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Roma

Pnrr e rigenerazione urbana: il caso virtuoso dell'Antico Corso a Catania che unisce pubblico e privato

Il rapporto annuale di Federcultura dedicato al ruolo della cultura nella trasformazione dei territori

21 Luglio 2026, 15:21

15:30

Monastero dei Benedettini

Monastero dei Benedettini

La cultura si conferma un motore strategico della rigenerazione urbana. È quanto emerge dal 22° Rapporto Annuale Federculture, dedicato quest'anno al ruolo della cultura nella trasformazione dei territori, a partire dagli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati ai progetti di rigenerazione urbana con una componente culturale diretta.

L'approfondimento evidenzia come, nell'ambito della Misura M5C2I2.1, siano stati finanziati 342 progetti con una componente culturale per un valore complessivo di 797 milioni di euro, pari al 19,8% delle risorse complessive della misura. Un dato significativo che conferma il ruolo sempre più centrale della cultura nelle politiche di recupero e trasformazione del tessuto urbano.

Particolarmente rilevante è l'impatto nel Mezzogiorno, dove è stato realizzato il 24% dei progetti finanziati. In Sicilia sono stati sostenuti 27 interventi, per un investimento complessivo di oltre 50,7 milioni di euro, a testimonianza della crescente attenzione verso percorsi di rigenerazione che intrecciano patrimonio culturale, inclusione sociale e sviluppo locale.

Tra le esperienze più significative analizzate dal Rapporto figura quella dell'Antico Corso di Catania, un quartiere che racchiude molte delle contraddizioni delle città italiane come un patrimonio storico e monumentale di straordinario valore, importanti funzioni pubbliche e universitarie, ma anche fragilità sociali, spopolamento e crescenti pressioni legate al turismo e alla rendita immobiliare. 

Qui il partenariato speciale pubblico-privato nato tra l'Università di Catania e Officine Culturali rappresenta un caso emblematico di rigenerazione territoriale fondata sulla cultura. Nata nel 2009 dall'iniziativa di ricercatori e studiosi dell'Ateneo, Officine Culturali ha avviato dal 2010 un'attività continuativa di valorizzazione del Monastero dei Benedettini, sviluppando visite guidate, laboratori, servizi educativi, progetti di accessibilità, percorsi contro la povertà educativa, tirocini e mostre. Dal 2020 questa collaborazione si è consolidata attraverso un partenariato speciale pubblico-privato.

L'esperienza dimostra come la cultura possa operare come una vera infrastruttura pubblica, capace di produrre benefici su più livelli. Il Monastero dei Benedettini è oggi uno spazio maggiormente accessibile e riconosciuto dalla cittadinanza grazie a un'attività costante di mediazione culturale. Intorno al progetto è cresciuta una comunità professionale stabile, capace di generare occupazione qualificata nel settore culturale. Ogni anno le attività del Monastero coinvolgono circa 60 mila visitatori paganti, mentre numerose iniziative sono dedicate a persone con fragilità, neurodivergenze, cittadini con background migratorio e persone senza dimora, rafforzando la funzione inclusiva del patrimonio culturale. Anche il tessuto economico di prossimità – bar, librerie, ristorazione e strutture ricettive – ha beneficiato della maggiore vitalità del quartiere.

“L’esperienza di Catania evidenzia con chiarezza quanto sia importante integrare stabilmente la cultura nelle politiche urbane, garantendo risorse pluriennali, modelli di gestione solidi e strumenti in grado di misurare concretamente i risultati. Il PNRR ha dato un impulso decisivo all’avvio di interventi importanti e la sfida ora è trasformare le esperienze più efficaci in una componente strutturale e ordinaria delle politiche per le città” - dichiara Andrea Cancellato, Presidente di Federculture.

“L’Antico Corso, periferia del centro di Catania, ospita molteplici divari, povertà educative, fragilità abitative e rapide trasformazioni urbane. Il partenariato speciale tra Officine Culturali e Università di Catania al Monastero dei Benedettini ha dimostrato che il patrimonio può generare accesso alla conoscenza, consapevolezza sociale, lavoro culturale stabile, relazioni e cittadinanza. Le azioni culturali senza pianificazione pubblica rischiano però di ampliare disuguaglianze ed esclusioni. Servono politiche integrate sul diritto all’abitare, allo spazio pubblico, al welfare culturale e rigorosa valutazione dell’impatto sociale” – dichiara Francesco Mannino, Presidente Officine Culturali società cooperativa sociale