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17 luglio 2026 - Aggiornato alle 13:37
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Teatro

Festival Lirico Teatri di Pietra: domani Nabucco di Verdi a Siracusa

17 Luglio 2026, 12:20

12:21

Festival Lirico Teatri di Pietra: domani Nabucco di Verdi a Siracusa

Domani, sabato 18 luglio, alle ore 21, i riflettori si accenderanno sull’immenso abbraccio di roccia del Teatro Greco di Siracusa per una messa in scena di Nabucco di Giuseppe Verdi destinata a rimanere scolpita nella memoria. Uno degli appuntamenti più importanti inserito nel cartellone del Festival lirico dei Teatri di pietra e organizzato dal Coro Lirico Siciliano.  L'evento si preannuncia di una portata storica eccezionale: si tratta infatti dell'unico, esclusivo titolo operistico inserito nella programmazione della stagione estiva 2026 all'interno del tempio aretuseo, nonché di una straordinaria esecuzione in prima in tempi recenti nella cavea siracusana, restituendo al teatro la sua naturale e più nobile vocazione drammaturgica.

Sul podio dell'Orchestra Sinfonica residente del Festival salirà la prestigiosa e appassionata bacchetta del direttore spagnolo Salvador Vázquez, chiamato a sprigionare tutta l'energia e il vigore della partitura verdiana.

  • Maestro Vázquez, Nabucco è l'opera della giovinezza e del riscatto di Verdi, intrisa di un'energia ritmica e drammatica travolgente. Come ha impostato la concertazione musicale con l'Orchestra Sinfonica del Festival?

«Il segreto del giovane Verdi risiede nel fuoco, nell'impeto primordiale che muove ogni singola battuta di questa partitura. Con l'Orchestra Sinfonica residente abbiamo lavorato approfonditamente sui colori, sui contrasti dinamici e sulla spinta ritmica. Non bisogna dimenticare che Nabucco è un'opera di forti passioni: non c'è spazio per le mezze misure. Voglio che la musica esprima tutta la violenza della tirannia, la disperazione della follia e, infine, la luce spirituale della redenzione».

  • L'acustica di un teatro all'aperto millenario come Siracusa è radicalmente diversa da quella di un teatro d'opera tradizionale al chiuso. Come influisce questo sulla sua direzione d'orchestra?

«È una sfida affascinante. All'aperto si perde il riverbero delle pareti di una sala tradizionale, quindi la precisione degli attacchi e il bilanciamento tra le sezioni dell'orchestra e il palco devono essere millimetrici. Fortunatamente, il Teatro Greco possiede una conca acustica naturale straordinaria. Devo dosare i pesi sonori per fare in modo che la massa orchestrale non sovrasti mai le voci, specialmente nei momenti di estremo virtuosismo di Elena Mosuț o nelle sfumature profonde di Badral Chuluunbaatar, ma che al contempo mantenga intatta la sua imponente maestosità».

  • Il momento più atteso dal pubblico è inevitabilmente il "Va, pensiero". Come ha concepito la concertazione di questa pagina immortale insieme al Coro Lirico Siciliano?

«Il "Va, pensiero" non deve essere solo un momento di bel canto, ma un'invocazione universale e profonda. Con il Coro Lirico Siciliano abbiamo cercato una lettura legatissima, quasi sussurrata all'inizio, un soffio di dolore e speranza che cresce progressivamente fino a diventare un'onda emotiva travolgente. La straordinaria duttilità di questa formazione lirica permette di ottenere sfumature dinamiche incredibili. Sarà un momento magico, un canto ancestrale che legherà il cuore di ogni spettatore al cielo di Siracusa».