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Musica

L'anno vertiginoso di Delia Buglisi: da X Factor a Sicilia Bedda tra Sanremo, disco d'oro e la bufera per "Bella Ciao"

Il rapido exploit della cantautrice catanese disco d'oro con "Al Mio Paese" con Brancale e Levante

02 Luglio 2026, 18:42

18:50

L'anno vertiginoso di Delia Buglisi: da X Factor a Sicilia Bedda tra Sanremo, disco d'oro e la bufera per "Bella Ciao"

Delia Buglisi

Un anno fa, più o meno di questi tempi, era impegnata nei provini per X Factor. In dodici mesi Delia si è vista rivoluzionare la vita. Dal talent show di Sky è uscita con un terzo posto, ma poi è arrivata la partecipazione a Sanremo nella serata delle cover con Serena Brancale, e ancora il palco del Primo Maggio (con annessa polemica per aver cambiato il testo di Bella Ciao), il singolo Al Mio Paese ancora con Brancale e Levante che sta conquistando l’estate italiana ed è già certificato disco d’oro.

da sinistra Serena Brancale, Delia Buglisi

«E chi se lo aspettava un anno così. Ho avuto di tutto, praticamente tutto ciò che si può avere in una intera carriera: il festival, un disco d’oro e una shitstorm. Non mi sono fatta mancare niente. Ma la velocità con cui è successo tutto non mi ha permesso di cambiare di una virgola: sono la solita Delia, un pò più consapevole, ma alla ricerca ossessiva della normalità. È un attimo perdere la testa ed è giusto rimanere radicati e circondarsi di persone che non ti fanno dimenticare chi sei», racconta la 27enne cantautrice e pianista siciliana che ora è pronta a pubblicare il suo primo disco di inediti dal titolo Sicilia Bedda (Isola degli Artisti / Warner Records / Warner Music Italy), come il brano che l’ha fatta apprezzare durante i mesi di X Factor.

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«Il titolo può forse fuorviare: il fil rouge è la lingua siciliana, non tanto la terra. Una lingua antica che ha tanti vestiti diversi e non solo quello popolare. Dentro ci puoi trovare dal cantautorato al folk al pop. E io nel disco li ho un pò toccati tutti», racconta all’ANSA e aggiunge: «Non sono l’unica, ci sono tanti emergenti che usano il siciliano in maniera fresca. C'è del fermento: dopo Franco Battiato e Carmen Consoli c'è stato un periodo di fermo. Mi auguro che stia succedendo quello che è successo con Napoli e il napoletano».

Un album che diventa dunque una sorta di manifesto artistico, per lei che ha fatto dell’appartenenza alle origini mescolata con la contemporaneità il suo marchio di fabbrica. Un universo sonoro molto riconoscibile e identitario. Al centro di Sicilia Bedda ci sono le radici, la memoria, il senso di appartenenza, ma anche uno sguardo contemporaneo sulla figura femminile. Le protagoniste delle sue canzoni sono donne libere, consapevoli e determinate, che rivendicano il diritto di scegliere il proprio destino e la propria voce.

«La figura della donna viene esplorata in varie sfaccettature. Come ad esempio nei brani Libera, Fimmina, Zitta e muta e Cleopatra. C'è la donna capricciosa, quella libera che combatte contro i pregiudizi e gli stereotipi o che lotta per il suo piacere. La Cleopatra della mia canzone è una cartomante, ma il racconto è quello della masturbazione femminile: perché ci dobbiamo riappropriare di quello che è nostro». Nessun timore di venire fraintesa. " Maldicenze e pregiudizi nei confronti delle donne esistono e sono dilaganti in tutto il mondo: io li affronto con un taglio ironico e credo che giocando si riesca a far riflettere. Ironia e autoironia servono anche per combattere l’indifferenza sociale e guardare i problemi da un’altra prospettiva, affrontandoli in maniera più funzionale".

Delia (Buglisi all’anagrafe), del resto, ha imparato presto ad avere le spalle larghe. Al Concertone è finita nel mirino per aver cambiato la parola "partigiano" in "essere umano" in Bella Ciao.

«A pensarci oggi, a due mesi di distanza, forse posso dire di aver peccato di ingenuità. La cosa che più mi dispiace di quello che è successo è il fatto che sia passato tutto ciò che non volevo, ovvero aver mancato di rispetto ai partigiani, aver fatto revisionismo storico. Mi fa stare male fisicamente oltre che psicologicamente. La tempesta d’odio che si è scatenata è stata feroce: ci sono modi e modi di esprimere il dissenso. Io sono stata anche minacciata di morte e non è giusto ricevere questo trattamento. Ma ora non mi va di pensare al passato e guardo al futuro».

Nel futuro non è escluso anche Sanremo: «Chissà, mi piacerebbe e spero di poter partecipare in gara. Quel palco è un sogno, uno status. Ti consacra nella musica italiana. Io intanto sto scrivendo nuove canzoni, magari...».

Intanto Delia è impegnata con un tour, iniziato a Palermo e con prossima tappa al Teatro Antico di Taormina il 10 luglio (poi Ragusa, Porto Recanati, Selinunte, Lecce): «Da musicista e da siciliana è una doppia soddisfazione suonare in un luogo così bello».