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“Fil Rouge”, il teatro oltre il carcere: dai laboratori negli istituti penitenziari al debutto al Teatro Greco di Tindari
Non solo recitazione ma anche drammaturgia per i detenuti che portano in palcoscenico emozioni profonde e testi completamente inediti come "Non è tutto oro quello che luccica"
Un cammino costruito giorno dopo giorno con laboratori, prove, spettacoli e relazioni: è la cifra di “Fil Rouge”, il filo che intreccia istituti penitenziari e società civile facendo del palcoscenico uno strumento di crescita personale, di dialogo con il territorio e di concreta attuazione della funzione rieducativa della pena. Ideata e promossa da Daniela Ursino, presidente dell’associazione D’aRteventi, con il sostegno di Enel Cuore, l’Ente Filantropico del Gruppo Enel, l’iniziativa coinvolge la Casa Circondariale di Messina e quella di Barcellona Pozzo di Gotto, e si inserisce nel più ampio progetto “Il Teatro per Sognare”, che da nove anni utilizza il linguaggio scenico come leva di inclusione sociale e reinserimento.
Dopo un anno intenso, il percorso raggiunge uno dei suoi apici con la partecipazione della Libera Compagnia del Teatro per Sognare al Tindari Festival: il 24 luglio, alle 20.30, i detenuti-attori debutteranno in prima nazionale con “Le Supplici” di Eschilo, nell’adattamento e con la regia di Moni Ovadia e Mario Incudine, sul prestigioso palcoscenico del Teatro Greco di Tindari.
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Un approdo naturale per un’esperienza che ha trasformato il teatro in un luogo di responsabilità, ascolto e partecipazione, offrendo ai protagonisti un’opportunità concreta di crescita artistica, umana e professionale. Il laboratorio diventa così un cantiere permanente di formazione, in cui ognuno è chiamato a mettersi alla prova, assumersi impegni, lavorare in squadra e sperimentare disciplina e fiducia reciproca.
Per tutto l’inverno e la primavera, la Compagnia ha operato con continuità all’interno dei due istituti. I laboratori sono stati guidati da Gabriella Cacia alla Casa Circondariale di Messina e da Viviana Isgrò a Barcellona Pozzo di Gotto, accompagnando i detenuti in un percorso che va oltre la recitazione e abbraccia l’intera filiera produttiva: dalla scrittura alla preparazione scenica, dagli aspetti tecnici all’organizzazione dello spettacolo.
Il cammino artistico è stato scandito da appuntamenti che hanno progressivamente aperto il carcere al territorio. Tra questi, nel foyer del Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto, la presentazione del reading “Ora dimmi di te – Lettera a Matilda”, tratto dal testo di Andrea Camilleri. Lo spettacolo, nato dalla collaborazione tra D’aRteventi, il Fondo Andrea Camilleri e Alessandra Mortelliti, ha offerto ai detenuti la possibilità di confrontarsi con una scrittura intima e universale, capace di far diventare il racconto autobiografico dello scrittore una riflessione condivisa su memoria, affetti e dialogo tra generazioni.
Da segnalare anche “Da Canzonissima a Sanremo – Grandi successi per grandi artisti che hanno fatto la storia della canzone italiana”, ideato da Daniela Ursino, che firma anche testi, scene e costumi. Sul palco del Piccolo Shakespeare della Casa Circondariale di Messina, i detenuti hanno proposto un viaggio nella canzone d’autore italiana non come semplice imitazione, ma come ricerca interpretativa ed espressiva. La recita del 27 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro e della Giornata Nazionale del Teatro e della Danza in Carcere, ha visto la presenza dei familiari dei partecipanti; la replica del 22 maggio ha accolto studenti e docenti dell’Istituto “G. Minutoli” di Messina, da anni impegnato in attività didattiche in carcere e in percorsi sulla legalità.
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L’incontro tra scuola e istituto penitenziario è uno degli elementi più qualificanti di “Fil Rouge”: un’occasione per far conoscere ai giovani il valore rieducativo della pena e il ruolo che cultura e teatro possono giocare nei processi di reinserimento.
Anche la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto ha proseguito il suo itinerario con “Quasimodale”, performance realizzata il 23 giugno per la Festa Europea della Musica, in collaborazione con la Filarmonica Laudamo diretta da Antonino Cicero e con la Banda Meccanizzata della Brigata «Aosta». A chiusura, un toccante brano rap scritto da uno dei detenuti-attori, Domenico D’E., a testimonianza di come il laboratorio sia anche luogo di scrittura, creatività ed elaborazione personale. Nello stesso istituto, la Compagnia è impegnata in un nuovo allestimento: “Non è tutto oro quello che luccica”, testo interamente concepito dai detenuti, ulteriore prova della maturazione artistica e umana raggiunta.
L’attività di “Fil Rouge” prosegue anche all’esterno, coinvolgendo detenuti in semilibertà e persone affidate ai servizi sociali nei laboratori del Teatro di Camaro San Paolo a Messina e dell’Associazione Le Lucertole a Barcellona Pozzo di Gotto. Da questa esperienza è scaturita la partecipazione alla rassegna “Il Teatro all’Orto” dell’Orto Botanico di Messina, dove il 12 giugno è andata in scena una nuova replica di “Ora dimmi di te – Lettera a Matilda”, a conferma di un dialogo continuo tra istituto penitenziario e comunità.
Uno dei tratti distintivi del percorso è la costruzione di una rete stabile di collaborazioni. Vi partecipano le studentesse dell’Università degli Studi di Messina della Compagnia Liberi di Essere Liberi e numerosi professionisti che mettono a disposizione le proprie competenze: la pianista e compositrice jazz Erika La Fauci, autrice di molte musiche originali; la scuola di danza di Mariangela Bonanno, con il coreografo Berta e la coreografa Giò Prizzi; la truccatrice Giovanna Gaudenti; i light designer Valerio Vella e Mirko Oteri; il fotografo Pierpaolo Papalia, oltre ai tecnici e agli operatori che affiancano quotidianamente la Compagnia.
Accanto alla dimensione artistica, il programma promuove una formazione completa di arti e mestieri, coinvolgendo i detenuti anche nelle attività tecniche e organizzative: gestione del palcoscenico e dei camerini, scenotecnica, logistica. Un’esperienza che consente di acquisire competenze professionali, rafforzare il senso di responsabilità e sperimentare concretamente il lavoro di squadra.
“Fil Rouge” si realizza grazie alla sinergia con l’Amministrazione Penitenziaria, la Polizia Penitenziaria, le Aree Trattamentali, il Tribunale di Sorveglianza, l’UEPE, il mondo della scuola, l’Università e numerose realtà culturali del territorio. Una rete che fa del teatro un autentico strumento di inclusione, capace di creare relazioni, abbattere pregiudizi e costruire occasioni di dialogo tra il dentro e il fuori.
Il debutto della Libera Compagnia del Teatro per Sognare al Teatro Greco di Tindari con “Le Supplici” non è soltanto un importante riconoscimento artistico: è il simbolo di un progetto culturale che ha dimostrato come il teatro possa diventare un presidio permanente di educazione, cittadinanza e rinascita, restituendo dignità alla persona e rinsaldando il legame tra istituzioni, cultura e comunità.