Gli eventi del week-end e oltre
"A rivedere le stelle"... dello Stretto
Al via l'Horcynus festival 2026 che regalerà omaggi a Morin e Di Palma, ma il fine settimana prevede anche osservazioni astronomiche e mostre che svelano le coste invisibili della città
Ci siamo, l’Horcynus Festival 2026 sta per cominciare. La rassegna multidisciplinare, che quest’anno parlerà di “Eutopie. Un pianeta, una umanità”, è diretta da Franco Jannuzzi e Giacomo Farina e promossa dalla Fondazione Horcynus Orca e dalla Fondazione MeSSInA. A inaugurare la nuova edizione, sabato 18 luglio, alle 21, al Parco Horcynus Orca, il concerto della Big Band del Conservatorio “Angelo Corelli” diretta da Samuel Mortellaro e Rita Collura. La serata proseguirà con il Premio Horcynus Orca 2026 conferito alla memoria del filosofo Edgar Morin e del direttore della fotografia Carlo Di Palma, e alla produttrice cinematografica Adriana Chiesa Di Palma. «Aprire questa edizione dell’Horcynus Festival ricordando Edgar Morin e Carlo Di Palma - dicono i direttori artistici - significa rendere omaggio a due figure che, attraverso il pensiero e il cinema, hanno saputo interpretare la complessità del nostro tempo». Il festival proseguirà fino al 2 agosto 2026.
Che Forte!
Si intitola così la seconda edizione dell’iniziativa promossa dal Gruppo Astrofili Messinesi che domenica 19 luglio, alle 20, a Forte Petrazza organizza una visita guidata all’Osservatorio Astronomico, inaugurato nell’agosto dello scorso anno. Un’occasione per osservare la Luna e Venere, scoprire in che modo nascono le nebulose planetarie e ammirare il cielo dello Stretto e i suoi miti, accompagnati dai soci del GAM pronti a rispondere a domande e raccontare curiosità su stelle e pianeti. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Per partecipare è necessario compilare un modulo online che trovate sui canali social gam_astrofilimessinesi.
ZONASUD
Ancora qualche giorno per visitare la vetrina di via Calamech 14 che ospita fino a lunedì 20 luglio “ZONASUD”, mostra fotografica di Gerri Gambino.
«Gli scatti - spiega Gambino - ci guideranno lungo un tratto di costa pressoché invisibile dello Stretto di Messina. Sono circa 10 chilometri di litorale quasi inaccessibile: per raggiungerlo bisogna infilarsi in un paio di angusti sottopassi ferroviari, sbucando su brevi lembi di spiaggia spesso ingombrati da macerie e dai resti dell’ultima mareggiata. È l’affaccio al mare negato della zona sud della città: un tratto urbano sconosciuto che si estende dalla storica Lanterna del Montorsoli fino all’approdo di Tremestieri».
L’esposizione fa parte del progetto “Sopralluoghi” che dal 2024, davanti alla vetrina dello studio di Gianfranco Anastasio, riunisce fotografi, architetti, poeti e filosofi per raccontare la città attraverso le loro visioni. «Testimoni e osservatori delle profondità telluriche e delle correnti caotiche che - scrivono - innervano la porta stretta del mare tra isola e continente».
Quello che verrà
Sabato 25 luglio, alle 19, alla Tenuta Rasocolmo l’inaugurazione di “Esposti”, mostra personale della catanese Diana Marcadini a cura di Mariateresa Zagone.
«Un percorso - spiega la curatrice - che esplora il rapporto tra corpo, natura e memoria attraverso una serie di dipinti in cui figure immerse nel paesaggio abitano una dimensione sospesa, fragile e aperta. Il titolo richiama una condizione condivisa: essere esposti allo sguardo, al tempo, agli eventi, alla trasformazione».
L’esposizione sarà visitabile fino al 15 settembre 2026.