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il caso

Da "Mare Fuori" alla condanna per vandalismo: la parabola di Artem Tkachuk

L'attore e tre amici sono stati giudicati colpevoli di aver danneggiato quattro macchine in strada, la giudice concede la condizionale vincolata al risarcimento

24 Luglio 2026, 00:14

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Da "Mare Fuori" alla condanna per vandalismo: la parabola di Artem Tkachuk

Artem Tkachuk, 26 anni, italo-ucraino noto per il ruolo di Pino "’o pazzo" nella serie Mare Fuori, è stato condannato a un anno di reclusione per danneggiamento aggravato. La vicenda, che ha trasformato la notorietà televisiva in un caso di cronaca giudiziaria, risale alla notte tra il 20 e il 21 maggio 2026, quando l’attore, insieme ad altri tre amici, avrebbe compiuto un raid vandalico a Rho, nell’hinterland di Milano.

Le Volanti del Commissariato locale sono intervenute in via Molino Prepositurale dopo le segnalazioni dei residenti, svegliati da forti rumori e schiamazzi. All’arrivo, gli agenti hanno constatato danni ingenti a quattro utilitarie parcheggiate in strada — una Peugeot, una Dacia, una Renault e una Fiat 500 — con carrozzerie ammaccate, paraurti colpiti e specchietti divelti.

L’intervento tempestivo ha portato all’arresto in flagranza di Tkachuk e dei suoi accompagnatori. A gravare sulla posizione dell’attore non sono stati solo i danneggiamenti. Durante le fasi del fermo, Tkachuk si sarebbe rivolto ai poliziotti con insulti e minacce, arrivando a dire “vi sfondo” e facendo allusioni alla possibilità di poter “comprare” gli agenti con il proprio denaro. Per questo è scattata anche una denuncia a piede libero per minacce a pubblico ufficiale.

Nelle ore successive all’arresto, la difesa, rappresentata dall’avvocata Alessia Pontenani, aveva ipotizzato un errore di persona, indicando un individuo in maglietta nera come possibile autore dei fatti. L’istruttoria ha però seguito un altro corso. Il 23 luglio 2026, al termine del giudizio abbreviato — che comporta una riduzione di pena — la giudice Amelia Managò ha condannato tutti e quattro gli imputati.

La pena di un anno non sarà eseguita immediatamente: la giudice ha concesso la sospensione condizionale e il beneficio della non menzione nel casellario giudiziale, subordinandoli a una condizione precisa. I proprietari delle quattro vetture dovranno essere risarciti integralmente entro sei mesi.