni più recenti potrebbe sembrare stridente. In realtà il fatto di non aver mai scritto seguendo una moda fa sì che il mio percorso resti aperto e coerente. Non esiste un confronto tra passato e presente, ma un linguaggio riconoscibile che continua a vivere al di là dei trend del momento».

Le sue interpretazioni non sono mai identiche a quelle del passato. Quanto conta il presente quando torna a cantare un brano storico?

«Non bisogna mai rinnegare il momento che si sta vivendo. Ogni volta che canto, soprattutto una canzone nata molti anni fa, provo a reinterpretarla, a darle un nuovo abito secondo l'ispirazione del qui e ora. È il modo più autentico per far sì che quella musica continui a parlare anche oggi».

Il suo rapporto con il pubblico durante un concerto è sempre viscerale...

«Quando salgo sul palco cerco sempre di vivere pienamente quel momento. Per me un concerto è un grande impegno, fisico ed emotivo. La musica è la mia vita: è stata lei a scegliere me e mi ha aiutato a uscire dal mio guscio».

Il tempo cambia inevitabilmente anche un artista. In che modo sente di essere diverso rispetto agli inizi?

«Il passare degli anni porta con sé una naturale evoluzione. Io, rispetto a vent'anni fa, sono cambiato, sia come uomo sia come artista. Tutto ciò che viviamo ci plasma e, di conseguenza, plasma anche ciò che creiamo. La mia identità emerge in ogni aspetto del mio lavoro, dagli album al palcoscenico, e tengo molto a preservarla perché rappresenta quello che sono in ogni fase della mia vita».

Lei ha spesso detto che la musica non può essere raccontata soltanto attraverso un disco. Perché il concerto resta così importante?

«La musica non si può spiegare, va ascoltata e vissuta. Un disco è come uno spartito: non riesce a esprimere completamente la scrittura di un autore, ma ne restituisce soltanto una parte. È una prima fotografia della sua identità artistica. Poi arriva il concerto, che aggiunge profondità e permette di trasmettere davvero tutto ciò che si ha dentro».

Quest’anno si esibisce in luoghi di grande fascino, tra cui il Teatro greco di Siracusa. Quanto conta la cornice di un concerto?

«Le location di questa serie di appuntamenti sono luoghi speciali. Custodiscono un'energia particolare, un’aura che si percepisce e che bisogna imparare ad accogliere. Il luogo in cui si ascolta e si vive la musica diventa parte integrante del racconto e contribuisce a renderlo unico».

Stasera, nello scenario senza tempo del Teatro greco di Siracusa, Riccardo Cocciante porterà sul palco questo dialogo continuo tra memoria e presente. Un viaggio musicale in cui ogni canzone torna a vivere con una luce nuova.


@leonardolodato