cultura
Morto il politologo Franco Cazzola, negli anni Settanta fu consigliere comunale e assessore a Catania
E' stato autore di numerosi saggi sulla corruzione, sulla mafia, sulla magistratura, sul parlamento
È morto a 85 anni il politologo Franco Cazzola, già docente di scienza politica alla Cesare Alfieri di Firenze e tra l'altro ex assessore regionale della Toscana. Nato a Torino, prima di approdare all'Università di Firenze aveva insegnato dal 1969 al 1972 a Trento e dal 1972 al 1990 a Catania.
Iniziò la sua carriera in Unifi nel 1991 e vi insegnò fino al 2013. Dal 2002 al 2004 è stato direttore del dipartimento di scienza della politica e sociologia. Cazzola è stato autore di numerosi saggi sulla corruzione (1988), sulla mafia (1992), sulla magistratura (1996), sul parlamento (1981), sulla politica locale (1991), sui partiti (2010) e sulla cultura e sulla partecipazione politica (1993).
Negli anni Settanta è stato tra i fondatori della Società italiana di scienza politica e della Rivista italiana di scienza politica. A Catania è stato consigliere comunale e assessore agli affari istituzionali e alla cultura.
Dal 1995 al 2000, nella Giunta regionale della Toscana, ha ricoperto la carica di assessore alle istituzioni culturali, spettacolo e ricerca, al patrimonio di interesse storico, artistico e culturale, alla cultura della legalità e trasparenza amministrativa. Nella sua carriera è anche stato consulente dell'assessore alla trasparenza del Comune di Roma e della commissione antimafia.
Il sindaco Enrico Trantino, la giunta e il consiglio comunale di Catania esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del professor Franco Cazzola, illustre docente di Scienza della Politica, consigliere e assessore comunale nella consiliatura 1988-1992 a Palazzo degli Elefanti.
«Non lo sentivo da anni - ha commentato il sindaco Trantino - anche perché si era allontanato da Catania per trasferirsi in Toscana, ma ricordo con sincero affetto il periodo trascorso insieme. Pur nelle diverse posizioni, in consiglio comunale c'era un grande rapporto, anche per la sua statura di intellettuale impegnato nel civismo politico. Prendendo spunto dalle vicende politiche di quegli anni, i suoi studi sulla città di Catania furono un punto di riferimento in ambito nazionale per le norme sulla trasparenza della politica e dell'amministrazione pubblica, la denuncia della corruzione di cui fu precursore, lasciando un segno importante negli allievi che hanno seguito i suoi corsi universitari».