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musica

Perché la famiglia di Ozzy Osbourne ama Palermo: il legame con la città e quello storico concerto dei Black Sabbath

La visita della vedova Sharon e della figlia Kelly con il nipotino a pochi giorni dal Festino di Santa Rosalia, ricordando Palermo Pop 71

12 Luglio 2026, 17:44

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Perché la famiglia di Ozzy Osbourne ama Palermo: il legame con la città e quello storico concerto dei Black Sabbath

Palermo torna a incrociare la storia della famiglia Osbourne. A poco meno di un anno dalla morte di Ozzy Osbourne, la moglie Sharon e la figlia Kelly hanno scelto due dei luoghi simbolo della fede siciliana per un momento di raccoglimento: il Santuario di Santa Rosalia, sul Monte Pellegrino, e il Duomo di Monreale. Le immagini, pubblicate ieri mattina sui loro canali social, raccontano una visita lontana dai riflettori, segnata dalla preghiera e dal ricordo del fondatore dei Black Sabbath, scomparso il 22 luglio all'età di 76 anni.

Nei video e nelle foto compare anche Sidney, il nipotino di tre anni, nato dall'unione tra Kelly Osbourne e Sid Wilson, dj della band statunitense Slipknot. Kelly accende un cero davanti alle teche degli ex voto nel santuario dedicato alla Santuzza e, all'uscita, si mostra con il capo coperto da un foulard in segno di rispetto. Sharon, invece, è inginocchiata nella cattedrale di Monreale, davanti al Cristo Pantocratore, con una rosa bianca tra le mani, accanto al nipote. Gesti semplici, che restituiscono l'immagine privata di una famiglia alle prese con il lutto dopo la scomparsa di una delle figure più iconiche della storia del rock.

Solo pochi giorni prima della morte, Ozzy Osbourne aveva scritto l'ultimo capitolo della sua straordinaria carriera. Il 5 luglio, nella sua Birmingham, era andato in scena "Back to the Beginning", il grande concerto d'addio che aveva riportato insieme, per un'ultima volta, la formazione originale dei Black Sabbath: Tony Iommi, Geezer Butler, Bill Ward e lo stesso Ozzy. Seduto su un trono, debilitato dalla malattia ma deciso a salutare il suo pubblico, il "Principe delle Tenebre" aveva emozionato decine di migliaia di spettatori in quello che, con il senno di poi, è diventato il suo testamento artistico.

La visita di Sharon e Kelly assume un significato particolare anche per Palermo. Il capoluogo siciliano, infatti, occupa un piccolo ma significativo spazio nella storia dei Black Sabbath. Nel settembre del 1971, durante il loro primo tour italiano, la band britannica si esibì - in occasione del Palermo Pop 70, la manifestazione nata un anno prima dall’intuito del promoter Joe Napoli - davanti a un pubblico che scopriva dal vivo il suono destinato a rivoluzionare il rock mondiale e a dare vita a quello che, presto, si sarebbe imposto come Heavy Metal.

La seconda edizione del festival, svoltasi tra il 5 ed il 7 settembre 1971, vide la presenza, tra gli altri, di Manfred Mann's Earth Band, The Pretty Things, Colosseum e soprattutto proprio i Black Sabbath, alla loro prima esibizione in Italia, a Palermo, città natale della madre del chitarrista e vera anima della band, Tony Iommi, che esaltò il pubblico con brani come “Black Sabbath”, “The Wizard”, fino al devastante finale di “Paranoid”.

Questo episodio, insieme alla storia del Palermo Pop 70, è egregiamente raccontata nel volume di Sergio Buonadonna, “Quando Palermo sognò di essere Woodstock” (Navarra Editore).

Oggi, a distanza di oltre mezzo secolo, Palermo ritrova il nome Osbourne in un contesto completamente diverso. Non il fragore degli amplificatori né l'energia di un concerto, ma il silenzio di due luoghi di culto e il raccoglimento di una famiglia che ha scelto la Sicilia per un momento di preghiera a pochi giorni dal Festino di Santa Rosalia. Un'immagine che unisce idealmente passato e presente: dalla storica esibizione dei Black Sabbath a Palermo al commosso pellegrinaggio di Sharon e Kelly, nel ricordo di un artista che ha cambiato per sempre la storia della musica.