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Temptation "Catania", all'ombra dell'Etna: in onda il falò più atteso di tutta la stagione

L'annuncio del sindaco Marco Corsaro con un post e una foto su Facebook: «Giovanni è di Misterbianco»

29 Luglio 2026, 16:19

16:20

Temptation Catania, all'ombra dell'Etna:  in onda il falò più atteso di tutta la stagione

Temptation Island vira verso il termine, ma all'ombra dell'Etna è Temptation Catania e ieri intanto è andato in scena il falò più atteso di tutta la stagione. Quello più teso, chiesto da Giovanni. Arriva al villaggio senza nemmeno guardare Sabrina e l'intenzione è chiara fin dalla prima frase. Filippo Bisciglia lo fa sedere: "Non l'hai nemmeno guardata". E lui parte con un monologo già scritto: "Non voglio aprire nessun dibattito, nessun confronto. Mio padre mi dice sempre che il tempo è un dono prezioso, che è una cosa che non puoi fermare. Quindi non voglio perdere tempo su cose che non mi interessano più. La cosa più importante oggi è me stesso. La risposta che ho trovato è che voglio stare solo".

Sabrina non ci sta. Lo interrompe subito: "Ma che volevi un'altra nel tuo letto! Desiderava Elisa nel suo letto, quindi non vuole stare da solo". Da lì il confronto diventa un muro contro muro. Giovanni vuole solo salutare e andarsene: "Ti voglio bene, ma me ne voglio andare". Sabrina lo inchioda al suo copione di sempre: "Sempre così, sempre a scappare. Non ci confrontiamo mai in qualsiasi problema. Sempre che scappi dai problemi, non affronti la realtà". E poi l'appello dopo sette anni insieme: "Per rispetto al sentimento che ho avuto in tutti questi anni, affronta il problema e affrontami".

Quando finalmente si parlano, esplode il tema dei tradimenti visti nei video. Sabrina accusa: "Ti sei chiuso in bagno e hai provato a baciare una ragazza. Vergogna". Giovanni risponde con l'altro video: "Bacio sotto la coperta, lingua in bocca". Lei si difende: "Si è negato il bacio. Ci siamo sfiorati le labbra, ma non c'è stato il bacio profondo. La cazzata l'ho fatta lo stesso e me ne prendo le responsabilità. L'ho fatto alla luce del sole". È il punto centrale della rottura. Lei dice di averlo fatto per delusione, lui giura il contrario: "Ripicca non ce n'è. L'ho seguito con il mio cuore. Se la volevo baciare accadeva davanti alle telecamere". Poi la frase che chiude tutto: "Perché non ti voglio più, non ti amo più. 100%".

Sabrina sposta il discorso sul vero nodo della loro storia, la fiducia e il futuro. Lo accusa di gelosia ossessiva - "Non potevo uscire di casa, neanche avere un contatto con il personal trainer" - e soprattutto di mancanza di progettualità. Lui 31 anni con il carrettino delle brioche, lei 23 che chiede stabilità: "Ti accontenti di un carrettino delle brioche che non guadagni nulla. Come possiamo pagare la casa, crearci una famiglia vivendo alla giornata? Oggi prendi 20 euro, domani 40. Non c'è uno stipendio fisso". Lui incassa: "Un lavoro è sempre dignitoso. Chi ti ha fatto mancare mai qualcosa?". Lei replica: "Non mi hai mai fatto mancare nulla, dalla A alla Z, quello che non ha fatto mio padre l'hai fatto tu. Ma nella convivenza non eri mai pronto". Filippo prova a mediare: "Certezze che tu cerchi, forse lui non te le può dare". E Giovanni chiude: "Certezze che io non le posso dare più".

Niente abbraccio finale, niente occhi negli occhi. "Non mi sembri una persona matura dato che non mi guardi nemmeno negli occhi", gli dice lei. Lui resta della sua idea fino all'ultimo: "So che posso passare per immaturo, ma non posso fare una cosa contro il mio volere. Me ne voglio andare da solo". E Filippo: "Sei libero di fare ciò che vuoi".

E ora, per Giovanni, sembrerebbero già aperte le porte del Grande Fratello. Dal carrettino delle brioche alla Casa più spiata d'Italia. E in quel caso, dopo anni di precarietà vissuta alla giornata tra i 20 euro di oggi e i 40 di domani, il ricorso a Manzoni e alla Provvidenza sarebbe non solo comprensibile, ma d'obbligo.

Come chiudeva Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi: "I guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore".

Per dovere di cronaca. Il catanese Giovanni è in realtà di Misterbianco. Lo ha "svelato" il sindaco Marco Corsaro con un post e una foto su Facebook.

«In queste settimane milioni di italiani hanno imparato a conoscere Giovanni, apprezzandone simpatia e genuinità. Abbiamo però un piccolo dettaglio da aggiornare: Giovanni da Catania… è in realtà Giovanni da Misterbianco. Un saluto a tutti voi assieme al nostro concittadino che, con semplicità e spontaneità, ha saputo prendersi la scena. Un grande in bocca al lupo per tutto ciò che verrà. Sempre da Misterbianco, con orgoglio».