Musica
Eretici per scelta: Hæresis, il nuovo canto di Ugo Mazzei
Un viaggio controcorrente tra poesia civile, radici cantautorali napoletane e una bossa nova inedita su testi di Vinicius de Moraes
Di fronte alla velocità e, talvolta, alla violenza verbale della musica contemporanea, c’è chi sceglie la strada della controtendenza. Ugo Mazzei, cantautore con trent’anni di attività musicale alle spalle, presenta il suo nuovo progetto dal titolo emblematico: "Hæresis". Un termine che potrebbe apparire provocatorio, ma che affonda le sue radici nell'etimologia greca haíresis, che significa semplicemente "scelta".
La scelta è quella di andare controcorrente. Per Mazzei (qui il canale YouTube) infatti, essere "eretico" oggi non significa seguire dottrine oscure, ma compiere la scelta consapevole di andare contro gli schemi artistici convenzionali imposti dal mercato. La sua è una sfida lanciata attraverso il "vecchio", il classico e la normalità, elementi che in quest'epoca sembrano essere diventati paradossalmente rivoluzionari.
"Affrontare tematiche sociali, culturali, poetiche e letterarie di questi tempi è esattamente come stare zitti", spiega l'artista, sottolineando come la poesia civile sia stata ormai sostituita da linguaggi diretti, abbreviati e spesso selvatici.
Il progetto affonda le radici in collaborazioni di prestigio con la scuola cantautorale napoletana — da Enzo Gragnaniello a Eugenio Bennato e Carlo Faiello — artisti accomunati da una visione della canzone come libertà di pensiero e spinta interiore. Ma "Hæresis" riserva anche una perla internazionale: un momento dedicato alla Bossa Nova, in cui Mazzei ha musicato tre poesie di Vinicius de Moraes mai affrontate prima d'ora nemmeno dai grandi maestri brasiliani come Toquinho o Chico Buarque. Una ricerca della profondità che, secondo l'autore, serve a riaccendere un "lume di speranza" nel deserto della società moderna.
Con l'esperienza di chi ha incrociato il cammino di giganti come De Gregori, Vecchioni e Pino Daniele, Mazzei non parla di carriera, ma di una costante ricerca del "bello" e del "profondo". Nonostante il rischio di essere considerato anacronistico per il suo puntare sul sentimento e sulla fonesi poetica, il cantautore è convinto che esista ancora un pubblico capace di vibrare per queste suggestioni.
"Vi troverò, eretici del mio cuore", promette Mazzei, "e poi vi canterò di cose che non esistono più". Un invito, dunque, a riscoprire quella dolcezza e quell'amore per la vita che, secondo l'artista, rimangono elementi biologici e romantici destinati, prima o poi, a tornare attuali.