L'evento
Tosca rivive nei pupi: Puccini con l'accento siracusano all'Acquario Romano
Tosca rinasce a Roma con l'Opera dei Pupi tra gesti epici, musica dell'Orchestra Cilea e costumi dell'Accademia Costume & Moda
Applausi a scena aperta hanno accompagnato la prima assoluta di “Tosca e i Pupi siciliani”, lo spettacolo con cui il Teatro Vaccaro Mauceri ha portato a Roma un incontro mai realizzato prima: quello tra il melodramma di Giacomo Puccini e l’antica arte dell’Opera dei Pupi, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Nella suggestiva cornice dell’Acquario Romano, davanti a un pubblico composto da ambasciatori, rappresentanti delle istituzioni, vertici delle Forze armate, imprenditori e personalità della cultura, la tragedia pucciniana ha trovato una nuova dimensione, affidando ai Pupi non un semplice ruolo scenografico, ma una vera funzione narrativa. È stata una Tosca diversa da tutte le altre. Non una contaminazione decorativa tra linguaggi lontani, ma il dialogo profondo tra due forme teatrali fondate sulla stessa forza: il gesto assoluto, il racconto epico, la capacità di trasformare il sentimento umano in immagine.
La Compagnia dei Pupari Vaccaro-Mauceri ha raccolto una sfida ambiziosa: dare ai personaggi di Puccini un corpo nuovo. I Pupi siciliani non imitano il canto, lo amplificano. Attraverso la postura, il movimento e la loro presenza scenica diventano l’anima visiva della musica, trasformando legno, stoffa e metallo in emozione teatrale. Il pubblico ha seguito con grande partecipazione le scene più intense dell’opera: dall’incontro tra Floria Tosca e Mario Cavaradossi nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, al confronto drammatico con il barone Scarpia fino all’epilogo sui bastioni di Castel Sant’Angelo sulle note di “E lucevan le stelle”.
La parte musicale è stata affidata all’Orchestra Cilea, diretta dal maestro Francesco Attardi, mentre gli abiti di scena sono stati realizzati dagli studenti di Accademia Costume & Moda, coordinati dal maestro Andrea Viotti. Costumi pensati per dialogare con la particolare fisicità dei Pupi, in un incontro originale tra alta sartoria e artigianato teatrale.
La scelta dell’Acquario Romano assume inoltre un valore simbolico: lo storico edificio di piazza Manfredo Fanti ha custodito per anni scenografie del Teatro dell’Opera di Roma, lo stesso teatro in cui la Tosca debuttò nel 1900. Oggi quello stesso luogo diventa il punto d’incontro tra la grande tradizione lirica e quella popolare dell’Opera dei Pupi, unendo Roma e Siracusa, Ortigia e l’Esquilino. Il progetto rappresenta per il Teatro Vaccaro Mauceri un risultato di grande rilievo e insieme un nuovo punto di partenza.
Con “Tosca e i Pupi siciliani” Siracusa porta nella Capitale una delle sue identità più profonde. Un’arte che non si limita a custodire il passato, ma dimostra ancora una volta di avere la forza di immaginare il futuro. Puccini, questa volta, ha parlato anche la lingua dei Pupi. E ha parlato con accento siracusano.