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l'evento

Il cielo di Palermo, Palazzo dei Normanni, lo schermo e seimila persone: Cinema City chiude l’ottava edizione

Per Roberto Andò un premio alla carriera

06 Luglio 2026, 06:25

06:31

Il cielo di Palermo,  Palazzo dei Normanni, lo schermo e seimila persone: Cinema City chiude l’ottava edizione

Le sedie occupate fino all’ultima fila, lo schermo ai piedi del Palazzo dei Normanni e una piazza che, sera dopo sera, ha ritrovato il rito collettivo del cinema. È questa l’immagine che consegna l’ottava edizione di Cinema City, la rassegna diretta da Carmelo Galati e organizzata da Wilder, che chiude con oltre seimila spettatori e conferma il proprio posto tra gli appuntamenti più riconoscibili dell’estate culturale palermitana.

Il dato delle presenze fotografa una crescita costante, ma racconta solo in parte il percorso della manifestazione. In otto anni Cinema City ha costruito un’identità precisa, scegliendo di fare di Piazza del Parlamento non soltanto il luogo delle proiezioni, ma uno spazio di incontro tra il pubblico e chi il cinema lo scrive, lo dirige e lo interpreta. Una formula che, in un momento in cui la fruizione dei film passa sempre più dalle piattaforme digitali, restituisce valore all’esperienza condivisa e al confronto diretto con gli autori. È proprio su questo aspetto che si è soffermato Roberto Andò, destinatario del Premio Cinema City alla carriera. Richiamando una celebre battuta attribuita a Giuseppe Tomasi di Lampedusa – «Se Dio vuole “fottere” qualcuno, lo fa nascere a Palermo» – il regista ha spiegato come ogni iniziativa culturale rappresenti, in fondo, una smentita di quel pessimismo. Se un tempo quella frase sembrava raccontare il destino della città, oggi manifestazioni come Cinema City dimostrano che Palermo può offrire ai suoi cittadini un privilegio: vivere la cultura come esperienza quotidiana e condivisa. Per Andò il futuro del cinema passa proprio da qui, dalla capacità di trasformare ogni proiezione in un evento e ogni evento in un’occasione di incontro. «È fondamentale che il pubblico possa conoscere chi il cinema lo fa, dialogare con attori e registi. Questo è il cinema di domani: un cinema che mette in relazione chi lo realizza e chi lo guarda».

Una riflessione che sintetizza bene la cifra raggiunta dalla rassegna. La programmazione del 2026 ha attraversato linguaggi e generi differenti, alternando cinema d’autore, documentari, classici popolari e film dedicati alle famiglie, senza inseguire una semplice logica di intrattenimento. Da Anime nere di Francesco Munzi a L’Arminuta di Giuseppe Bonito, da No More Trouble di Tommaso Romanelli a Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores, passando per il documentario dedicato a Ferdinando Scianna firmato dallo stesso Andò e il cult Sapore di mare, fino alla chiusura con Up, il cartellone ha costruito un percorso capace di parlare a pubblici diversi mantenendo una riconoscibile coerenza culturale. A completarlo, lo spazio riservato ai cortometraggi, realizzato in collaborazione con Rai Cinema Channel e Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia. Accanto alle proiezioni, la presenza di registi, attori e professionisti del settore – tra cui Francesco Munzi, Rori Quattrocchi, Fabrizio Ferracane, Marina Suma, Giuseppe Bonito, Tommaso Romanelli, Marcello Di Carlo, Sara Mosetti, Filippo Luna e Gianpiero Pumo – ha consolidato quella dimensione di dialogo che rappresenta ormai uno dei tratti distintivi di Cinema City.

Allo stesso modo, le collaborazioni con il Salina Doc Fest, la Fondazione Sant’Elia e numerose realtà impegnate nei campi della sostenibilità, dell’inclusione e della promozione culturale hanno contribuito ad ampliare il respiro della manifestazione, sempre più inserita nella rete culturale cittadina. «Il successo di un festival non si misura solo attraverso i numeri, comunque in costante crescita con oltre seimila spettatori, ma soprattutto nella qualità della partecipazione», osserva il direttore artistico Carmelo Galati. «Lo abbiamo dimostrato attraverso il valore culturale della programmazione, la presenza di grandi ospiti e un pubblico che è diventato protagonista della manifestazione. I nuovi gemellaggi con festival e istituzioni hanno arricchito il dialogo e confermato Cinema City come uno spazio in cui il cinema diventa occasione di riflessione e condivisione».