Myrta Merlino lascia Mediaset per San Marino RTV: la scommessa che ridisegna il pomeriggio tv
Myrta Merlino lascia Mediaset e approda al canale 550: una scelta che ridefinisce il suo ruolo e rilancia San Marino RTV
Certe uscite di scena fanno rumore. Altre, invece, cambiano senso solo quando arriva la destinazione successiva. Per Myrta Merlino, il passaggio da Mediaset a San Marino RTV appartiene chiaramente alla seconda categoria: non un semplice trasloco professionale, ma il segnale di una ricollocazione editoriale che arriva dopo mesi di attesa, indiscrezioni e progetti rimasti sospesi. L’annuncio è arrivato durante La Terrazza della Dolce Vita, l’evento ideato da Simona Ventura e Giovanni Terzi, e ha avuto il peso delle notizie che chiudono una parentesi e ne aprono un’altra: la giornalista lascerà ufficialmente le reti del Biscione per guidare un nuovo programma sulla tv di Stato sammarinese, con debutto previsto a ottobre sul canale 550, come annunciato dall’amministratore delegato Roberto Sergio.
La novità ha una portata che va oltre il singolo incarico. Perché racconta insieme tre storie: quella di Myrta Merlino, volto di lungo corso dell’informazione televisiva italiana; quella di Mediaset, che dopo la chiusura di Pomeriggio 5 ha ridisegnato il suo pomeriggio; e quella di San Marino RTV, impegnata da mesi in un ambizioso piano di rilancio, tra nuovo logo, nuovi studi, assunzioni e una crescente apertura a volti popolari della televisione generalista.
L’annuncio a San Marino: una scelta che mette fine alle ambiguità
A fare chiarezza è stata la stessa Merlino, intervenendo a La Terrazza della Dolce Vita, la rassegna che da tempo unisce spettacolo, attualità e conversazione pubblica e che, nelle ultime edizioni, ha trovato un rapporto sempre più stretto con San Marino RTV. Proprio lì è stata formalizzata la svolta: nuovo programma, nuova rete, nuovo perimetro professionale. Una scelta che spazza via anche l’ultima incertezza sul suo rapporto con Mediaset, dopo un periodo in cui il suo nome era rimasto in sospeso fra ipotesi, smentite implicite e indiscrezioni su possibili collocazioni alternative.
Il punto, infatti, è che fino all’estate precedente il quadro appariva diverso. A inizio luglio 2025, diverse ricostruzioni giornalistiche riferivano di un rinnovo del legame fra Myrta Merlino e Mediaset, con l’idea di affidarle un nuovo progetto, probabilmente su Rete4. Quella prospettiva, però, non si è mai concretizzata. Il nuovo approdo a San Marino RTV certifica dunque che quella fase si è chiusa definitivamente e che la giornalista ha scelto di cercare altrove uno spazio più definito e immediatamente operativo.

Da La7 a Canale 5, fino allo stop: come si è arrivati a questo passaggio
Per capire il peso della notizia bisogna tornare indietro. Myrta Merlino, nata a Napoli nel 1969, è una figura che negli anni ha costruito una riconoscibilità precisa: giornalista, autrice, conduttrice, con una formazione saldamente legata ai temi della politica economica e dell’approfondimento. Dopo la laurea in Scienze Politiche e le prime collaborazioni con Il Mattino e Il Messaggero, ha lavorato come autrice e conduttrice in ambito Rai, per poi diventare uno dei volti simbolo di La7. Dal 2009 al 2023 ha condotto programmi sull’emittente del gruppo Cairo, e dal 2011 al 2023 è stata soprattutto la padrona di casa di L’aria che tira, trasmissione che ha modellato il suo profilo televisivo presso il grande pubblico.
Quando nel giugno 2023 annunciò in diretta l’addio a L’aria che tira, parlò di un “viaggio incredibile” durato 12 anni. ANSA ricordò in quell’occasione non solo la lunghezza del percorso, ma anche il carico quotidiano di un’esperienza fatta di circa 200 puntate l’anno e di una forte identificazione tra volto, programma e rete. Era la fine di un ciclo importante, e già allora si parlava di un possibile futuro a Mediaset.
Il passaggio a Canale 5 fu la conseguenza di quella svolta. Merlino arrivò a Pomeriggio 5 dopo l’uscita di Barbara D’Urso, raccogliendo un’eredità pesante, esposta inevitabilmente al confronto. Il tentativo di ricalibrare il programma su un’impronta più giornalistica e meno spettacolare ha rappresentato, fin dall’inizio, una sfida complessa: non soltanto per la storia del contenitore, ma anche per il pubblico di riferimento e per la natura ibrida della fascia pomeridiana generalista.
L’esperienza a Mediaset e i limiti di un innesto non del tutto compiuto
È qui che si colloca il vero nodo editoriale. Myrta Merlino era, ed è, un volto fortemente associato a un linguaggio di analisi, conversazione informativa, lettura dei fatti. Pomeriggio 5, invece, arrivava da una lunga tradizione diversa, costruita su altri codici, altri ritmi e un’altra relazione con il pubblico. L’operazione aveva una sua logica industriale, ma non è mai sembrata trasformarsi fino in fondo in un’identità nuova e stabilizzata. Secondo la ricostruzione di Fanpage, l’esperimento non ha convinto abbastanza da essere confermato, e dopo due edizioni la scelta di Mediaset è stata quella di cambiare rotta.
Il segnale più netto è arrivato con la chiusura definitiva di Pomeriggio 5 e con l’avvio del nuovo programma Dentro la notizia, affidato a Gianluigi Nuzzi. L’esordio del format è stato fissato al 1° settembre 2025 su Canale 5, e lo stesso Nuzzi, in un’intervista ad ANSA, ha spiegato che il nuovo contenitore sostituisce in modo definitivo il programma condotto prima da Barbara D’Urso e poi da Myrta Merlino, provando a colmare il divario con La vita in diretta di Alberto Matano.
In questo passaggio c’è un dettaglio non secondario: Mediaset non si è limitata a cambiare conduttore, ma ha cambiato titolo, impianto e, almeno nelle intenzioni, posizionamento editoriale del pomeriggio. È il segno che l’azienda ha considerato conclusa non solo la fase di Merlino, ma proprio il marchio storico di Pomeriggio 5. Per una professionista abituata ad avere un perimetro chiaro, restare in azienda senza una collocazione certa avrebbe significato prolungare una zona grigia. La scelta di uscire appare, anche per questo, coerente.
Perché San Marino RTV ha puntato su di lei
Se vista da fuori, la mossa può sembrare inattesa, osservata da vicino è molto meno sorprendente. San Marino RTV sta infatti vivendo una fase di trasformazione piuttosto evidente. Nel giugno 2025 il direttore generale Roberto Sergio ha presentato un piano di rilancio che comprendeva un canale unico 550 valido per digitale terrestre, Sky e TivùSat, un nuovo logo, studi rinnovati, l’arrivo di nuovi programmi e l’avvio di bandi per assunzioni giornalistiche e tecniche. Lo stesso Sergio ha parlato apertamente della volontà di superare una fase di crisi e di ricostruire entusiasmo, identità e visibilità.
Dentro questa strategia si colloca anche l’ingresso di volti noti. La stessa San Marino RTV ha rafforzato la collaborazione con La Terrazza della Dolce Vita, il format di Simona Ventura e Giovanni Terzi, portato in tv in 12 puntate. A ciò si sono aggiunti progetti come Titano di Roberto Giacobbo, la presenza di Ventura nel San Marino Song Contest e quella di Terzi in altri format della rete. In altre parole, l’emittente sammarinese non sta cercando semplicemente visibilità, ma una nuova postura nel mercato audiovisivo italiano: meno laterale, più riconoscibile, più ambiziosa.
In questo scenario, Myrta Merlino rappresenta un innesto perfettamente leggibile. Porta con sé una reputazione da giornalista di esperienza, una lunga familiarità con il daytime informativo e una cifra professionale che può aiutare la rete a consolidare il profilo di servizio pubblico con apertura al pubblico italiano. Non è solo una firma che si aggiunge al palinsesto: è anche un messaggio all’esterno, un modo per dire che il progetto del 550 non intende limitarsi a fare da vetrina, ma vuole competere sul terreno dell’autorevolezza e della continuità.
Il nodo del format: cosa aspettarsi dal nuovo programma
Sul contenuto del programma, per ora, i dettagli pubblici restano limitati. Ciò che è stato annunciato con certezza è il debutto a ottobre su San Marino RTV e il coinvolgimento diretto di Myrta Merlino al timone. In assenza di ulteriori informazioni ufficiali, ogni ipotesi più precisa sul taglio editoriale sarebbe prematura. Però alcuni indizi aiutano a immaginare la direzione possibile.
Il primo è legato alla storia professionale della conduttrice: economia, attualità, lettura dei fatti. Il secondo riguarda il posizionamento della rete in questa fase di rilancio: programmi culturali, informazione, collaborazione con la Rai, attenzione all’identità del canale e al dialogo con il pubblico italiano. Il terzo è il contesto in cui la notizia è stata annunciata, cioè una rassegna che fa dell’incontro fra contenuti alti e racconto popolare la sua cifra distintiva. Mettendo insieme questi elementi, è ragionevole immaginare un progetto in cui la Merlino possa tornare a fare ciò che le è più congeniale: governare il racconto dell’attualità senza dover forzare la propria natura professionale dentro un contenitore nato per altri codici.
Più che un ripiego, una ridefinizione
La tentazione, in casi come questo, è leggere il passaggio a una rete più piccola come un ridimensionamento automatico. È una lettura comoda, ma non necessariamente corretta. Nel sistema televisivo contemporaneo il valore di un approdo non si misura più soltanto sulla dimensione storica dell’emittente, bensì sulla centralità del progetto, sull’autonomia editoriale concessa al volto scelto e sulla capacità di incidere in una fase di trasformazione. Da questo punto di vista, per Myrta Merlino l’operazione somiglia più a una ridefinizione che a un arretramento.
Anche perché il contesto di San Marino RTV è oggi molto diverso da quello che molti spettatori ricordano. Il canale 550, l’investimento sulla riconoscibilità del brand, il rinnovamento degli studi e il coinvolgimento di personalità note indicano una precisa volontà di uscire dalla marginalità. Portare lì una professionista che ha attraversato Rai, La7 e Mediaset significa alzare la soglia dell’attenzione e tentare una legittimazione ulteriore presso il pubblico nazionale.
Per Merlino, allo stesso tempo, significa tornare in video con una collocazione netta dopo un periodo di sospensione. Non più il “forse” di un progetto mai nato a Rete4, non più l’ombra lunga di Pomeriggio 5, ma una ripartenza con un’identità nuova e, soprattutto, con una rete che sembra averla scelta per ciò che è, non per ciò che dovrebbe diventare.